Jong Corea Nord 150101102141
ESTERI 21 Agosto Ago 2015 0913 21 agosto 2015

Coree, Kim Jong-un dichiara «quasi-stato di guerra»

Il leader nordcoreano minaccia: conflitto con Seul vicino. Scambio di cannonate.

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Il leader nordcoreano Kim Jong-un.

Le due Coree sono in «quasi-stato di guerra». Lo ha annunciato il leader nordcoreano Kim Jong-un dopo le crescenti tensioni con Seul, che si è detta «pronta a reagire» in caso di attacchi.
Il 20 agosto si è verificato l'incidente militare più grave fra le due Coree negli ultimi cinque anni, attraverso lo scambio di colpi di artiglieria al confine occidentale. Subito dopo, secondo i media di Pyongyang, si è tenuta una riunione di emergenza della Commissione militare centrale del Partito dei Lavoratori nordcoreano.
E adesso si teme davvero il ritorno a 60 anni fa tra le due metà nemiche della Corea, formalmente ancora in guerra avendo messo fine al conflitto del 1950-53 non con una pace ma solo con un armistizio.
SCAMBIO DI CANNONATE AL CONFINE. Lo scambio di cannonate tra le due parti segna un nuovo picco di tensione nell'ultima sacca della Guerra Fredda che fa prevedere un'escalation nei prossimi giorni. Il 'casus belli' dell'improvviso attacco delle forze nordcoreane è l'irritazione per i potenti altoparlanti piazzati da Seul lungo il confine della zona demilitarizzata (Dmz), una terra di nessuno fra i due Paesi nemici, dai quali vengono lanciati di continuo messaggi di propaganda. Una tattica che Seul aveva abbandonato fin dal 2004, ma ripresa dopo 11 anni come forma di ritorsione per il ferimento lo scorso 4 agosto di due soldati sudcoreani lungo la Dmz da mine antiuomo piazzate dal Nord, che però nega.
ALLERTA INNALZATA AL LIVELLO MASSIMO. La pioggia di granate e di razzi - caduti fino a soli 60 km dalla capitale Seul - ha obbligato circa 800 persone nella provincia di Gyeonggi a evacuare le abitazioni e a cercare riparo nei rifugi. Pochi minuti dopo, la rappresaglia sudcoreana, con un fitto cannoneggiamento con granate da 155 mm contro le postazioni di lancio nemiche.
«Le nostre forze armate hanno innalzato l'allerta al livello massimo e stanno osservando attentamente i movimenti dei militari della Corea del nord, pronti a rispondere con forza e con decisione a qualunque altra provocazione dal Nord», ha dichiarato il portavoce militare del Sud, mentre il presidente Park Geun-hye riuniva d'urgenza il Consiglio di sicurezza nazionale a Seul.
STORIA DI PROVOCAZIONI E VIOLENZE. La Russia (che nel conflitto del 1950-53 appoggiò Pyongyang) si è detta preoccupata, auspicando che nessuna delle due parti «oltrepassi la linea di pericolo». Ma non sembra che sia prevedibile a breve un calo della tensione, al livello più alto dal punto di vista militare da quando nel novembre del 2010 un cannoneggiamento del Nord provocò la morte di quattro persone: due militari e due civili.
Quello fu il più grave degli episodi recenti di una storia costellata di violenze, ma anche di momenti di distensione, e di provocazioni globali, come i test nucleari e i lanci di collaudo di missili balistici, che ha caratterizzato negli ultimi 60 anni i rapporti fra le due metà nemiche della Corea.

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