Migranti Sicilia 150812115540
BASSA MAREA 18 Agosto Ago 2015 1811 18 agosto 2015

Caos migranti, finiamola con le ipocrisie

Il problema esiste e non si risolve con la propaganda di destra e sinistra.

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Nel primo intervento nave Fenice ha soccorso 119 migranti. Il secondo gommone è stato avvistato dall'elicottero di nave Mimbelli in pattugliamento.

Come diceva George Orwell, il più “politico” forse dei grandi scrittori del Novecento, «per prendere una decisione politica razionale occorre avere un’immagine del futuro».
Che immagine del futuro hanno l’Italia e l’Europa per quanto riguarda il grande fenomeno migratorio con epicentro il Mediterraneo? Per ora si rincorre il passato e si litiga sul presente.
Il futuro ci dice che l’ondata migratoria continuerà e aumenterà, in particolare quella dall’Africa, mentre quella mediorientale e orientale, ora massiccia, potrebbe in parte rientrare se migliorassero le terribili condizioni di alcuni Paesi. Un cambiamento in positivo invece più difficilmente ipotizzabile per le grandi periferie del Continente nero, dove si sono inurbate milioni di persone oggi disperate e tentate da chi (a pagamento) le spinge a correre l’avventura europea.
IN ITALIA DIBATTITO STERILE. Noi in Ue stiamo a discutere più che ad attrezzarci, mentre in Italia è la solita disputa, con grande disprezzo reciproco, fra chi vorrebbe molto generosamente abbracciare tutti («lasciate che i pargoli vengano a me») e chi vorrebbe chiudere o quasi le frontiere.
La solita lite tra progressisti e retrogradi, tra buoni e cattivi, tra generosi ed egoisti, tra solidali e gretti, secondo le definizioni di “sinistra”, e tra incoscienti e realisti, secondo le categorie di “destra”. Ma i due fronti a volte si intersecano. A destra non si è mai a favore dell’immigrazione, ma a sinistra non lo si è sempre. Quanto potremo andare avanti con tante diatribe e poca politica specifica?
La popolazione attorno all’Europa è cresciuta a dismisura grazie anche alla medicina occidentale, e quella africana è esplosa: nel 1995 aveva gli stessi abitanti del Vecchio Continente (dall’Atlantico agli Urali), oggi ne ha quasi il doppio ed è destinata a crescere ulteriormente in maniera esponenziale, dicono le proiezioni a fine secolo.
Contemporaneamente le condizioni sociopolitiche sono notevolmente peggiorate a Sud e a Sud Est dell’Europa (area Ue), e anche a Est in alcuni casi.
Da Oriente il flusso di arrivi è in crescita e secondo Frontex, l’ente Ue per le frontiere comuni, nel solo mese di luglio sono stati individuati ai confini circa 107.500 immigrati, il triplo rispetto a un anno fa. Da Medio Oriente e Asia è la Grecia, con 49.500 immigrati il mese scorso, a subire l’afflusso maggiore. Dal Canale di Sicilia è l’Italia, con oltre 90 mila arrivi quest’anno da vari Paesi africani interni oltre che dal Mena (Middle East and Nord Africa).
L'UE AVRÀ BISOGNO DEI MIGRANTI. L’Europa avrà presto seri problemi di manodopera per cause demografiche, nonostante l’attuale alta disoccupazione. Anche per questo motivo non c’è da stupirsi se il “vuoto” europeo, in prospettiva, venga colmato da altri “pieni” o “pienissimi”, con persone desiderose di accedere a qualcosa del benessere del Vecchio Continente. Ma è la rapidità dell’afflusso che spaventa molti, dopo il 2014, anno boom, e dopo un 2015 certamente ancora più intenso.
Anche un semplice cronista capirebbe che la politica europea dell’immigrazione non può essere nelle mani degli scafisti e delle organizzazioni che - con tariffe variabili fra i 1500 e i 2500 euro a persona, secondo Frontex e l’inchiesta Clauco2 del Tribunale di Palermo - lucrano sul traffico di carne umana.
Difficile dire che fare, ma è chiaro che gli arrivi via barcone e via gommone sono o dovrebbero essere inaccettabili.
Non è povera gente che si procura un mezzo e si mette all’avventura. Sono organizzazioni criminali.
In Europa (i 27 della Ue più Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtestein) vivono circa 50 milioni di immigrati e in Italia circa 5 milioni di regolari più, secondo varie stime, da 500 a 700 mila clandestini. Negli Stati Uniti gli stranieri senza documenti regolari sono 11 milioni, per metà sono messicani.
L'EMIGRAZIONE DEL 900 ERA REGOLATA. L’Europa ha un lunghissima storia di emigrazione e quindi non dovrebbe sorprendersi troppo oggi che è diventata, e l’Italia fra gli ultimi in ordine di tempo, terra di immigrazione.
Dal Vecchio continente partirono dal 1813 al 1950 circa 50 milioni di persone (dati lordi, al lordo cioè dei rientri, spesso cospicui, di maschi soprattutto andati per lavorare vari anni). Dall’Italia sono partiti nelle stesso secolo e mezzo in circa 15 milioni.
Ma l’emigrazione europea fu, in gran parte, regolare, concordata fra gli Stati, all’arrivo soprattutto, con quote che tenevano conto anno dopo anno delle necessità dell’economia ospitante.
I clandestini esistevano, ma erano una minoranza, per quanto non infima.
In più gli emigranti europei in genere avevano un mestiere: sapevano coltivare la terra, se non altro.
Oggi, soprattutto in Italia, il fatto di essere stati Paese d’emigrazione viene spesso citato come un motivo all’apertura e alla generosità. È vero. Ma non bisognerebbe farne una bandiera, a uso di dibattito politico interno prima di tutto, per sostenere che la nostra politica è quella dell’accoglienza e basta.
L’emigrazione di oggi, e quella di domani ancor più, è un fenomeno troppo complesso, troppo tumultuoso (per questo spaventa alcuni, mentre altri sono spaventati semplicemente dai “diversi” ) per essere affrontato in nome della sola generosità. Ce ne vuole molta come ripetono gli uomini di Chiesa. Ma non basta, come a volte dimenticano anche gli uomini di Chiesa.
L’immigrazione è sicuramente parte importante del nostro futuro. Va quindi governata. Si deve cioè sapere come si arriva e dobbiamo sapere che cosa fare con chi arriva qui. Se no, è il caos. E il trionfo dei Salvini. Il recente successo della Lega sta tutto qui.

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