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MUSICA E CONFLITTI 29 Agosto Ago 2015 1228 29 agosto 2015

L'iran dice no a Barenboim. «Non accettiamo artisti legati a Israele»

Il regime annulla il concerto del maestro impegnato per la pace con i palestinesi.

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Daniel Barenboim.

Ministri, capi di stato e imprenditori da tutta Europa si sono precipitati a Teheran, subito dopo la chiusura dell'accordo sul nucleare con gli Stati Uniti, per cogliere le opportunità di business che il paese, ricco di petrolio, può offrire. Ma la strada per la pace, nella repubblica degli ayatollah e in Medioriente, è ancora lunga, a dispetto delle speranze di Barack Obama e delle cancellerie europee che hanno sostenuto l'intesa con gli iraniani.
Il 29 agosto, il portavoce del ministero della cultura, Hossein Noushabadi, ha annunciato che il concerto del maestro israelo-argentino, Daniel Barenboim, che si sarebbe dovuto tenere a Teheran, è stato cancellato.
Parlando con l'agenzia Fars, Noushabadi ha spiegato che la presenza dell'orchestra tedesca a Teheran è stata cancellata perchè «gli artisti legati al regime sionista non hanno posto in Iran».
L'IRAN CANCELLA IL CONCERTO DI BARENBOIM. La Staatsoper aveva annunciato pochi giorni fa che l'orchestra, di cui Barenboim è direttore artistico, stava trattando con l'Iran per l'evento, sostenuto anche dal ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier, atteso per una una visita ufficiale in Iran ad ottobre. Il progetto, pensato in collaborazione con la Staatskapelle di Berlino, era in verità già stato osteggiato da Israele.
TEHERAN: ISRAELE E' ILLEGITTIMO. Ancor prima della conferma dei colloqui in corso, la ministra della Cultura israeliana Miri Regev aveva contestato l'idea, annunciando una lettera di protesta al governo tedesco.
In linea con i principi della Repubblica islamica, ha detto Noushabadi, «il ministero della Cultura è contrario alla presenza di ogni artista o gruppo da dovunque nel mondo che abbia legami con Israele». L'orchestra, ha proseguito, doveva esibirsi nella prestigiosa Vahdat Hall, «ma quando è stato chiaro che il direttore e suoi membri avevano nazionalità israeliana ci siamo subito opposti, e così personalmente anche il ministro», Ali Jannati. Israele, ha ribadito il portavoce, è ritenuto «illegittimo» dall'Iran in quanto «illegale occupante» della Palestina.

Il no a un uomo di pace e i rischi delle scelte di Obama

E pensare che pochi si sono spesi come Barenboim per sostenere la causa della pace tra israeliani e palestinesi, e le ragioni di questi ultimi. Il maestro ha tenuto diversi concerti in Palestina ed è tra i pochi ad avere doppio passaporto, quello di Tel Aviv e quello di Ramallah.
Ma il furore iraniano non ascolta ragioni né musiche di pace.
L'ostilità del regime nei confronti di Israele resta immutata, nonostante l'Iran deal e le aperture della comunità internazionale nei confronti della repubblica islamica. Le preoccupazioni di Tel Aviv si dimostrano dunque più che fondate.
I RAPPORTI TESI CON TEL AVIV. Il presidente degli Stati Uniti, durante un incontro con la comunità ebraico-americana, ha espresso la volontà di ricucire i rapporti col governo israeliano di Benjamin Netanyahu - fortemente indeboliti dopo le trattative con Teheran - quando, a metà settembre, il Congresso avrà votato sull'accordo sul nucleare iraniano. Accordo - ha ribadito Obama - che impedirà a Teheran di avere la bomba atomica.
Per il presidente americano l'amicizia tra Usa e Israele non può essere assolutamente messa in discussione, nemmeno dai contrasti sull'Iran ma rassicurare l'alleato mediorientale sarà molto complicato.

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