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TERRORISMO 20 Agosto Ago 2015 1430 20 agosto 2015

Egitto, bombe al Cairo: il regime di al Sisi sotto attacco

Attentati multipli. Opera di anarchici o Isis? In azione cellule di natura opposta. Come in Turchia, un'escalation di violenza è in atto. Governo militare indebolito.

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I militari egiziani hanno represso la Fratellanza musulmana con arresti di massa e sentenze capitali e a destabilizzare il Cairo sbucano ora misteriosi Black bloc.
Il presidente Abdel Fattah al Sisi, argine autoritario al caos del post Primavera araba, era diventato l'interlocutore più prezioso dell'Occidente per tamponare l'Isis e altri focolai di guerra.
Ma la restaurazione non basta. Nella notte tra il 19 e il 20 agosto una grande bomba ha squassato il distretto delle forze di sicurezza nazionale e del tribunale di Shubra el Kheima, a Nord del Cairo, all'indomani di una nuova stretta di al Sisi sulle libertà.
COME UN TERREMOTO Un boato fortissimo, udito in tutta la capitale, ha semi distrutto il palazzo e altri edifici, disintegrando varie macchine.
«Come un terremoto», hanno raccontato i testimoni. Ameno 29 i feriti, tra i quali sei agenti, dalle prime ricostruzioni per un'autobomba.
DUE RIVENDICAZIONI. C'è disorientamento, una gran confusione che molto poco ha a che fare con l'Islam.
Su Facebook l'attentato è rivendicato dagli anarchici egiziani Black bloc che a giugno, dopo l'arresto e la condanna a 25 anni del loro capo, hanno promesso una «seconda ondata di collera» nei Paesi arabi.
Il post è sotto accertamenti. E intanto su Twitter anche il sedicente Califfato islamico ne reclama, come in molte altre occasioni, la paternità.
E DUE PRECEDENTI. A giugno anche il procuratore generale egiziano Hisham Barakat è stato ucciso da una bomba, rivendicata da una cellula terroristica indicata vicina ai Fratelli musulmani.
L'11 luglio un altro ordigno è esploso all'alba davanti al Consolato italiano, al passaggio di un giudice considerato amico di al Sisi, nel quartiere che ospita anche l'Alta corte egiziana: altro attentato di rivendicazione molto dubbia dell'Isis. Cosa sta accadendo in Egitto?

Anarchici violenti o Isis? Al Sisi si è fatto troppi nemici

Manifesti pro-Sisi in Egitto.

Difficile stavolta dare subito la colpa ai musulmani invisi da al Sisi, a meno che dietro non ci sia una saldatura tra l'ala radicale della Fratellanza e i Black bloc, e dietro a entrambi naturalmente l'Isis.
In effetti i Black bloc, quasi per attrarre la massa di musulmani delusi, usano un linguaggio da intidfada.
Ma i blocchi neri egiziani sono nati ricalcando gli schemi e gli “ideali” laici dei cosiddetti anarchici occidentali, emergendo il 25 gennaio 2013 (secondo anniversario della Rivoluzione) con una serie di attacchi nientemeno proprio contro il governo islamista di Mohamed Morsi.
PRIMA DEL COLPO DI STATO. La procura generale indicò allora il gruppo come «violento», dedito ad «attività terroristiche».
Seguirono arresti e repressioni e all'inizio di giugno, una nuova dimostrazione dei Black bloc aprì la strada alle proteste di piazza Tahrir e al colpo di Stato contro il presidente Morsi da parte di al Sisi.
I generali egiziani hanno usato l'opposizione laica, sia pacifica sia violenta, contro gli islamisti. Ma poi anche al Sisi, varando leggi liberticide tout court e uccidendo anche l'opposizione che lo aveva appoggiato, è diventato un bersaglio.
ATTACCHI DI NATURA ANARCHICA. I black bloc egiziani hanno incendiato ferrovie, avamposti della polizia, negozi di multinazionali come Vodafone e lanciato granate contro check point al Cairo, ad Alessandria e a Giza.
Certo, le grandi cariche di esplosivo contro i giudici e le forze di sicurezza sono un'altra cosa.
Più simili, nella dinamica, ai maxi attentati di Damasco, in Siria, e nel Nord dell'Iraq, che dopo le rivolte del 2011 fecero da apripista all'avanzata dell'Isis.
Il giorno dell'arresto di Morsi, il procuratore Barakat mandava a processo migliaia di islamisti. All'attentato contro di lui, è seguita la diffusione di un video del gruppo Ansar Bayt al Maqtis (gli affiliati all'Isis in Sinai) sull'uccisione di tre giudici della regione.

Effetto boomerang: l'escalation di attentati in Egitto

La bomba al Consolato italiano è risultata della stessa marca dell'ordigno contro il procuratore generale del 29 giugno, anche allora un boato terribile, auto distrutte e macerie ovunque.
L'Isis rivendica sempre grandi quantità di tritolo, ma le analisi balistiche sull'ultimo attentato potranno fornire informazioni preziose.
Al contrario dei maxi attacchi di al Qaeda in Iraq (poi Isis), quelli in Egitto però non coinvolgono kamikaze: contro Barakat e al Consolato erano saltate in aria due autobombe da telecomandi a distanza.
Il 20 agosto notte, secondo la versione del ministero degli Esteri, un'auto si è «fermata davanti all'edificio della Sicurezza nazionale», il «conducente è poi fuggito su una motocicletta».
METODI DEI SERVIZI. L'indizio stride con la matrice islamica, ma è vero anche che l'apparato dell'Isis è guidato dai vertici dell'intelligence di Saddam Hussein, che conquistano territori (poi controllati con i diktat del fanatismo islamico) attraverso metodi e tattiche dei servizi segreti.
Tuttora i Black bloc rifiutano ogni accostamento a Morsi, ce l'hanno con al Sisi perché, dicono, ha «arrestato tutti i suoi supporter del movimento del 30 giugno (il giorno del golpe, ndr), l'affiliazione alla Fratellanza musulmana è solo un pretesto».
Di certo, le massicce repressioni con il pieno mandato degli Usa e dell'Ue ad al Sisi di riportare ordine in Nord Africa hanno provocato un effetto boomerang.
IL GOVERNO È DEBOLE. Il governo militare è in uno stato di crescente debolezza: deve fronteggiare il contagio dell'Isis tra gli estremisti in Sinai, ha chiuso le frontiere con la Libia temendo la penetrazione della guerra tra milizie e di jihadisti come Ansar al Sharia passati nell'Isis, ed è vittima di un'escalation di attacchi multipli.
Come in Turchia, sembra in atto un proliferare terroristico di gruppi di natura opposta, scollegati tra loro ma concomitanti, che come risultato finale hanno una sorta di strategia della tensione.
La stessa identità dei Black bloc egiziani che chiamano alle armi è incerta: i vecchi esponenti negano di gestire la nuova pagina Facebook. Chi dà loro o ad altre cellule clandestine l'esplosivo per agire?

Twitter @BarbaraCiolli

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