ORRORE 24 Agosto Ago 2015 1119 24 agosto 2015

Palmira, l'Isis distrugge il tempio di Baalshamin

Lo Stato islamico prosegue la sua guerra alla storia. La città rischia di sparire. Foto.

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Cinque giorni dopo aver decapitato su una piazza pubblica di Palmira Khaled al Asaad, uno dei massimi esperti siriani di antichità ed ex direttore del sito archeologico locale, l'Isis ha distrutto uno dei principali templi dell'antica perla nel deserto siriano. Si tratta di quello di Baalshamin (foto), a poche decine di metri dal teatro romano della città, dove la Stato islamico aveva inscenato alcune esecuzioni pubbliche.
A riferirlo è l'ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), che cita alcuni residenti della città in fuga dalla furia assassina dei jihadisti. Il santuario di Baalshamin (Il signore del Cielo) è del II secolo dopo Cristo ed è dedicato ad una divinità asssimilabile a Mercurio.
DURO COLPO PER L'ANTICA CITTÀ. Il sito archeologico di Palmira è da mesi sotto attacco dell'Isis e la distruzione del tempio di Baalshamin è l'ennesimo duro colpo per l'antica città semita situata nel centro della Siria. Il sito è caduto nelle mani dello Stato islamico il 20 maggio e da allora è stato usato come palcoscenico per efferatezze e violenze.
PATRIMONIO DELL'UMANITÀ. Dichiarata dall'Unesco patrimonio dell'umanità, la città fiorì nell'antichità come punto di sosta per le carovane di viaggiatori e mercanti che attraversavano il deserto siriano ed ebbe un notevole sviluppo fra il I ed il III secolo dopo Cristo. Per questo motivo fu soprannominata la 'Sposa del deserto'.
Il nome greco della città, Palmyra, è la traduzione fedele dall'originale aramaico, Tadmor, che significa 'palma'. La città è citata nella Bibbia e negli annali dei re assiri, ma in particolare la sua storia è legata alla regina Zenobia che si oppose, secondo la tradizione, ai romani e ai persiani. Poi venne incorporata nell'impero romano e Diocleziano, tra il 293 e 303, la fortificò, per cercare di difenderla dalle mire dei Sasanidi facendo costruire, entro le mura difensive, ad occidente della città, un grande accampamento con un pretorio ed un santuario per le insegne per la Legio I Illirica. A partire dal IV secolo le notizie su Palmira si diradano.
REPERTI TRASFERITI PRIMA DELL'ASSALTO. Durante la dominazione bizantina furono costruite alcune chiese, anche se la città aveva perso importanza. L'imperatore Giustiniano, nel VI secolo, per l'importanza strategica della zona, fece rinforzare le mura e vi installò una guarnigione. Poi sotto il dominio degli arabi la città andò in rovina.
Il sito archeologico comprende la via colonnata, il santuario di Nabu, le Terme di Diocleziano, il teatro e l'Agora. Vere e proprie perle architettoniche. Fondato nel 1961 all'entrata della città moderna, il museo di Palmira raccoglie numerosi reperti ritrovati nel sito archeologico che testimoniano l'alto livello di raffinatezza raggiunto dall'arte palmirea. Per timore di distruzioni, centinaia di statue e reperti del sito siriano 240 km a nord-est di Damasco sono stati trasferiti in altre località già prima dell'assalto finale dell'Isis.

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