IMMIGRAZIONE 21 Agosto Ago 2015 1540 21 agosto 2015

Macedonia, scontri tra migranti e polizia al confine con la Grecia

Gli agenti lanciano una granata stordente: almeno 8 feriti. L'Unione europea: «Pronti a fornire ulteriore assistenza a Skopje». A settembre il piano da 8 milioni di euro. Foto.

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Granate stordenti su migranti e potenziali richiedenti asilo.
Almeno otto persone sono rimaste ferite durante gli scontri tra la polizia di Skopje e la folla che cercava di attraversare la frontiera che separa la Grecia dalla Macedonia. Giovedì 20 agosto la repubblica balcanica ha dichiarato lo stato d'emergenza, chiudendo il confine lungo l'autostrada che arriva fino ad Atene.
3 MILA PERSONE SENZA CIBO. Un giovane è stato probabilmente colpito dalle schegge della granata stordente, lanciata nel mucchio dagli agenti. La polizia, usando alcuni veicoli blindati, ha coperto di filo spinato la linea ferroviaria percorsa a piedi da migliaia di uomini e donne che da giorni tentano di fare ingresso in Macedonia. Circa 3 mila persone, bambini compresi, hanno trascorso la notte in un campo senza cibo e con poca acqua. «Non so perché ci stanno facendo tutto questo», ha detto Mohammad Wahid, cittadino iracheno in fuga dal suo Paese. «Non ho un passaporto, né documenti di identità. Non posso tornare indietro e non so dove andare. Rimarrò qui fino alla fine».
L'UE: «PRONTI A FORNIRE ULTERIORE ASSISTENZA». L'Unione europea sta cercando di ricostruire quanto accaduto. Una portavoce dell'Alto rappresentante per la politica estera Federica Mogherini ha fatto sapere che Bruxelles «è in contatto con le autorità macedoni e con l'alto commissariato Onu per i rifugiati», e ha ricordato che l'Unione «sta già fornendo sostegno» a Skopje. Un programma per l'immigrazione più strutturato, con il coinvolgimento della Turchia e dei Paesi balcanici, è in via di definizione e dovrebbe essere pronto a settembre. La Commissione finora ha stanziato 90 mila euro a favore della Macedonia per la gestione dell'immigrazione ed è pronta a fornire «ulteriore assistenza».
Il programma che dovrebbe partire a settembre, invece, vale 8 milioni di euro e punta a costruire un sistema efficace in Turchia e nei Balcani occidentali per l'identificazione dei migranti, la condivisione delle informazioni intra e interregionali e per i rimpatri, garantendo allo stesso tempo l'applicazione delle necessarie salvaguardie nei confronti dei profughi e dei richiedenti asilo.

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