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INDAGINI 10 Agosto Ago 2015 2115 10 agosto 2015

Andrea Soldi non è morto per soffocamento

Non c'è segno di asfissia nel corpo del 45enne deceduto dopo un Tso a Torino.

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L'ospedale di Torino in cui è arrivato morto Andrea Soldi.

Non è morto per asfissia Andrea Soldi. Nessuno strangolamento A stabilirlo è stata l'autopsia effettuata sul corpo del 45enne, dal 1990 affetto da schizofrenia, deceduto dopo essere stato caricato a forza su un'ambulanza e portato in ospedale per un trattamento sanitario obbligatorio (Tso).
COMPRESSIONE TORACICA. L'esame disposto dal pm Raffaele Guariniello, che ha indagato per omicidio colposo i tre vigili urbani e lo psichiatra responsabili del ricovero forzato, ha però evidenziato «segni di compressione toracica» che per i consulenti della famiglia potrebbero aver portato alla morte dell'uomo che mercoledì 5 agosto aveva dato in escandescenza in una piazzetta di Torino
L'autopsia, eseguita dal medico legale Valter Declame e durata quasi tre ore, non fuga del tutto i dubbi sulle modalità con cui è stato effettuato il Tso e, quindi, sulle responsabilità della tragica morte.
IL LEGALE DELLA FAMIGLIA: «C'È UN NESSO». «C'è sicuramente un nesso causale tra la manovra effettuata e il decesso», ha ribadito il legale della famiglia di Andrea, Giovanni Maria Soldi, cugino della vittima. E anche la procura, che il 10 agosto ha ricevuto la prima relazione del medico legale, non sembra secondo indiscrezioni escludere responsabilità.
Molti testimoni ascoltati dagli inquirenti hanno riferito che per immobilizzare l'uomo, 150 chili di stazza, sono state utilizzate maniere troppo forti. Una donna ha sostenuto di avere visto un vigile urbano afferrare la vittima al collo, per immobilizzarlo, mentre altre persone sostengono di averlo visto caricare sulla barella in posizione prona e ammanettato dietro la schiena.
«NESSUN INTERVENTO DI SOCCORSO». «È probabile che la manovra di contenimento dei vigili», ha continuato l'avvocato Soldi, «abbia dato origine a una difficoltà respiratoria che è poi degenerata, dal momento che nel tragitto verso l'ospedale (un viaggio di appena 7 minuti, ndr) non c'è stato nessun intervento di soccorso. Particolare quest'ultimo che, se confermato, potrebbe far scattare anche l'accusa di omissione di soccorso».
«Credo sia il momento di sospendere qualsiasi giudizio», ha risposto l'avvocato Anna Ronfani, legale dello psichiatra indagato, «in attesa dell'esito degli esami istologici e tossicologici». Per conoscerli bisogna attendere alcune settimane. Nel frattempo la procura potrebbe autorizzare, forse già per mercoledì 12 agosto, i funerali di Andrea.

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