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MISTERO 25 Agosto Ago 2015 1041 25 agosto 2015

David Rossi, la verità è nelle lettere di addio

ESCLUSIVO. Per i periti il manager Mps scrisse alla moglie dietro coercizione. Non solo. Ferite sospette e video manomesso: ora i pm possono riaprire il caso.

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David Rossi, ex capo della comunicazione Mps.

Manca poco più di un mese alla scoperta della seconda verità sulla morte di David Rossi, il capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena volato giù dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo 2013.
Il sipario lo alzerà ufficialmente l’avvocato Luca Goracci che difende gli interessi della famiglia e della vedova di David, Antonella Tognazzi.
Ha intenzione di fare le cose in grande: conferenza stampa a Roma davanti alla stampa internazionale, accordi con trasmissioni televisive nazionali. Sì, ma per dire che cosa?
Goracci per ora tiene la bocca chiusa. E, come un bravo giocatore di poker, non muove nemmeno una piega del viso. Però in mano ha tre assi. Tre nuove perizie che verranno depositate alla procura di Siena chiedendo la riapertura del caso.
E se sono vere le indiscrezioni che circolano, per i magistrati sarà difficile dire ancora di no, confermando la tesi del suicidio come un dogma inoppugnabile.
LA PERIZIA MEDICO LEGALE. Starebbero insomma trovando consistenza, e che consistenza, i dubbi che fin qui hanno riempito pagine di giornali e schermi di tivù e computer grazie a siti e trasmissioni come Report, e hanno tormentato le notti di Goracci e di Luca Scarselli, l’altro amico di David Rossi che da due anni e mezzo si batte come un leone per dimostrare che la morte del capo della comunicazione del Mps non è stata, non può essere stata, un suicidio.
Dunque, alla fine di settembre Goracci dovrebbe presentare ai magistrati tre perizie: una medico legale nuova di zecca che dovrebbe dare corpo agli interrogativi che si è posto inevitabilmente chiunque abbia avuto il coraggio e la pietà di guardare le foto di Rossi sul tavolo dell’autopsia.
IL GIALLO DEL FILMATO. Una seconda perizia, compiuta proprio dall’ingegner Scarselli, dimostrerà che il filmato del volo di David giù da una finestra del Monte, ripreso da una telecamera di sicurezza della banca, è stato manomesso, o quantomeno tagliato.
Si sa sin dall’inizio che mancano sette minuti, ma nella nuova perizia ci sarebbero altri elementi che confermano questa tesi andando oltre, come si è fatto finora, al confronto tra gli orologi digitali. Inoltre, da un esame dei frame, con strumenti ad altissima definizione, verrebbero confermate le presenze nel vicolo di personaggi sospetti durante gli oltre 20 minuti di agonia di David sul selciato del vicolo del Monte Pio.

I biglietti della verità: «David li ha scritti sotto coercizione»

I carabinieri nel vicolo del Monte Pio.

Ma è la terza che dovrebbe essere la vera bomba. La perizia calligrafica chiesta da tempo e finalmente pronta, effettuata sui tre biglietti che David ha scritto alla moglie Antonella prima di morire.
I tre fogli sono stati rintracciati nel cestino: due erano accartocciati e uno strappato. Quello strappato è stato rimesso insieme maldestramente da chi ha fatto le indagini appiccicando i bordi con lo scotch e lasciando un buco grosso come una moneta da 2 euro in basso a destra. Un vero disastro.
La moglie in quei biglietti non ci ha mai visto chiaro. Tutti e tre iniziavano con «Toni, amore...».
Toni era il diminutivo con cui i parenti chiamavano Antonella da ragazzina ma che David non usava mai. Forse utilizzando proprio una parola inconsueta aveva voluto lasciarle un messaggio?
LE IMPRONTE SULLA PELLE. Antonella ha sempre avuto il dubbio e Goracci si è affidato a un esperto calligrafo di primissimo ordine: il professor Giuseppe Sofia, di Milazzo, già collaboratore di tantissime procure d’Italia soprattutto con quelle antimafia e per questo molto legato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino con cui ha lavorato in più di un’occasione.
La perizia di Sofia lascia poco spazio ai dubbi. Anzi nessuno spazio. Ha toni perentori: David Rossi avrebbe scritto quei biglietti sotto coercizione.
Sostanzialmente qualcuno lo teneva per le braccia, appena sotto le ascelle, mentre lui scriveva, probabilmente sotto dettatura. Lo dimostrerebbero proprio le impronte di mani, visibilissime nelle foto dell’autopsia, rimaste impresse nella pelle delle braccia, proprio sotto le ascelle (queste foto sarebbero allegate alla perizia calligrafica).
L'ESAME NON MENTE. Non solo: l’esame della calligrafia mostra tratti della scrittura, confrontati con altri testi vergati da David in diverse situazioni, visibilmente diversi non dovuti a un momento emozionale (come potrebbe essere legittimamente il momento prima di suicidarsi) ma appunto a una coercizione fisica.
Se queste indiscrezioni verranno confermate sarà davvero dura per i magistrati non ascoltare la richiesta di Goracci e non riaprire il caso.
Ma se Rossi è stato ucciso, chi l’ha ucciso? Ovviamente a questa domanda le tre perizie non rispondono e non possono rispondere. Però, mistero nel mistero, proprio in queste ultime ore, alcuni esponenti del Movimento Agende Rosse, l’associazione antimafia fondata da Salvatore Borsellino, il fratello del magistrato ucciso dalla mafia, sono stati a Siena, a cercare riscontri e informazioni, mossi da alcuni sospetti proprio sulla storia di David Rossi.

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