EUROPA 13 Agosto Ago 2015 1825 13 agosto 2015

Ungheria, muro contro i migranti: la Serbia teme la catastrofe umanitaria

Il governo di Budapest procede con la costruzione di una barriera di filo spinato. Orban accelera: vuole completare l'opera entro il 31 agosto. Foto.

  • ...

A Subotica, nel Nord della Serbia, al riparo dal sole sotto l'ombra degli alberi, un gruppo di profughi siriani e afghani si riposa tra i resti lasciati da coloro che li hanno preceduti. Attendono la notte, per tentare di attraversare di nascosto il confine con l'Ungheria e fare ingresso nell'Unione europea. Mohammed, intervistato il 30 luglio scorso dai reporter della Reuters, arrivava da Aleppo. Ci aveva messo due settimane per raggiungere Subotica: «Abbiamo cercato di fare in fretta», ha raccontato, «per battere il muro».
ORBAN: «BARRIERA FINITA ENTRO IL 31 AGOSTO». La barriera di cui parla Mohammed è in fase di costruzione. È alta quattro metri e lunga 175 chilometri ed è fatta di reti e filo spinato. Serve a sbarrare il passaggio a persone in fuga da guerre e persecuzioni, che attraversano i Balcani partendo dal Medio Oriente in cerca di un rifugio. Il governo ungherese prevede di completare i lavori entro il 30 novembre, ma il primo ministro Viktor Orban vuole accelerare e ha detto che il muro sarà terminato entro il 31 agosto (foto).
LA SERBIA: «NON VOGLIAMO DIVENTARE UN CENTRO D'ACCOGLIENZA». Alla fine di luglio 2015 più di 93 mila persone hanno fatto richiesta d'asilo in Ungheria. Ma l'Unione europea ritiene che siano molte di più quelle che hanno attraversato il Paese per raggiungere l'Europa occidentale, e soprattutto la Germania. La Serbia non nasconde la sua preoccupazionie. Il ministro delle Politiche sociali, Aleksandar Vulin, ha detto alla Reuters di temere scenari pericolosi: «Ho paura che stiamo per affrontare una catastrofe umanitaria. Migliaia di persone che vogliono lasciare la Serbia non saranno più in grado di farlo».
LO SPETTRO DELL'INVERNO SUI RIFUGIATI. Non che la situazione attuale non sia già drammatica. Nella città di Subotica al confine con l'Ungheria, profughi e potenziali richiedenti asilo dormono per terra, sul pavimento di una vecchia fabbrica di mattoni ormai abbandonata o nei boschi circostanti, senza servizi igienici e privi di assistenza. «Adesso è estate, possiamo sistemarli nelle tende», ha detto ancora il ministro Vulin. «Ma cosa succederà quando arriverà l'inverno, e la temperatura scenderà a meno 20 gradi? La Serbia non ha intenzione di diventare un centro d'accoglienza per centinaia di migliaia di migranti. Non possiamo farlo, e chi arriva qui non vuole rimanere».

Correlati

Potresti esserti perso