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EMERGENZA 19 Agosto Ago 2015 1530 19 agosto 2015

Immigrazione, boom di trafficanti anche in Europa

Non solo libici. Sempre più scafisti europei portano profughi in Grecia e Turchia. Ma pure sulla Manica, tra Calais e Dover. Tariffario: da 2 a 10 mila euro per 54 km.

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Fino a 10 mila euro per un passaggio «di lusso» a Calais, più di 1.000 per una manciata di chilometri da Bodrum a Kos.
Tra la Francia e la Gran Bretagna, nel Nord Europa che esibisce patentini di superiorità e chiude le frontiere ai disperati, e anche tra le perle del turismo turche e greche, fiorisce il traffico di esseri umani.
Un business in grande espansione.

Una profuga pronta a imbarcarsi in Turchia (Getty).


BOOM DI TRAFFICANTI. Ma non era tutta colpa degli scafisti libici che i governi inglesi, francesi e italiani vogliono andare a bombardare, nella terra che per l'immaginario europeo è dei banditi, delle armi e dei Gheddafi?
No, ora i banditi sono una prerogativa anche delle coste mediterranee più turistiche chic e dello stretto delle bianche scogliere di Dover, nel Regno Unito.
Sono inglesi e francesi, non solo trapiantati dall'Est, oltre che asiatici sulla Manica alla prospettiva di grandi guadagni criminali. E turchi, raccontano i profughi siriani vittime della tratta.


ALLARME IN BELGIO. Scattano gli arresti, la gendarmerie francese indaga anche tra i connazionali e i britannici e nel vicino Belgio si istituisce una task force per evitare sul nascere «seconda Calais».
Dalla Turchia, molo di carrette e gommoni della speranza, il governo ricorda all'Ue incapace di accogliere 500 mila migranti di essere stati lasciati soli a gestire un transito di 2 milioni di profughi.

Tra Bodrum e Smirne esplode la mafia turca

Profughi sui gommoni in partenza da Bodrum (Getty).  

A Bodrum, nell'antica Alicarnasso di Erodoto, accanto agli hotel deluxe zeppi di occidentali vivono ammassate migliaia tra siriani e iracheni in fuga dalla guerra civile e dai territori dell'Isis.
Dormono come a Calais nei giardini pubblici e nelle aiuole o in campi improvvisati.
L'isola di Kos dista 5 chilometri. La sera, quando partono i primi gommoni, si vedono le luci degli alberghi e delle macchine greche.
VIAGGI DELLA SPERANZA. 1.200 euro la tariffa richiesta dai trafficanti: in mezz'ora di traghetto si arriverebbe, ma i profughi impiegano tre ore, anche quattro, a vagare nella notte prima di attraccare.
Dalla nascita del Califfato nel 2014 non è più l'Italia, ma la Grecia l'epicentro di approdi di migranti nel Mediterraneo.


GLI HUB TURCHI DEI MIGRANTI. Nel 2015 a Kos sono sbarcati 50 mila profughi, altri sono arrivati in Grecia e nei Balcani dalle carrette partite da Smirne, terza città della Turchia e altra perla del Mediterraneo.
Per alcuni terra natia di Omero e ultimamente anche hub dell'ondata di profughi siriani e iracheni, ora è zona di gommoni lanciati in mare e ribaltati: altri cinque migranti sono morti tra Bodrum e Kos, decine vengono tratti in salvo ogni giorno prima di affogare.
Le isolette disabitate al largo di Smirne sono le basi degli scafisti e in alcuni quartieri cittadini si vendono sottobanco giubbotti di salvataggio e altri accessori per le traversate dei migranti.
Come in Libia, si è presto creato un lucroso indotto in nero, in mano a reti criminali ma anche a cittadini comuni.
LA TRATTA TURCO-BALCANICA. Agenzie clandestine turche, anche online, offrono pacchetti all-inclusive alle famiglie più abbienti per un viaggio in «prima classe», tra virgolette, «sicuro».
Il Capodanno 2015 era partito dallo stretto dei Dardanelli, vicino a Istanbul, e navigava attraverso il Peloponneso diretto in Croazia, il mercantile Blue Sky M finito alla deriva sulle coste italiane, con a bordo quasi 1.000 migranti.
Una traversata su una nave cargo costa tra i 4.500 e i 6 mila euro a persona.
Altre migliaia di euro pagano i siriani per un passaggio veloce su motoscafi e barche a vela insospettabili, tra la Grecia e la Puglia, guidati anche da italiani che si prestano al gioco: a maggio in Italia uno scafista ligure, con precedenti, è stato arrestato nella zona.

Boom di trafficanti, anche inglesi, sulla Manica

La tendopoli francese di Teteghem, sulla Manica (Getty).  

D'estate Kos pullula di nordici. Inglesi, svedesi anche molti tedeschi.
Qualcuno porta agli accampati cibo e indumenti, ma molti sono infastiditi dalla povera gente piombata a disturbare le loro vacanze.
«Quando è abbastanza è abbastanza, sono scappata dalle notizie sulla guerra in tivù e me li ritrovo qui, li mandino da un'altra parte», dice ai media una tedesca in bikini.
Al ritorno se li ritroverà pure in casa: anche in Germania i profughi affollano tendopoli e parchi pubblici.
E il Belgio, tra due fuochi, si sente minacciato dal proliferare dei traffici illeciti.
Sotto anonimato, a Calais un siriano in fuga ha rivelato alla Bbc di aver pagato oltre 21 mila euro per arrivare da Damasco all'Inghilterra, l'ultimo tratto a «criminali di nazionalità britannica».
IL TARIFFARIO FRUTTA MILIONI. Non solo i passeur albanesi, dunque, che smistano il passaggio in «prima classe» dal tunnel della Manica: camera in hotel e poi via, nascosti nei pulmini a noleggio.
Sono 54 chilometri in cambio di 10 mila euro trattati con i guanti, 5 mila per un passaggio più umile ma «garantito», 2 mila con arrivo «non garantito», un tariffario che frutta milioni di euro anche ai complici francesi.
Anche il sindaco di Teteghem, Franck Dhersin, piccolo comune vicino a Dunkerque popolato di accampati, ha denunciato la «mafia inglese»: la baraccopoli è in mano ai trafficanti, auto con targhe britanniche sono parcheggiate nei boschi.
Un vecchio giro di contrabbandieri - polizia britannica e gendarmerie fermano ogni anno decine di trafficanti in operazioni congiunte, oltre 100 inglesi nel 2014 - che adesso «sta esplodendo».
TRAFFICANTI BELGI E INGLESI. Al Nord i mercanti di esseri umani si stanno organizzando.
Anche in Belgio dal 2015 sono stati arrestati 350 sospetti trafficanti, «di varie nazionalità ma il 20%, il gruppo più grande, belgi». Per stroncare il malaffare, il governo ha schierato forze speciali.
«Oltremanica si lamentano dei migranti che vogliono entrare nel Paese non si rendono conto che le auto dei trafficanti sono inglesi e che i proprietari sono inglesi», dice il borgomastro di Teteghem.
Il premier britannico David Cameron bombarderà anche quelle?

  • Un video della Bbc sulla mafia inglese che controlla il traffico di migranti.

Twitter @BarbaraCiolli

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