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TERRORISMO 22 Agosto Ago 2015 1041 22 agosto 2015

Francia nel mirino del terrore nel 2015

Da Charlie Hebdo all'attacco sul treno. Parigi sotto attacco, fra lupi solitari e jihadisti organizzati.

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Poliziotti alla stazione di Arras, in Francia.

In Francia il terrorismo è arrivato anche sui treni, alla vigilia del grande rientro in città. Un uomo armato di kalashnikov ha aperto il fuoco sul treno ad alta velocità Amsterdam-Parigi, ferendo tre persone prima di essere bloccato da due militari americani che si trovavano a bordo.
Si tratta dell'ultimo episodio di un 2015 infuocato per la Francia, che si è aperto con la strage di Charlie Hebdo ed è continuato con attentati sventati, una decapitazione, chiese cattoliche nel mirino, nonostante un dispositivo di massima allerta sempre dispiegato su tutto il territorio.
JIHADISTI ORGANIZZATI O LUPI SOLITARI. Ad operare sono cellule legate alla jihad ma anche lupi solitari, in una nebulosa che sembra di volta in volta sfuggire al ministero dell'Interno e ai servizi. Oltre ad aerei, luoghi di culto, redazioni di giornali, l'alta protezione si sposta ora sui treni, obiettivo psicologicamente sensibilissimo e fino al 21 agosto risparmiato dal terrorismo in Francia.
ALTRI CINQUE ATTENTATI SVENTATI. Dopo i 12 morti nella redazione del mensile satirico Charlie Hebdo, il 7 gennaio, e la presa di ostaggi nel supermercato kosher, entrambe concluse con l'uccisione degli attentatori, il primo ministro Manuel Valls aveva parlato di altri cinque attentati sventati annunciando l'arresto di Sid Ahmed Ghlam, studente parigino sospettato di un imminente attentato contro una chiesa della banlieue parigina, in nome dell'islam più radicale. Contemporaneamente, il braccio yemenita di al Qaeda faceva sapere di aver commissionato ai fratelli Kouachi l'attacco a Charlie Hebdo.
AGGRESSIONE ALLA COMUNITÀ EBRAICA. Il 3 febbraio, altro allarme: tre militari di servizio davanti a un sito della comunità ebraica di Nizza vengono aggrediti con un coltello dal francese di origine africana Moussa Coulibaly. Poi l'attentato sventato con l'arresto dello studente di informatica Sid Ahmed Ghlam, trovato in possesso di un arsenale di guerra e pronto ad attaccare chiese di Villejuif, banlieue di Parigi. Anche lui, sospettato di omicidio di una ragazza tre giorni prima, era in contatto come i Kouachi e Coulibaly, con mandanti in Medio Oriente, legati alla jihad.
FRANCESE DECAPITATO. Il 26 giugno, a Saint-Quentin-Fallavier, nella banlieue di Lione, centro industriale della Francia, l'evento che ha fatto salire ulteriormente la tensione nel Paese: per la prima volta, un francese, l'imprenditore Hervé Cornara, viene decapitato e la sua testa esposta sull'inferriata della fabbrica. A compiere l'azione, Yassin Salhi, origini arabe e messinscena tipica della jihad, anche se le indagini hanno poi appurato che il movente era la vendetta personale (era dipendente della ditta).
2 MILA FRANCESI LEGATI AL TERRORISMO. Secondo gli Interni, poco meno di 2 mila francesi sono legati a organizzazioni coinvolte nella guerra santa islamica o nelle organizzazioni radicali in Siria o in Iraq. Dopo gli attentati del 2015, la Francia ha disposto la massima allerta sul territorio, con il dispiegamento del piano di prevenzione del terrorismo Vigipirate al suo massimo grado. Protetti da decine di poliziotti armati, in mimetica e con giubbetti antiproiettile, tutti i luoghi di culto più a rischio, le scuole ebraiche, gli edifici pubblici, le scuole e gli aeroporti. Ma adesso la sicurezza francese dovrà aumentare la sua sorveglianza anche sulle decine e decine di TGV, i treni ad alta velocità che attraversano ogni giorno il suo territorio.

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