PAURA 29 Luglio Lug 2015 1557 29 luglio 2015

Fiumicino, pineta in fiamme: voli bloccati

Il rogo, di origine dolosa, è stato spento dopo circa un'ora e mezza. Alitalia su Twitter: lo scalo è tornato operativo. Foto.

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Non c'è pace per l'aeroporto di Fiumicino. Dopo il rogo che a maggio ha distrutto il Terminal 3, le fiamme hanno divorato la pineta di via Coccia di Morto, a Focene, nei pressi dello scalo romano. L'incendio, molto vasto, sembra essere di origine dolosa. Alte colonne di fumo si sono levate nel cielo, mentre le fiamme hanno costeggiato il perimetro dell'aeroporto. Tutti i voli in partenza sono stati bloccati per circa un'ora e mezza, come comunicato su Twitter dalla compagnia Alitalia.
Sul posto sono intervenute otto squadre dei vigili del fuoco e la Protezione civile, che sono riuscite a domare l'incendio.

Che succede a Fiumicino? #fuoco #incendio pic.twitter.com/zxZE9e4PgE

— Heather Bell (@elasticity) 29 Luglio 2015

ALITALIA MINACCIA: «ANDIAMO VIA». Per lo scalo romano si tratta del secondorogo, dopo quello che a maggio ha distrutto il Terminal 3. Una nuova tegola su Fiumicino, che mercoledì 29 luglio, prima che l'incendio divampasse, aveva dovuto incassare le minacce di Alitalia: «Se Fiumicino continuerà a puntare su compagnie low cost e servizi mediocri, Alitalia sarà costretta a spostare la sua crescita altrove», aveva detto l'amministratore delegato della compagnia, Silvano Cassano.
80 MILIONI DI DANNI PER LA COMPAGNIA. A provocarne l'irritazione, proprio il recente incendio al Terminal 3: «Abbiamo passato un periodo difficilissimo a causa di un evento che ci ha colpiti profondamente, abbiamo rinunciato a qualsiasi polemica e ci siamo concentrati interamente sul servizio ai passeggeri, per ridurne i disagi». Ma i danni subiti da Alitalia ammontano a circa 80 milioni di euro e l'azienda è determinata a ottenere un risarcimento per la cancellazione obbligata di migliaia di voli. «La recente riapertura del Terminal 3», ha detto ancora Cassano, «ha decretato la fine della fase di emergenza, ma non la fine di numerosi problemi e limitazioni che hanno ancora pesanti effetti sulle operazioni aeroportuali».


L'OPERAIO FERITO SUL CARRELLO ELEVATORE. Pochi giorni dopo l'incendio al Terminal 3, un altro grave incidente si è verificato sulle piste di Fiumicino. Un carrello elevatore ha schivato per poco un aereo, per poi schiantarsi contro un’autobotte in sosta tra un velivolo di Alitalia e uno di Lufthansa. L’addetto alla guida del mezzo, un operaio di Aviation service, ditta di handling di Fiumicino, è riuscito ad abbassarsi giusto un secondo prima di finire contro il mezzo di rifornimento. Il lavoratore è rimasto gravemente ferito e trasportato d’urgenza all’ospedale Grassi di Ostia, riportando la frattura di alcune costole.
LA PAGINA FACEBOOK DEDICATA AI DISSERVIZI. I tanti problemi e disservizi dello scalo romano gli sono valsi anche una poco lusinghiera pagina Facebook, dal titolo eloquente: L'aeroporto di Fiumicino è uno schifo. Con i suoi 40 mila dipendenti e 40 milioni di passeggeri all'anno, Fiumicino è l'aeroporto più grande d'Italia. E il pianoforte a coda «per i viaggiatori che vogliono suonare», recentemente introdotto nello scalo, a quanto pare non è servito a portargli buona fortuna.

Davvero bella iniziativa di @AeroportidiRoma. A Fiumicino un pianoforte a coda per i viaggiatori che vogliono suonare pic.twitter.com/E7juKTYN69

— Dario Franceschini (@dariofrance) 28 Luglio 2015

IL PREMIER RENZI TELEFONA AL MINISTRO ALFANO. Secondo fonti di Palazzo Chigi il premier Matteo Renzi ha chiamato il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, per avere informazioni e un'immediata verifica da parte delle forze dell'ordine sull'incendio a Fiumicino. Che il principale hub italiano sia in balia di incidenti o di malintenzionati sarebbe «impensabile» per il premier. Se davvero l'incendio fosse doloso, hanno sottolineato le stesse fonti di governo, ci troveremmo di fronte ad un atto gravissimo, le cui conseguenze impattano direttamente su una delle principali infrastrutture del Paese, sul turismo e sull'economia. Una situazione «intollerabile».

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