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CANALE DI SICILIA 25 Agosto Ago 2015 1639 25 agosto 2015

Migranti, 10 mila minori in Italia nel 2015

Save the children: esodo di under 18 in fuga da guerre e violenza. Oltre 7 mila non sono accompagnati.

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Oltre 2 mila morti nel 2015 lungo la tratta fra il Maghreb e Italia.

Continueremo a salvare vite umane anche a costo di perdere qualche voto, ha detto Matteo Renzi al Meeting di Rimini 2015, strappando l'applauso dei ciellini ben lieti di accogliere il premier fiorentino assente all'edizione del 2014.
«Non è buonismo, ma umanità», ripete il presidente del Consiglio, in cerca di un racconto che vinca «l'imprenditoria della paura», mentre le notizie che provengono da Est e da Sud restituiscono l'immagine di un'Europa timorosa che cerca di blindarsi, assediata dai frutti della guerra, della fame, delle dittature: centinaia di persone che premono ai suoi confini in cerca di salvezza.
MACEDONIA ZONA BOLLENTE. A Est, nelle ultime settimane, in migliaia hanno tentato il passaggio in Macedonia, dalla Grecia e dalla Bulgaria.
Fino a «3 mila rifugiati e migranti al giorno potrebbero attraversare la frontiera» nei prossimi giorni, ha avvertito l'Onu.
Molti provengono da Siria, Afghanistan, Iraq. Più di 10 mila sono già entrati nel territorio di Skopje diretti verso la Serbia.
E in migliaia attendono sulle coste del Nord Africa un barcone che li porti dall'altra parte del Mediterraneo.
2.373 VITTIME NEL MEDITERRANEO. Nel canale di Sicilia l'esodo non si ferma, e le morti neppure: 2.373 migranti sono deceduti dall'inizio del 2015, secondo gli ultimi dati, aggiornati al 24 agosto, dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni.
La rotta più pericolosa è quella che congiunge il Maghreb con l'Italia e Malta: 2.267 morti dall'inizio dell'anno.
Sono stati invece 83 i decessi nel tratto di mare che collega Turchia e Grecia, 23 quelli registrati nelle acque tra l'Africa e la Spagna, Canarie incluse.
NE MUOIONO QUASI 10 AL GIORNO. Se si considerano gli ultimi 365 giorni, 3.573 migranti sono morti mentre cercavano di raggiungere l'Italia, la Grecia e la Spagna: quasi 10 al giorno.
L'alto commissariato Onu ha fatto sapere che i migranti e i rifugiati giunti in Europa via mare nel 2015 sono stati 292 mila.
Di questi circa 108 mila sono sbarcati in Italia e oltre 181 mila in Grecia.

La tratta dei bambini: molti di loro fanno perdere le tracce

In Italia nel 2015 sono arrivati 10.600 minori, di cui 7.600 non accompagnati.

Nella traversata della morte spesso a pagare il prezzo più alto sono i minori.
Il 24 agosto, sulla nave Dignity di Medici senza frontiere che stava portando in salvo centinaia di persone recuperate al largo delle coste libiche, è deceduto un ragazzo di 15 anni, somalo.
Morto per le percosse e i maltrattamenti subiti in Libia, hanno raccontato i suoi compagni di viaggio, dove era stato «costretto a lavorare senza cibo né acqua».
ABUSI MOLTO FREQUENTI. Un caso non isolato.
«Dalle testimonianze che raccogliamo ogni giorno nei porti dove sbarcano i migranti soccorsi nel Canale di Sicilia da parte di minori, spesso non accompagnati, abbiamo purtroppo la conferma di abusi e maltrattamenti di ogni tipo subiti in Libia prima della loro partenza», dice Giovanna Di Benedetto, portavoce di Save the children.
«LE CONDIZIONI SONO ATROCI». «In questi mesi abbiamo ascoltato i racconti di tantissimi minori e tutti ci hanno parlato delle condizioni atroci in cui sono stati costretti a vivere, nei centri di detenzione libici o nei luoghi dove i trafficanti concentrano i migranti prima di imbarcarli».
7 SU 10 NON ACCOMPAGNATI. L'organizzazione umanitaria ha fornito a Lettera43.it i dati suoi minori arrivati in Italia in fuga da guerre e violenza: 10.600 dall'inizio dell'anno, di cui 7.600 non accompagnati.
Ragazzini, adolescenti, in maggioranza «eritrei, somali, siriani» che partono da soli, affrontando mesi di viaggi ad alto rischio e per i quali l'approdo nel nostro Paese non è altro che una tappa, o vorrebbero lo fosse, verso l'Europa del Nord.
«Soprattutto gli eritrei e i somali si allontanano subito, appena possono», spiega Di Benedetto.
NON SI PUÒ RESPINGERLI. La legge prevede che non possano essere respinti nei loro Paesi d'origine, in quanto minori, ma se vogliono ottenere lo status di rifugiati e la protezione internazionale devono richiederlo seguendo lo stesso iter burocratico degli adulti.
Come gli altri profughi, appena sbarcati vengono trasferiti nei centri di prima accoglienza e poi nelle comunità per minori.
Ma di molti di loro, dopo pochi giorni di permanenza, si perdono le tracce.

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