Buzzi_Mafia Capitale
INCHIESTA 5 Agosto Ago 2015 1523 05 agosto 2015

Mafia Capitale, Buzzi inguaia il centrosinistra

Il numero uno delle coop: «Da Zingaretti a Marino, soldi a tutti i politici».

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Salvatore Buzzi.

Alla fine ha deciso di parlare Salvatore Buzzi, numero uno delle coop a Roma e uomo chiave di Mafia Capitale. In lunghi interrogatori nel carcere di Cagliari, Buzzi ha parlato dei rapporti con le amministrazioni locali e delle mazzette distribuite a politici di tutti gli schieramenti per aggiudicarsi gli appalti.
Ma soprattutto ha fatto i nomi di politici di spicco del centrosinistra, dal sindaco Ignazio Marino al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, risparmiando invece l'ex sindaco di centrodestra Gianni Alemanno («Non sapeva delle tangenti»).
«HANNO PRESO SOLDI». L'ex capo della Cooperativa 29 giugno, sostenendo di essere stato vittima di un sistema corruttivo, ha accusato il gruppo consiliare Pd che ha sostenuto la giunta Marino e il governatore Zingaretti («Hanno preso soldi»), anche se ha ammesso che «molte cose gli sono state raccontate da Luca Odevaine», altro personaggio coinvolto nella maxi-inchiesta.
Da quanto emerge dai verbali, Buzzi ha raccontato dei rapporti con l'attuale giunta capitolina: «Nell'anomalia del Comune di Roma i 78 milioni di euro con Marino li decisero in maniera vaga addirittura senza appalto, quindi c'abbiamo questi meccanismi, capito? Cioè io le vorrei dire una cosa che sembra banale, i vuoti si riempiono, quindi se io non mi occupo delle cose il mio posto viene preso sicuramente da qualcun altro, quindi qual era il nostro problema quotidiano tutti i giorni? Era sbattersi tra la politica e tra i dirigenti, passa' sui corridoi, assumere persone».
L'UOMO DI ZINGARETTI. Nel corso dei colloqui con i pm, Buzzi ha tirato in ballo anche Zingaretti parlando del maxi appalto per il Recup, il numero unico della sanità laziale, vicenda in cui compare anche un altro indagato: l'ex capo di gabinetto del governatore, Maurizio Venafro. Buzzi, inoltre, individua in Peppe Cionci, «l'uomo di Zingaretti», come «la persona dei soldi». «Se uno deve fare una campagna elettorale - sostiene Buzzi - e se deve dare i soldi al comitato di Zingaretti si rivolge a Cionci, se devi dare i soldi a Marino, ti rivolgi a Cionci, tutti a Cionci. È un uomo abbastanza conosciuto a Roma».
ZINGARETTI: «MACCHINA DEL FANGO». Dal canto suo, Zingaretti ha respinto ogni accusa: «Non posso più accettare di essere vittima della macchina del fango messa in moto da Buzzi. Non posso più accettare menzogne e bugie che tentano di delegittimarmi pubblicamente», ha scritto su Facebook.
Al fianco del governatore si è schierato anche il commissario del Pd Roma e presidente del partito nazionale, Matteo Orfini: «La macchina del fango di un indagato per mafia non fermerà l'impegno di Zingaretti per il buon governo, la trasparenza e la legalità».

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