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TRAGEDIA 5 Agosto Ago 2015 0700 05 agosto 2015

Germanwings, così Lufthansa dimentica la strage

Turisti ai check in e boom di utili. Lufthansa guadagna il 160% rispetto al 2014. Mentre i parenti delle vittime continuano la battaglia per i risarcimenti. Invano.

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L'estate dei roghi a Fiumicino ha riportato a galla i resti del Boeing 777 scomparso della Malaysia Airlines, tragedia aerea avvolta dal mistero.
Con Vueling, low cost spagnola collassata con il blocco dello scalo romano, tornano all'ordine del giorno i dubbi sulla sicurezza (oltre che sulla qualità) delle compagnie a basto costo.
Eppure un'altra catastrofe, il folle schianto dell'Airbus A320 Germanwings sulle Alpi francesi che di recente ha sconvolto il mondo, sembra archiviata nella percezione collettiva.
BOOM DI UTILI PER LUFTHANSA. Tutto passa, nella società globale di Internet le notizie si accavallano alla velocità della luce. E così Lufthansa, proprietaria della low cost Germanwings data «sul lastrico», «una compagnia distrutta» dopo la tragedia del 24 marzo scorso, nei primi sei mesi del 2015 ha accumulato un utile operativo del +160% rispetto all'inizio del 2014.
Il carburante a buon mercato, sull'onda del petrolio al ribasso, ha ammortizzato le perdite per gli scioperi del personale e anche i contraccolpi per il calo d'immagine subito dopo del disastro. Nessun crollo (annunciato) di vendite di biglietti comunque, le acque si sono presto calmate.
LA BATTAGLIA DEI FAMIGLIARI. I loghi di Germanwings e della sua ammiraglia non sono più listati a lutto.
Basta partire, i vacanzieri ai check in sembrano dimentichi del film dell'orrore - ma era realtà - di appena una stagione fa, quando il copilota bipolare e depresso Andreas Lubitz decise di togliersi la vita, uccidendo le altre 149 persone a bordo.
Non dimenticano i famigliari delle vittime che rigettano il risarcimento ridicolo di Lufthansa: 25 mila euro, in aggiunta ai 50 mila euro di rimborso spese immediato versati per ogni passeggero deceduto, è la proposta arrivata.

25 mila euro di risarcimenti: l'offerta offende i parenti delle vittime

Il 24 luglio nel villaggio francese di Vernet si commemorava l'anniversario della tragedia e una lettera carica di rabbia raggiungeva il numero uno di Lufthansa Carsten Spohr.
«La sua offerta è un'offesa per noi e i nostri figli», scrivevano i genitori della classe di Münster, sul volo Barcellona-Düsseldorf di ritorno da una gita in Spagna.
In risposta Lufthansa ha proposto un'aggiunta di 10 mila euro per ogni vittima, una beffa nella beffa.
SI VUOLE FINO A 1 MLN DI EURO. I parenti dei morti - 77 tedeschi (inclusi i 16 liceali) , 45 spagnoli e un belga tra i 144 passeggeri, più i 6 membri dell'equipaggio - ne chiedono almeno 100 mila, cifre che per alcune vittime possono arrivare a 200 mila, e per i minori e i personaggi famosi a bordo a 1 milione di euro.
Più le scuse della compagnia aerea per aver fatto volare un pilota a rischio ricadute, che in passato aveva già sofferto di una grave depressione.
«Lufthansa-Germanwings era in possesso delle informazioni sulle sue condizioni mentali», denunciano i legali dei famigliari, «basta il paragone con precedenti come la strage del Concorde in Francia per capire che l'offerta non è adeguata, si devono rispettare gli standard internazionali».
Per contratto, la convenzione di Montreal impone alle compagnie aeree 126 mila euro di indennizzo per ogni perdita di vita umana, qualunque ne sia la causa, oltre poi ai risarcimenti individuali.
INIZIA IL DIBATTIMENTO. In caso di «responsabilità evidente della società aerea», come per l'operato di Lubitz, il procedimento non dovrebbe neanche andare in giudizio, la società dovrebbe versare subito i maxi-risarcimenti.
Ma da Lufthansa nessuna pietà e neanche la dovuta ammissione di colpa, si affilano le armi per il dibattimento.
Nonostante le casse in buona salute, la compagnia intende continuare a risparmiare, sia sul fronte dei tagli al personale sia su quello delle spese per la più grande ed esclatante catastrofe aerea del gruppo dagli anni di piombo degli attentati e dei dirottamenti terroristici.

Le compagnie guadagnano con le ferie, i famigliari piangono i morti

I famigliari delle vittime chiedono anche il rispetto della regola americana di «due persone in cabina», evitando così di lasciare uomini soli al comando come Lubitz. E su questo i protocolli potrebbero presto cambiare.
Molte compagnie europee, dopo la strage di Germanwings, applicano già la norma e a luglio l'Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) ha consegnato alla Commissione Ue un rapporto nel quale raccomanda esami psicologici e medici obbligatori e più test per alcol e droghe ai piloti, nonché un database europeo sulla loro salute e «sempre due persone in cabina di pilotaggio».
Ma finché l'esecutivo di Bruxelles non rende le raccomandazioni vincolanti, la responsabilità resta delle compagnie aeree e sulla presenza in cabina, per esempio di una hostess o di uno stewart in sostegno al pilota, più di una perplessità è stata sollevata dai comandanti.
I RISARCIMENTI NEGATI. Passata l'ondata emotiva, potrebbe tornare la prassi di sempre.
Comune è anche il gioco al ribasso delle grandi compagnie sui risarcimenti: Germanwings-Lufthansa non è purtroppo un caso isolato.
In Italia, a 35 anni dalla strage insoluta di Ustica, l'Avvocatura di Stato ha impugnano la sentenza di risarcimento dei famigliari degli 81 morti, per i quali si chiede anche l'addebito delle spese processuali.
E in attesa di appurare le ragioni della scomparsa del Boeing - indagini sui rottami riemersi sull’isola di Reunion, nell'Oceano indiano, sono in corso in Francia, Malesia e Australia - Malaysia Airlines ha avviato i risarcimenti per «incidente», i più economici, dopo aver versato qualche migliaio di dollari d'anticipo ai parenti per l'assistenza.
LE VITTIME RIPOSANO A VERNET. «Hip hip hurrà! Siamo a Edimburgo», twitta Lufthansa per la sua campagna estiva promozionale. Per le ferie Germanwings invita a «prenotare il posto, per essere più liberi sotto le nuvole».
Sulle Alpi sorvolate da migliaia di voli, i soccorritori francesi hanno lavorato sodo, identificando e restituendo alle famiglie quasi tutti i corpi. Quelli anonimi riposano non lontano dall'area della catastrofe, in un'urna nel piccolo cimitero di Vernet, accanto al memoriale.

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