TERRORISMO 29 Luglio Lug 2015 1900 29 luglio 2015

Mullah Omar, chi era l'imprendibile mujaheddin

Ragazzino armato dagli Usa. Poi capo dei talebani. Alto 2 metri, senza un occhio. Due mogli e cinque figli. Profilo del mullah Omar, di nuovo dato per morto. Foto.

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L'imprendibile mullah Omar, la foto del most wanted più ricordata al mondo dalle stragi dell'11 settembre, sarebbe morto due anni fa, dicono di tubercolosi.
Da tempo si rincorrono voci sulla dipartita del capo supremo dei talebani, che gli integralisti afghani sistematicamente smentiscono celebrando la ricorrenza della sua nomina e intestandogli dichiarazioni.
Ma stavolta a dire ai media pubblici che «è stato ucciso» è un funzionario del governo afghano, dopo averne avuto conferma a una riunione dei vertici di sicurezza, e gli Stati Uniti reputano la notizia «credibile».
EX EMIRO CLANDESTINO. Emiro dell'Afghanistan dal 1996 al 2001, prima che i talebani venissero rovesciati dagli Usa dopo aver abbattuto le Torri Gemelle, dell'uomo in turbante dalla lunga barba e dalla tonaca nera si sa che è nato tra il 1959 e il 1962. E dopo c'è un punto interrogativo.
È morto, forse da anni: invano i fotoreporter danno la caccia - insieme con i servizi segreti - ai suoi rifugi sulle montagne e nelle valli afghane.
OCCHIO DESTRO VUOTO. O invece è ancora vivo: invecchiato e irriconoscibile, se non fosse per l'occhio destro vuoto che, come i pirati, ha perso in combattimento, ma nascosto al mondo, nell'ombra come sempre.
Con l'ultimo annuncio, il capo spirituale dei talebani è stato dato per catturato o ucciso almeno sette volte, in passato anche in tivù e dalle non affidabilissime fonti di sicurezza e d'intelligence.
Un record che il mullah Omar condivide con un altro ricercato globale, il criminale e superterrorista africano Mokhtar Belmokhtar.

Mujaheddin anti-sovietico e poi terrorista super ricercato dagli Usa

La foto attribuita al mullah Omar ferito all'occhio destro (Ansa).  

Clandestinità e false morti lo hanno reso un anti-eroe leggendario.
Del mullah Omar la foto più vecchia è (forse) anche quella più vera.
Senza data, ricorre nelle cronache dell'Afghanistan: un personaggio e un Paese fuori dal tempo.
Le altre sono ricostruzioni di come potrebbe essere o scatti rubati di chi potrebbe essere, oggi, il capo dei talebani.
Per il network panarabo al Jazeera, il mullah Omar ha davvero perso la vita qualche anno fa, quando le voci circolavano con insistenza.
TAGLIA DA 25 MILIONI DI DOLLARI. A chi lo avesse catturato il dipartimento di Stato americano offre 25 milioni di dollari, 10 milioni per chi rilascia informazioni attendibili su di lui: si capisce l'insistenza delle molte bufale.
Leggendaria, per il suo paradosso, è anche la sua storia di vita.
Mohammed Omar nasce in un villaggio di contadini vicino a Kandahar, cresce orfano di padre e diventa padre putativo della sua povera famiglia.
Ma soprattutto diventa capo dei mujaheddin, gli studenti coranici (Taleban) foraggiati e armati dagli Usa per cacciare dall'Afghanistan i sovietici.
L'UOMO NERO ARMATO DAGLI USA. L'uomo nero, il simbolo del terrorismo islamico e il braccio politico di al Qaeda, è anche l'incarnazione degli errori madornali commessi dagli Stati Uniti durante la Guerra fredda e anche dopo.
Uno dei tanti ragazzini musulmani presi dalle madrasse e dai campi profughi sarebbe diventato, poco dopo, il leader islamico che ospitava i campi per jihadisti di Bin Laden e che avrebbe preso Kabul ad Ahmad Shah Massoud, il capo tra i capi afghani rivali uccisi dai fondamentalisti negli Anni 90, durante la guerra civile e poi l'emirato.

Ex emiro, dal 2001 invisibile capo della «resistenza» talebana

Un uomo alto ripreso in Afghanistan, dai tratti simili al mullah Omar (Ansa).  

Del mullah Omar si dice anche che sia alto quasi 2 metri e abbia quattro profonde ferite sul corpo.
Pashtun, come molti degli estremisti islamici in Afghanistan, avrebbe due mogli e cinque figli.
Da emiro e «comandante dai credenti» non è mai salito da Kandahar a Kabul, visitata solo due volte.
Altro particolare che, in Afghanistan, tra i suoi proseliti gli dà un'aura religiosa di rigole e anche di ineffabile.
Leggenda vuole che il mullah Omar avesse mostrato ai fedeli il mantello di Maometto nascosto in dei bauli chiusi a chiave nella moschea di Kandahar.
Fu lui che, nel 1997, cambiò nome all'Afghanistan in Emirato islamico.
DAI MUJAHEDDIN ALL'ISIS. Una figura misteriosa, l'Abu Bakr al Baghdadi odierno, ma senza mostrare in video sadismi e altri orrori.
L'ideologo dei talebani che, ferito, si sarebbe «tolto da solo il suo stesso occhio» conosceva il super terrorista Abu Musab al Zarqawi, fondatore e mente di al Qaeda in Iraq che sarebbe poi diventato Isis.
Dall'Afghanistan, dai mujaheddin aizzati dagli americani che imposero il burqa è partito tutto.
L'allievo ha divorato il maestro.
Dall'occupazione Usa del 2001, per i talebani il mullah Omar è la «guida della resistenza».
Non si vede mai, a a parlare nei comunicati è sempre lui.
FORSE IN PAKISTAN. Secondo alcuni si troverebbe protetto e invisibile nella roccaforte di Kandahar, per altre fonti d'intelligence sarebbe in Pakistan, dove si era rifugiato in passato e protetto dai servizi segreti dell'Isi che coprirono anche Bin Laden.
In primavera, per il 19esimo anniversario della sua nomina, i talebani hanno per la prima volta diffuso una sua lunga e particolareggiata biografia.
Strano: le nuove voci funeste arrivano nel momento di massima debolezza del movimento, diviso e sempre più infiltrato dall'Isis, mentre sono in corso negoziati con il governo per la pace.

Twitter @BarbaraCiolli

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