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IL CASO 2 Settembre Set 2015 1949 02 settembre 2015

Migranti, il caso Brennero: cosa resta di Schengen?

In Alto Adige i profughi vengono registrati dalla Polfer. Su richiesta di Berlino. Ma il Trattato per l'Italia non è sospeso. I precedenti: dall'Austria alla Francia.

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Arno Kompatscher, presidente della Provincia autonoma di Bolzano.

La Baviera chiede aiuto all'Alto Adige.
A causa dell'«ondata record di arrivi di profughi nelle ultime ore, principalmente attraverso la rotta dei Balcani che sta creando una situazione ingestibile», si legge in una nota della Provincia autonoma, «si lavora per cercare nuove strutture e far fronte nell'immediato alla crescita esponenziale del numero di migranti. Davanti a questa emergenza il ministro bavarese Emilia Müller ha contattato l'assessore altoatesino Martha Stocker, per chiedere un sostegno logistico temporaneo nell'accoglienza di profughi».
IL LASCIAPASSARE DI ROMA. Il governatore altoatesino Arno Kompatscher ha richiesto il via libera di Roma per un intervento di aiuto al Land, si legge sempre nel comunicato, «nell'ottica di un'autonomia responsabile e solidale, ma anche di una strategia di respiro europeo in grado di muoversi oltre i confini regionali e nazionali».
E il nostro governo ha quindi comunicato «la disponibilità a ripristinare i controlli al confine del Brennero e a sospendere temporaneamente gli accordi di Schengen, analogamente a quanto avvenuto in occasione del G7».
Poi Kompatscher si è immediatamente corretto: «Non si tratta di una sospensione degli accordi di Schengen al Brennero, ma esclusivamente di un'intensificazione dei controlli».

Controlli intensificati negli uffici della Polfer

L'arrivo dei profughi a Bolzano lo scorso aprile.

La questione però sembra meramente lessicale.
Schengen, infatti, prevede l'abolizione dei controlli sistematici delle persone alle frontiere interne dell'area in cui è in vigore il Trattato.
LE REGISTRAZIONI RALLENTANO IL FLUSSO. Bene, stando a quanto riferito dall'associazione Volontarius di Bolzano a Lettera43.it, il centinaio di profughi arrivati in stazione «sono stati accompagnati negli uffici della Polfer dove hanno rilasciato generalità e indicato il Paese di provenienza». Operazione che, comprensibilmente, ha rallentato il «flusso». E i controlli sono stati intensificati anche sui treni internazionali e nelle altre stazioni altoatesine di Bressanone e Brennero.
Solitamente, infatti, i migranti sostano solo per un paio d'ore nel capoluogo altoatesino. «Giusto il tempo per sciacquarsi, mangiare qualcosa e magari prendere vestiti più pesanti», conferma la fonte. I maggiori controlli hanno dilatato i tempi.
LE PRECEDENTI SOSPENSIONI. Anche se non ufficialmente, Schengen dunque è stato «sospeso». Esattamente come lo scorso giugno quando la Germania congelò il Trattato a causa del G7 in corso a Garmisch-Partenkirchen. In quel caso i migranti furono costretti a sostare nella stazione Centrale di Milano, in attesa che la situazione tornasse alla normalità e si potesse ripartire per il Nord Europa.
Era accaduto in altri casi: nel 2008, per esempio, a sospenderlo fu l'Austria in occasione degli Europei di calcio. O la Francia, nel 2005, dopo gli attentati di Londra. Anche l'Italia fece lo stesso nel 2001 e nel 2009 per i G8 di Genova e de L'Aquila.
In questo caso, però, almeno a quanto ci risulta, non sono in programma né summit internazionali né eventi sportivi.

Quando la polizia impediva ai migranti di salire sul treno per Monaco

Dopo la registrazione, la Polfer invita i migranti a presentarsi in Questura per la richiesta di asilo. «Non è detto che loro lo facciano...», sorride il volontario.
La verità è che queste persone nella grande maggioranza dei casi non vogliono restare in Italia, dove sarebbero costrette a sostare anche un anno in un centro d'accoglienza: «Le loro mete sono la Germania, la Svezia, la Norvegia dove li aspettano familiari e amici».
Non che i controlli prima non ci fossero. Anzi.
LA DENUNCIA DEL SIULP. In molti casi poliziotti italiani, ma anche austriaci e tedeschi, hanno impedito ai migranti - specie se di colore - di salire sui treni diretti a Monaco, senza nemmeno chiedere il biglietto e la destinazione.
Mario Deriu, segretario del sindacato di polizia Siulp, lo scorso aprile aveva invocato dalle colonne de L'Adige uno stop al blocco. «Chiediamo da subito il ritiro delle pattuglie trilaterali e lo stop immediato al blocco dei profughi al Brennero. La situazione è gravissima, dopo la tragedia del mare, qui rischiamo una tragedia 'di terra'».
«UN BLOCCO SENZA SENSO». Il sindacalista aveva poi aggiunto: «Il blocco del Brennero non ha più senso. Noi poliziotti non riusciamo più a tenere questa gente giù dai vagoni. Dal punto di vista operativo siamo al collasso». Anche perché cacciati da un treno, i migranti salgono su quello successivo.
Secondo quanto raccontato da Deriu, tra il 18 e il 19 aprile, «nella stazione di Bolzano sono venuti a convergere oltre 150 migranti fra uomini, donne, anziani e bambini» che sarebbero stati fatti scendere dai poliziotti austriaci e tedeschi e «mollati come pacchi a quelli italiani».

In 10 mesi almeno 15 mila profughi in transito

Profughi alla stazione di Bolzano.

L'associazione Volontarius stima che, da dicembre a oggi, almeno 15 mila profughi siano transitati per il Brennero.
Da aprile 7 mila per la stazione di Bolzano.
Il 2 settembre nel capoluogo la situazione è tornata alla normalità verso le 16.
Tutti i profughi sono ripartiti. E anche al valico del Brennero non si sono registrati dei problemi.
STRUTTURA PRONTA A BRESSANONE. Ma domani chissà. Intanto, conferma Volontarius, a Bressanone è già pronta una struttura per accogliere i nuovi arrivi di giovedì mattina.
La Provincia, dal canto suo, si è detta pronta a ospitare per qualche giorno 300-400 profughi in modo da permettere alla Baviera di riorganizzarsi e fronteggiare l'emergenza.
Già l'emergenza. Il vero problema, dice chi lavora a stretto contatto con i migranti in transito, è liquidare la questione «come un problema emergenziale a cui si cerca di trovare una soluzione». Un approccio limitato, perché ormai l'esodo è diventato «strutturale».
UN FENOMENO EPOCALE. Il fenomeno «è epocale» e per questo «non si può affrontare solo in maniera contingente».
Al centro «deve tornare la persona, ogni persona», è l'appello di Volontarius. «Stiamo parlando di esseri umani, della loro dignità».
E scorrono davanti agli occhi le immagini dei migranti, donne e bimbi compresi, schedati e numerati con un pennarello dagli agenti della Repubblica Ceca. Che ha sequestrato loro i biglietti del treno per l'Austria.

Twitter @franzic76

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