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TRAGEDIA 10 Agosto Ago 2015 0825 10 agosto 2015

Un altro giovane morto in disco, un'altra polemica

Muore 19enne in Salento. C'è chi che incolpa i genitori. E chi invoca il pugno di ferro contro i locali.

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La discoteca Guendalina e, nel riquadro, Lorenzo Toma.

Pochi sorsi dati alla bevanda contenuta in una bottiglietta mentre ballava vicino alla consolle e poi improvviso il malore che di lì a poco risulterà fatale. È morto così Lorenzo Toma, 19 anni non ancora compiuti, leccese fresco di maturità.
È morto in una delle discoteche più gettonate del Salento, il Guendalina di Santa Cesarea Terme, ritrovo durante l'estate di migliaia di giovanissimi.
DISPOSTA L'AUTOPSIA. Il magistrato inquirente Stefania Mininni, della procura di Lecce, ha disposto l'esame autoptico, fondamentale per capire le cause della morte del giovane studente: se cioè questa sia stata provocata dall'ingestione di qualche sostanza stupefacente oppure sia dovuta a cause naturali quanto impreviste e se in qualche modo possa aver contribuito un piccolo problema cardiaco di cui sembra il giovane soffrisse, senza comunque particolari impedimenti, sin da piccolo.
IL PRECEDENTE DEL COCORICÒ. La sera del 9 agosto la discoteca è rimasta chiusa. In cartellone non erano previste serate. La prossima è fissata per il 12 agosto con il Cocoricò night, in gemellaggio con la nota discoteca di Riccione dove pochi giorni prima è morto un altro ragazzo 16enne.
L'IRA DEL SINDACO DI GALLIPOLI. Intanto monta nuovamente la polemica. Il commento più duro è arrivato dal sindaco di Gallipoli, Francesco Errico, che guida una delle capitali della movida salentina. «Se le famiglie esercitassero un po' più di controllo sui figli - ha scritto su Twitter - non morirebbe un 18enne la settimana in disco. Se non sai educare non procreare». In molti puntano il dito sul disagio sociale in cui vivono i giovani, e c'è chi chiede un giro di vite sino a prospettare l'utilizzo di cani antidroga agli ingressi delle discoteche.
PREVENZIONE O REPRESSIONE? C'è chi invece chiede un cambiamento nell'approccio alla prevenzione delle tragedie o il pugno di ferro nei confronti dei gestori dei locali.
Resta il problema di come controllare centinaia di migliaia di giovani che nelle sere d'estate si riversano in locali e stabilimenti balneari ed evitare che la tragedia diventi quasi un 'prezzo' da pagare alla voglia di divertimento.

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