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CRONACA 7 Agosto Ago 2015 1920 07 agosto 2015

Morto dopo Tso, testimoni: «Usate maniere troppo forti»

La sorella del 45enne morto a Torino dopo un Tso. «Nulla deve essere insabbiato».

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L'ospedale di Torino in cui è arrivato morto Andrea Soldi.

Andrea «era malato. Soffriva di schizofrenia sin dal 1990. Ma era un buono, non aveva mai fatto del male a nessuno. Era già stato sottoposto a trattamenti sanitari e non aveva mai dato problemi. Non doveva essere ammanettato. Non doveva essere preso per il collo. Non doveva finire così».
LO SFOGO DELLA SORELLA. Si sfoga Cristina Soldi, la sorella del 45enne torinese morto dopo essere stato caricato a forza su un'ambulanza e portato in ospedale per un trattamento sanitario obbligatorio. «Non accuso nessuno», ha detto in procura. «Chiedo solo che venga fatta chiarezza. Che non venga insabbiato nulla».
Andrea, prima che la sua vita finisse, aveva dato in escandescenze in una piazzetta di Torino. Il centro di salute mentale dell'Asl 2 aveva ordinato un Tso (trattamento sanitario obbligatorio) e una pattuglia di vigili urbani aveva eseguito.
MANETTE IN AMBULANZA. Molte persone hanno riferito che per immobilizzare il paziente, un uomo di 150 chili, sono state usate maniere troppo forti. Anche in ambulanza - si afferma - gli sono state lasciate le manette ai polsi. Ma le testimonianze raccolte finora dalla polizia giudiziaria non coincidono.
Del caso si occupa il pm Raffaele Guariniello. All'inizio, subito dopo il fatto, era stato interpellato un altro magistrato della procura. Il quale, dopo i primi resoconti, ha passato la palla al collega perché riveste, fra le altre cose, il ruolo di coordinatore del pool sulle cosiddette «colpe mediche».
Dall'autopsia, prevista lunedì, si attendono molte risposte. «Da quanto mi è parso di capire», interviene l'avvocato di famiglia, Giovanni Maria Soldi, «ci sono versioni discordanti. Bisogna trovare la quadra. Ma io ho fiducia in Guariniello».
IL CORDOGLIO DI FASSINO. Il legale ha ricevuto una telefonata dal sindaco, Piero Fassino, che ha espresso il cordoglio e la vicinanza a nome dell'intera città. «Sin da subito», informa una nota di Palazzo Civico, «le autorità comunali, dopo aver segnalato per prime l'episodio alla magistratura, si sono messe a disposizione degli inquirenti fornendo la più completa e fattiva collaborazione».
Il comandante della polizia municipale, Alberto Gregnanini, ha incontrato Guariniello. Il corpo ha avviato un'indagine interna e i tre vigili della pattuglia sono stati trasferiti «in via prudenziale» a incarichi non operativi.
Fra i testi ascoltati dalla polizia giudiziaria c'è uno degli operatori sanitari che erano intervenuti sul posto. «È una storia dolorosa e mi sento vicino ai familiari. Facendo il mio mestiere se ne vedono tante e ci si aspetta di tutto, ma alla morte non ci si abitua mai».

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