L'INCIDENTE 13 Agosto Ago 2015 0843 13 agosto 2015

Cina, enorme esplosione a Tianjin

Deflagrazioni in un magazzino di materiale chimico: 50 morti e centinaia di feriti. Adesso si teme la contaminazione del mare. Foto.

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Sembrava «un terremoto», o addirittura «un'esplosione nucleare». Nel Nord della Cina, nella città portuale di Tianjin, un deposito di materiale chimico è saltato in aria provocando una strage. Le vittime sono almeno 50, i feriti 700. Tra i morti anche 12 vigili del fuoco che hanno cercato di domare le fiamme.
L'imponente deflagrazione a catena, avvenuta nella notte tra mercoledì 12 e venerdì 13 agosto, è stata avvistata dai satelliti e ha scatenato onde d'urto percepite anche a chilometri di distanza, mentre i geologi americani hanno registrato l'evento come se si trattasse di un vero e proprio sisma. Le cause dell'incidente non sono ancora note.

SI TEME IL DISASTRO AMBIENTALE. Alla perdita di vite umane si aggiunge il timore per un imminente disastro ambientale. Nell'area devastata dall'esplosione erano infatti immagazzinati gas e agenti chimici tossici. Le autorità locali hanno ordinato la chiusura degli scarichi cittadini nel mare di Bohai, per arginare la possibile contaminazione delle acque da parte delle sostanze chimiche fuoriuscite dal deposito.
GREENPEACE ASIA: «NEL MAGAZZINO CIANURO DI SODIO». Intanto Greenpeace Asia ha comunicato che i dati della stazione di monitoraggio di Tianjin-Tanggu, il quartiere dove si è verificato l'incidente, indicano che tra i materiali pericolosi stoccati c'erano «cianuro di sodio (NaCN), toluene discostano (TDI) e carburo di calcio (CaC2), tutti elementi che rappresentano una diretta minaccia per la salute in caso di contatto. Questo rappresenta una sfida per i vigili del fuoco e un grave rischio, dato che per domani (venerdì 14 agosto, ndr) è prevista pioggia». Il governo locale ha risposto indirettamente, affermando di aver creato 34 stazioni di monitoraggio temporanee dell'aria e dell'acqua. Le analisi eseguite finora non avrebbero tuttavia rilevato tracce d'inquinamento provocate dall'esplosione.


ESPLOSIONI A CATENA NELLA NOTTE. Il dramma è iniziato alle 23.30 del 12 agosto, quando una serie di esplosioni si sono verificate nel quartiere di Tanggu, vicino al porto della metropoli, che si trova a poco più di cento chilometri dalla capitale Pechino ed è il più importante della Cina settentrionale. Le esplosioni sono state avvertite in tutta la città, che conta 15 milioni di abitanti. Hanno distrutto le porte delle case nella zona e mandato in frantumi le finestre, tanto che i residenti hanno pensato a un bombardamento oppure a un terremoto.

Censura sul disastro: bloccate le riprese della rete televisiva americana Cnn

In una dichiarazione diffusa da tutti i media cinesi, il presidente Xi Jinping ha ordinato che vengano fatti «tutti gli sforzi» per salvare i feriti e contenere il numero delle vittime delle esplosioni.
IL PRESIDENTE PROMETTE TRASPARENZA. Xi Jinping ha aggiunto che le indagini sulle cause del disastro saranno «trasparenti» e che «nessuna informazione» sarà nascosta al pubblico. L'agenzia Nuova Cina afferma che la compagnia proprietaria del magazzino nel quale si sono verificate le esplosioni è la Tianjin Dongjiang Port Rui Hai International Logistic.
La compagnia, fondata nel 2011, trasporta materiale chimico da e per il porto di Tianjin, uno dei più importanti della Cina, che tra l'altro serve la capitale, Pechino. I suoi introiti annuali sono di oltre 30 milioni di yuan (4,2 milioni di euro) all'anno.
LA POLIZIA BLOCCA ACCESSO ALLA ZONA. Un cordone di polizia blocca giornalisti e curiosi e nessuno può avvicinarsi al luogo dell'incidente. La troupe della rete televisiva americana Cnn, che stava trasmettendo in diretta da uno degli ospedali dove sono ricoverati i feriti, è stata bloccata da agenti di pubblica di sicurezza, che hanno imposto a giornalisti e tecnici di interrompere la diretta. Un commentatore della Cnn ha sottolineato che in passato episodi analoghi si sono verificati «spesso» in Cina. Tuttavia, i media cinesi hanno accusato il network americano di scarsa accuratezza nella copertura delle notizie. E la Cnn si è scusata: a interrompere la troupe sarebbero stati infatti amici e parenti delle vittime, non agenti di sicurezza.

CANCELLATI MESSAGGI DA INTERNET. Decine di utenti hanno denunciato che i loro messaggi con informazioni e commenti sul disastro di Tianjin, pubblicati sul web, sono stati cancellati dalla censura nelle ultime ore. Gli interventi si sarebbero verificati nonostante la promessa di un'inchiesta «trasparente» da parte del presidente Xi Jinping.

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