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INTERVISTA 20 Agosto Ago 2015 1310 20 agosto 2015

Don Mazzi: «Martina Levato non è una bestia, Alex l'ha plagiata»

Plagiata dal fidanzato «negativo» e descritta con «troppa leggerezza». Don Mazzi accoglie l'appello della Levato: «Per lei porte aperte». E sui giudici: «Superficiali».

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Perdono per lei, condanna per lui. Ha le idee chiare, don Mazzi, sulla vicenda di Martina Levato e Alex Boettcher.
E così il prete veronese, classe 1929 e fondatore negli Anni 80 della Comunità Exodus, ai microfoni di Lettera43.it ha raccolto al volo la richiesta della donna, condannata a 14 anni per aver aggredito con l'acido l'ex fidanzato, di poter essere ospitata da lui col suo bimbo nato a Ferragosto.
«PORTE SEMPRE APERTE». Gli avvocati della Levato cercano così di evitare una nuova separazione tra madre e figlio, come accaduto dopo il parto, decisione che ha spaccato in due l'opinione pubblica italiana.
L'ultima sentenza del tribunale dei minori di Milano le permette di vedere il bambino una volta al giorno, senza però poterlo allattare, ma allo stesso tempo è stato avviato il procedimento di adottabilità.
«Una decisione contraddittoria, i giudici sono stati frettolosi», dice don Mazzi, che alla richiesta di Martina risponde: «Le nostre porte sono sempre aperte».


Don Antonio Mazzi.

DOMANDA. Quindi è disponibile ad accogliere la donna dopo quello che ha fatto?
RISPOSTA. Sì, abbiamo una casa che ospita mamme coi loro bambini. Non c'è niente di cui preoccuparsi, abbiamo avuto casi ben peggiori e più difficili nel corso degli anni.
D. Non ci sono rischi per il bambino?
R. In questo caso non c'entra la pericolosità della donna nei confronti del piccolo. Vale la pena lasciarli insieme perché è più utile alla crescita del bambino.
D. La donna ha comunque commesso un reato grave. E non ha dato segni di pentimento.
R. Ma Martina non è una bestia come è stata descritta in questi giorni. La lettura della vicenda è stata troppo superficiale, senza guardare tutte le sfumature.
D. A cosa si riferisce?
R. Non si parla della sudditanza che Martina ha subito dal convivente.
D. Alexander Boettcher ha chiesto di poter vedere anche lui il figlio. È d'accordo?
R. Assolutamente no, è lui la figura negativa in questa vicenda, ha plagiato Martina portandola a quell'azione.
D. I due però sono stati condannati alla stessa pena di 14 anni.
R.
C'è stata troppa leggerezza, la sentenza è stata affrettata.
D. In che senso?
R. I giudici hanno preso una scorciatoia, senza analizzare tutti gli aspetti del caso.
D. Secondo l'ultima sentenza, Martina potrà vedere suo figlio una volta al giorno ma intanto è stato aperto il procedimento di adottabilità. Un pasticcio?
R. Direi che c'è stata incertezza da parte dei magistrati, la sentenza è abbastanza contraddittoria.
D. Perché?
R. La legge andrà pure verso l'adozione, ma questa viene resa sempre più difficile se allo stesso tempo si crea maggior legame tra madre e figlio.
D. Insomma, secondo lei Martina e il figlio dovrebbero restare insieme.
R. Sì, e da noi non chiuderemo mai le porte a nessuno.

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