SCOMPARSA 26 Agosto Ago 2015 1012 26 agosto 2015

Marcy Borders, la 'Dust lady' dell'11 settembre uccisa dal cancro

Salva per miracolo, diventò un'icona della strage. Ma da quel giorno la sua vita fu rovinata. Foto.

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La sua immagine aveva fatto il giro del mondo.
Quella donna pietrificata e ricoperta di cenere era diventata un simbolo della tragedia dell'11 settembre.
Ora Marcy Borders, questo il suo nome, è scomparsa, stroncata da un cancro allo stomaco che lei stessa ha sempre sostenuto essere riconducibile alle polveri inalate quel maledetto giorno (foto).
CORSA GIÙ PER LE SCALE. All'epoca aveva solo 28 anni e lavorava da un mese alla Bank of America, 81esimo piano della Torre Nord. Riuscì a sopravvivere alla strage che fece 2.751 vittime gettandosi a capofitto giù per le scale prima che tutto crollasse. Disobbedendo agli ordini del capo, che intimava di mantenere la calma e restare al proprio posto.
ALCOLISTA E TOSSICODIPENDENTE. 'The dust lady' fu ribattezzata dopo lo scatto che la trasformò in un simbolo di Ground Zero. Istantanea di un giorno che finì comunque per rovinarle la vita. Dopo l’attentato Marcy cadde in depressione e diventò alcolista e tossicodipendente.
ALLONTANATA DAI FIGLI. «In sei mesi ho perso un terzo del mio peso. Non ho più lavorato un giorno, un aereo bastava a scatenare il panico: ero convinta che Bin Laden progettasse nuovi attentati. Bevevo sempre di più e non uscivo mai», raccontò in occasione del decimo anniversario dell’attentato. La situazione degenerò al punto che i servizi sociali decisero l’allontanamento dei due figli, Noelle, 18 anni, e Zay-Den, tre.
LA DIAGNOSI NEL 2014. D'improvviso, con la notizia della morte di Bin Laden, una svolta: «Ho cominciato a sentire che potevo riprendermi la mia vita».
Dopo la disintossicazione, tuttavia, nell'agosto 2014 arrivarono i primi segnali della malattia. Ancora a novembre si era detta convinta che il tumore fosse stato provocato dalle polveri respirate a Ground Zero.

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