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LA DENUNCIA 4 Agosto Ago 2015 2236 04 agosto 2015

Rio De Janeiro, Amnesty: Polizia violenta

Amnesty: le forze dell'ordine hanno ucciso 5 mila persone in 10 anni nelle favelas.

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Un'operazione di polizia in una favelas.

Dal 2005 al 2014, la polizia di Rio De Janeiro - città che il prossimo anno ospiterà le Olimpiadi - ha ucciso oltre 5 mila persone.
Le forze dell'ordine brasiliane, per Amnesty International, hanno il grilletto facile. Una conclusione respinta da un responsabile della Pubblica sicurezza che ha definito le cifre «ingiuste e imprudenti».
«FORZA NON NECESSARIA ED ECCESSIVA». In base ai dati raccolti dalla ong, la polizia militare carioca negli anni ha usato «abitualmente una forza non necessaria ed eccessiva» durante le operazioni lanciate nelle favelas della metropoli, decine delle quali sono state bonificate dalla presenza dei narcos, su ordine del governo locale, proprio con l'obiettivo di renderle più sicure in vista degli scorsi Mondiali di calcio e dei prossimi Giochi olimpici.
LA MAGGIORANZA DELLE VITTIME: NERI TRA 15 E 29 ANNI. La maggioranza delle vittime degli omicidi commessi dagli agenti tra il 2010 e il 2013 sono maschi neri (77%) in età compresa tra 15 e 29 anni (oltre il 50%), ha rivelato Amnesty. Dopo aver ricordato che il Brasile ha uno dei tassi di omicidi più alti del mondo (56 mila solo nel 2012), l'organizzazione non governativa ha sottolineato che il 16% del totale delle uccisioni registrate a Rio nel 2014 - cioè 250 su oltre 1.500 - sono state compiute da poliziotti.
Amnesty ha descritto uno scenario «allarmante», che riguarda in particolare le baraccopoli come quella di Acari, nella zona nord della città: qui ci sarebbero prove che, in almeno nove casi su 10 avvenuti nel 2014, le vittime si erano arrese, o che gli agenti hanno aperto il fuoco senza preavviso e senza essere minacciati.
ARCHIVIATI 220 PROCESSI. A peggiorare le cose poi il fatto che i colpevoli non sono quasi mai indagati né processati: su 220 inchieste avviate a Rio nel 2011 contro poliziotti, dopo quattro anni «solo in un caso» si è arrivati a una punizione.
«Alla fine di aprile 2015, 183 processi a carico di agenti restano ancora aperti», ha concluso Amnesty.

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