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DENUNCIA 28 Agosto Ago 2015 1325 28 agosto 2015

Reggia di Caserta, tuffi nella fontana di Diana e Atteone

Alcuni ragazzi si sono fatti il bagno nella storica fontana del Palazzo Reale borbonico, patrimonio Unesco dell'umanità. La Soprintendenza ha deciso di chiudere l'area. Foto.

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Un gruppo di ragazzi, forse attratti dalla bellezza barocca dell'opera, si sono fatti il bagno nella fontana di Diana e Atteone, nel parco della Reggia di Caserta, tuffandosi dalla cima della sua cascata (foto).
Le foto che li ritraggono, però, sono finite sulla pagina Facebook 'Salviamo la Reggia di Caserta', ed è partita la polemica sulla sorveglianza e sulla salvaguardia del sito, patrimonio dell'umanità per l'Unesco.
«SOLO SETTE CUSTODI PER 120 ETTARI». La Soprintendenza campana ha reagito chiudendo l'intera area: «Alcuni ragazzi», ha spiegato Enzo Zuccaro, funzionario della Soprintendenza, «arrivano anche dall'esterno del parco della Reggia, nel quale entrano attraversando il bosco di San Silvestro». Nel parco, che si estende per oltre 120 ettari, sarebbero in servizio «al massimo sette custodi per turno», ha fatto sapere Angelo Donia, coordinatore della Uil-Pa nonché dipendente addetto alla vigilanza. Un numero «così esiguo che è quasi impossibile svolgere una sorveglianza davvero efficace».
ALTRI RAGAZZI PRONTI A TUFFARSI. Ancora martedì 28 agosto, prima della chiusura decisa dalla Soprintendenza, in cima alla cascata della fontana (sul cosiddetto Torrione) si intravedeva la sagoma di un altro ragazzo pronto a tuffarsi. Per arrivare lassù è sufficiente percorrere una rampa di scale, che sale lateralmente alla fontana.
«Da sotto è impossibile vedere tutte le persone che salgono nella zona della fontana di Diana», ha detto ancora Donia, «né si può tenere un custode fisso in cima. Il problema è che si spara sempre addosso agli addetti alla vigilanza senza andare alla radice del problema, che coinvolge i funzionari e lo stesso ministero. Servirebbero più custodi, ma di nuove assunzioni non si parla».
INTERE ZONE DELLA REGGIA SENZA SORVEGLIANZA. Il coordinatore dell'Ugl Carmine Egizio, anche lui dipendente in servizio alla Reggia, afferma che di custodi nel parco reale «ce ne vorrebbero almeno 14». Attualmente sarebbero completamente senza sorveglianza «l'area della Castelluccia, della Peschiera Grande e l'interno del Giardino Inglese, presidiato da due custodi solo all'ingresso». Almeno, propone Egizio, «bisognerebbe far funzionare l'impianto di videosorveglianza interna, che è inattivo. Così anche sette custodi potrebbero vigilare adeguatamente sul parco».
ANTIFURTO E ANTINCENDIO NON FUNZIONANO. Alla Reggia di Caserta, hanno sottolienato i sindacati, non funzionano nemmeno il sistema antifurto e quello antincendio, e le garitte dei custodi non sono a norma. «L'Asl poche settimane fa ha chiuso due garitte perché ci pioveva dentro e ha disposto un termine di 120 giorni per metterle tutte a norma», ha precisato Egizio. Se si guarda alla manutenzione, la situazione non migliora. Passeggiando per il settore più interno del parco, ai lati del viale principale, la vegetazione ha inghiottito i vialetti. «Le ditte vanno avanti in regime di proroga, i contratti sono scaduti da mesi e anticipano decine di migliaia di euro. Quando il nuovo direttore Felicori si insedierà troverà anche questa gatta da pelare, prima di poter procedere agli appalti».

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