Morte sedicenne, Cocoricò chiuso 4 mesi
LA POLEMICA 4 Agosto Ago 2015 2309 04 agosto 2015

Cocoricò, verso un Daspo per le discoteche

Per Codacons e Silb l'impossibilità dei controlli rende ogni battaglia inefficace. Si pensa al Dadisc.

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La chiusura del Cocoricò per quattro mesi dopo la morte per Mdma di un 16enne continua a fare discutere.
«Bene l'iniziativa del governo e un plauso alle parole del ministro Alfano, ma proprio al ministro al quale abbiamo chiesto un incontro proporremo una modifica dell'articolo 100 del Tulps che penalizza i locali per cose che non dipendono da loro». Così ha risposto Gianni Indino, 61 anni una vita nei locali e presidente del Silb, sindacati locali da ballo Emilia Romagna, alle dichiarazioni di Alfano che ha annunciato 'tolleranza zero' contro lo sballo che uccide.
LA SILB AL FIANCO DEI LAVORATORI. «Anche noi», dice Indino, «siamo in prima linea contro lo sballo». Il presidente del Silb, che rappresenta 400 imprese, 50 nella provincia di Rimini, però annuncia una battaglia al fianco dei lavoratori del Cocoricò.
Intanto il Codacons ha espresso dubbi circa i provvedimenti di prevenzione e repressione citati dal Viminale - per Alfano «controlli a tappeto nei locali dove più alto è il rischio di spaccio sono la strategia più efficace» - visto che «nei locali e nelle discoteche italiane non esiste alcuna forma di controllo circa il consumo di droga e la somministrazione di alcolici. Chiunque oggi, indisturbato, può portare all'interno del locale sostanze illecite, farne uso o spacciarle, come testimoniato da diversi filmati che circolano in rete in questi giorni. Chiunque, anche se minorenne, può effettuare consumo di bevande alcoliche e perfino abusarne».
IMPOSSIBILE RICOLLOCARE 200 DIPENDENTI. Ma il problema è anche per i 200 lavoratori che perderanno il lavoro. «Come facciamo ora a ricollocare 200 lavoratori al 4 di agosto a stagione avviata? Abbiamo chiesto un incontro con le sigle sindacali per affrontare il problema», continua Indino.
Il tema «dello spaccio va affrontato insieme», spiega, «perché ben vengano le leggi, ma il problema è di tutti i locali d'Italia e noi da soli non possiamo farcela. Rischiamo una causa se per esempio cerchiamo di controllare le tasche delle persone che entrano nel locale. Non possiamo farlo».
VA RIVISTO IL TULPS. Ma soprattutto, per Indino, è il vecchio articolo 100 del Tulps «che va cambiato perché il locale se collabora e chiede l'intervento della polizia, fa comunque statistica negativa e quindi dopo un numero di problematiche con intervento rischiamo la sospensione in base al Tulps per cause indipendenti da noi».
È il Daspo per chi va in discoteca, ciò che auspicano i gestori. Come per lo stadio, così i pericolosi restano fuori dal locale. «Ci permetterebbe di fare una selezione all'ingresso per non far accedere alla discoteca chi ha precedenti», aggiunge Indino.
IN DISCUSSIONE IL DADISC. E pare che il Daspo per le discoteche, il Dadisc sarà discussione presto in commissione. A dirlo il deputato di Forza Italia, Francesco Paolo Sisto, promotore del disegno di legge Dadisc, appunto, insieme con Renato Brunetta, nell'ottobre del 2014 e membro della commissione Affari Costituzionali.
Sulla chiusura del Cocoricò a partire da lunedì, si è sollevata una intensa discussione, nonostante non sia il primo provvedimento di così lunga durata.
IL PRECEDENTE DEL FLUID DI ORIO. Il precedente più noto è quello della discoteca Fluid di Orio al Serio chiusa nel 2008 dal questore di Bergamo per quattro mesi dopo la morte per ecstasy della giovane promessa dello sci, Kristel Marcarini, morta a 19 anni dopo due di coma per una mezza dose. Kristel come come Lamberto. Il Fluid come il Cocoricò.
Dopo il ricorso al Tar che aveva riaperto il locale, per successivi problemi il Fluid fu richiuso con una nuova sospensione di tre mesi finché riaprì con un target nuovo e nuovo genere di discoteca.
Intanto continuano controlli nei pressi delle discoteche del Riminese da parte delle forze dell'ordine. La polizia ha operato vicino ai principali luoghi di ritrovo in cui i ragazzi si danno appuntamento prima di raggiungere locali e discoteche. Il 'dispositivo' della Questura di Rimini si è poi spostato proprio nei pressi dei locali ad alta affluenza di pubblico.
CONTROLLI NEL RIMINESE. Vicino alle discoteche i poliziotti hanno compiuto controlli antidroga: accertate diverse violazioni di carattere amministrativo con verbali di contestazione per diverse migliaia di euro. Controlli anche lungo le principali arterie stradali: gli agenti hanno identificato e controllato oltre 237 persone e fermato negli otto posti controllo predisposti, oltre a 167 auto, cinque sono le patenti ritirate.

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