Agguato a Brescia, c'è video assassini
CRONACA 17 Agosto Ago 2015 0854 17 agosto 2015

Omicidio di Brescia, arrestati i due killer

Confessano gli assassini dei coniugi di Brescia. Sono un indiano e un pakistano. Che dopo aver sparato ha parlato in tivù. Maroni: «Da loro pena di morte». 

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Uccisi per rivalità commerciali e debiti dai titolari della pizzeria di fronte. Gli assassini di Francesco Seramondi e di sua moglie, Giovanna Ferrari, assassinati martedì 11 agosto nella loro pizzeria da asporto 'da Frank' a Brescia, hanno confessato. Il procuratore capo di Brescia, Tommaso Buonanno, ha diffuso i loro nomi e la loro nazionalità.
LA LEGA COGLIE L'OCCASIONE. Due dettagli che hanno riacceso le polemiche su sicurezza e immigrazione, soprattutto da parte della Lega Nord. Pronta, dopo la battaglia sugli sbarchi e lo scontro diretto con i vescovi italiani, ad aggiungere un altro tassello alla sua propaganda anti stranieri. E questa volta non solo per bocca del segretario Matteo Salvini, ma anche attraverso le durissime parole dell''istituzionale' Roberto Maroni.

GLI ASSASSINI SONO DUE STRANIERI. Gli arrestati rei confessi sono Muhammad Adnan, pakistano di 32 anni, eSarbjit Singh, indiano di 33 anni. A loro Francesco Seramondi aveva ceduto la prima pizzeria da asporto 'Dolce e Salato', poi fallita qualche mese dopo il passaggio di quote. Le due attività erano nello stesso piazzale, una davanti all'altra. Proprio la rivalità sul mercato, oltre ad accordi economici non rispettati, rappresenterebbero il movente della morte dei coniugi Seramondi. Secondo quanto dichiarato dalla procura nella conferenza stampa del 17 agosto, il pakistano Adnan avrebbe esploso i quattro colpi di pistola per uccidere i coniugi e dopo l'omicidio è tornato nel suo locale e ha anche rilasciato dichiarazioni alle tv che erano presenti.

Giovanna Ferrari e Francesco Seramondi, la coppia assassinata a Brescia.


RECUPERATO UN FUCILE A CANNE MOZZE. Pare infatti che gli assassini dovessero ancora del denaro alle vittime, ma non erano più in condizioni di pagare. Tra Seramondi e i suoi killer i rapporti iniziarono ad incrinarsi nel 2010 quando un'ordinanza del comune di Brescia obbligava la proprietà del Dolce e Salato a chiudere alle 22, per motivi di ordine pubblico, mentre la pizzeria da Frank poteva rimanere aperta tutta la notte. Gli agenti della squadra mobile di Brescia hanno anche recuperato in un campo l'arma del delitto: si tratta di un fucile a canne mozze come già era stato ipotizzato dagli inquirenti.
RIPRESI DALLA TELECAMERA PRIMA DELLA FUGA. I killer hanno infatti sparato ripresi dalla telecamera interna della pizzeria, prima di scappare a bordo di uno scooter di piccola cilindrata. Gli inquirenti sono arrivati agli assassini dalla targa del motorino immortalata, dopo l'omicidio, da alcune telecamere di sicurezza installate in strada. Anche lo scooter usato per il duplice omicidio è stato trovato e posto sotto sequestro. Confermando l'arresto degli esecutori materiali dell'agguato di Brescia, il ministro degli Interni Angelino Alfano ha detto: «Il presidio dello Stato funziona, è attivo ed è efficace e rafforza il senso di sicurezza e di protezione nei cittadini. Mi congratulo», ha aggiunto Alfano, «con la polizia e la magistratura di Brescia per il silenzioso e incessante lavoro».
MARONI: SONO DUE ASIATICI, LI AVREBBERO MESSI AL MURO. Proprio il 16 agosto, nel corso dei funerali delle due vittime, tenutisi a Nuvolento, nel Bresciano, in una chiesa gremita di amici e conoscenti e di molti sindaci della zona, il parroco aveva detto: «la speranza è che chi si è macchiato di questo orrendo crimine possa ammettere e chiedere perdono». Ma il governatore leghista della Regione Lombardia non sembra della stessa idea. «Presi i presunti assassini dei coniugi di Brescia. Sono due asiatici. A casa loro li avrebbero messi al muro #zeroclemenza», è stato il suo commento su Twitter. Di tenore meno 'marziale' il tweet del segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, che ha invocato la «galera a vita, meglio se al loro Paese».

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