Profughi Alto Adige 150825183644
INIZIATIVA 25 Agosto Ago 2015 1725 25 agosto 2015

Alto Adige, i profughi vedono per la prima volta la neve

Un'escursione in montagna per otto richiedenti asilo organizzata da un gruppo di volontari. 

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L'escursione dei profughi in Alto Adige. In basso, la loro prima volta sulla neve.

Far conoscere il territorio e far dimenticare per alcune ore il loro destino: era l'intento di un gruppo di volontari altoatesini che hanno organizzato una gita in montagna nei pressi di passo di Vizze, a 2.276 metri di quota per otto giovani richiedenti asilo. Che non avevano mai visto la neve. Nè avevano mai messo, dopo una lunga camminata, i piedi nelle acque gelide di un lago di montagna, tantomeno visto delle mucche e pecore sui verdi pascoli.
Come ha spiegato l'ideatore e promotore dell'iniziativa, l'artista e operatore sociale Armin Mutschlechner, «l'intento è quello di fare conoscere ai profughi l'Alto Adige».
I giovani africani, tutti intorno ai 20 anni d'età, da alcune settimane si trovano in un centro di accoglienza in Val di Vizze, a pochi chilometri dal Brennero. Nella ex caserma militare Gnutti vivono attualmente 44 profughi che sono in attesa della conclusione del procedimento della loro domanda di asilo.
«MOLTI LASCERANNO L'ALTO ADIGE». Le giornate in questa valle di montagna sono lunghe e le possibilità di entrare in contatto con la gente del posto poche. Mutschlechner da tempo è impegnato con altri volontari nell'accoglienza dei migranti nella stazione ferroviaria di Bolzano. «Molti profughi, che attualmente si trovano a Vizze, lasceranno l'Alto Adige, alcuni invece si stabiliranno qui e troveranno da noi una nuova heimat, come è già avvenuto in passato», ha spiegato l'artista.
DAL MALI AL SUD SUDAN. Tutti provengono da paesi dell'Africa occidentale, come il Mali e il Sudan del Sud. «È stata un esperienza unica per loro», ha raccontato l'altoatesino, «ma lo stesso vale anche per l'oste del rifugio che ci ha offerto qualcosa e per la gente che abbiamo incontrato durante la gita. È stato un modo per conoscersi a vicenda e abbattere gli steccati nelle nostre teste», ha spiegato Mutschlechner.
Visto il successo dell'escursione, il gruppo di volontari ha annunciato che d'ora in poi ogni settimana organizzerà un'iniziativa nuova.

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