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IL PROGETTO 2 Settembre Set 2015 1621 02 settembre 2015

La camera del rifugiato: i tedeschi aprono le loro case

Non solo Merkel, anche i cittadini tedeschi aprono le porte di casa ai profughi.

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Nella sola Monaco sono arrivati nelle ultime 24 ore dai 2000 ai 2200 profughi.

Perché i rifugiati in Germania non dovrebbero essere messi in grado di vivere in appartamenti in condivisione o in altre situazioni abitative normali anzichè stare in alloggi di massa? Davanti a questa domanda, una coppia di ragazzi tedeschi più che una risposta ha trovato una soluzione.
L'AIRBNB PER RIFUGIATI. È nato così il progetto Refugees Welcome, una sorta di Airbnb per i rifugiati, nel quale si possono iscrivere tutti i cittadini che vogliono condividere la loro casa con un profugo ed essere davvero solidali.
Basta andare sul sito per capire la filosofia che c'è dietro. Tutto è molto semplice, come semplice è aiutare chi ne ha bisogno. Sul sito ci sono due percorsi di iscrizione, uno in tedesco per il cittadino che offre una camera e uno tradotto in cinque lingue (inglese, italiano, francese, arabo e tedesco) per il rifugiato che deve rispondere ad alcune domande (nome, nazionalità, sesso, lingua parlata, se preferisce essere ospitato in una città o in un villaggio).
Sul sito viene subito specificato che chi accoglie non per forza perde l'affitto di una stanza. Secondo i fondatori di Refugees Welcome in un terzo dei casi i costi sono coperti o dal centro di lavoro o dall'assistenza sociale e per un quarto sono pagati attraverso micro-donazioni fatte direttamente al sito.
L'IDEA DIVENTA VIRALE. L'idea è talmente semplice che già in molti altri paesi dell'Unione europea, tra cui la Grecia, il Portogallo e il Regno Unito, numerosi cittadini si stanno attivando per creare la stessa piattaforma.
Un progetto simile è già in funzione in Austria dal mese di gennaio. E durante il fine settimana, migliaia di islandesi si sono offerti di ospitare i profughi siriani nelle loro case: con una lettera aperta scritta al Ministro per gli Affari sociali, Eyglo Hardadottir, la scrittrice e professoressa Bryndis Bjorgvinsdottir ha lanciato un appello chiedendo al governo di poter ospitare personalmente rifugiati siriani.
In poche ore dal primo appello su Facebook, ma soprattutto sulla piattaforma dedicata alla petizione, hanno risposto 12.600 famiglie registrandosi e offrendo le loro case e le loro risorse.

Come funziona quello berlinese

Refugees Welcome, una speci di Airbnb per i rifugiati con sede a Berlino.

L'Airbnb per i rifugiati berlinesi ha aiutato finora a trovare una dimora a persone in fuga dall'Afghanistan, dal Burkina Faso, dal Mali, dalla Nigeria, dal Pakistan, dalla Somalia e dalla Siria. Paese quest'ultimo verso il quale il governo tedesco ha deciso di sospendere le regole di Dublino accogliendo d'ora in poi tutti i profughi provenienti dalla Siria.
E ad aprire le porte non è stata solo quella che ormai numerosi siriani chiamano 'Mamma Angela', riferendosi alla cancelliera, ma tutti i tedeschi.
QUASI 800 APRONO LE PORTE. Oltre 780 tedeschi si sono iscritti al sito web Refugees Welcome e finora 26 rifugiati sono state accolti in case private.
I due fondatori del sito, Jonas Kakoschke, 31, e Mareike Geiling, 28, vivono con Bakari, 39 anni, un rifugiato del Mali, che stanno aiutando a imparare il tedesco mentre aspetta di ottenere un permesso di lavoro. «Molti richiedenti asilo devono rimanere qui per anni ma non sono autorizzati a lavorare, a volte non possono nemmeno fare corsi di tedesco, e abitano in villaggi dove non c'è niente da fare e si ammalano di depressione», ha raccontato Kakoschke al sito Npr.
Ma non sono solo i fondatori ad aver dato l'esempio: ad iscriversi alla piattaforma di accoglienza sono stati consulenti di pubbliche relazioni, muratori, studenti, persone di ogni età dai 21 ai 65 anni.
La maggior parte degli utenti vivono in appartamenti condivisi ma stanno crescendo anche le offerte da parte di coppie sposate e madri single.
L'INSEGNANTE E L'IRACHENO. Come riporta il quotidiano britannico The Guardian, Johann Schmidt fa l'insegnante e condivide il suo appartamento a Costanza con un profugo iracheno, con il quale è stato abbinato dopo la registrazione al sito, nel novembre 2014. «Azad mi racconta la storia di quello che sta succedendo nel suo paese di origine e mi spiega la situazione attuale in termini semplici», ha detto Schmidt. «Ho imparato un bel po' da lui e mi piace molto ascoltare le sue storie».
L'ACCOGLIENZA DEI POLITICI. Non solo cittadini comuni hanno accolto i rifugiati nelle loro case, ci son anche alcuni politici. Martin Patzelt, un parlamentare del partito della cancelliera, la CDU, ha ospitato temporaneamente due rifugiati eritrei nella sua casa di Brandeburgo. Una prassi, quella dell'accoglienza e della solidarietà, che in Germania sta diventanto sempre più una vera e propria routine: martedì scorso la polizia di Monaco aveva fatto un appello al pubblico di portare qualche bene di prima necessità per i rifugiati. Con un un tweet ha poi annunciato che erano stati sommersi dalla quantità di persone che avevano lasciato qualcosa, compresi i prodotti alimentari e i pannolini.
Una dimostrazione di solidarietà che dà ragione ai due giovani fondatori di Refugees Welcome: «Siamo convinti che i rifugiati non dovrebbero essere stigmatizzati ed esclusi», hanno scritto nel loro sito, «anzi dovremmo offrire loro un caloroso benvenuto, perchè così crediamo di poter stabilire una cultura più umana di accoglienza profughi».

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