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IL CASO 7 Settembre Set 2015 2159 07 settembre 2015

Monte Bianco, disputa tra Italia e Francia sui confini

Mentre l'Ue apre ai migranti, Parigi e Roma si contendono un pezzetto di terra.

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Il rifugio Torino sul Monte Bianco.

In un momento in cui i temi di confine e frontiera sono tornati drammaticamente attuali con l'esodo dei migranti, sul Monte Bianco Italia e Francia litigano per 300 metri di terra.
Si arricchisce infatti di un nuovo capitolo l'interminabile contenzioso tra i due Paesi riguardo ai confini sul massiccio. Una disputa che ora rischia di trasformarsi in uno scivoloso caso diplomatico.
IL BLOCCO DI CHAMONIX. Nei giorni scorsi due guide alpine d'oltralpe, su mandato del sindaco di Chamonix, Eric Fournier, hanno bloccato l'accesso al ghiacciaio del Gigante dal rifugio Torino, poco sotto la stazione di arrivo della funivia Skyway, considerandolo in territorio francese. Motivo: questioni di sicurezza.
«Hanno tolto gli avvisi di pericolo che avevamo posizionato dopo il massiccio afflusso di turisti nei mesi scorsi», spiega il sindaco di Courmayeur, Fabrizia Derriard, «e hanno chiuso il passaggio, creando anche situazioni di pericolo per gli alpinisti che ora devono scavalcare una transenna per mettere piede sulla neve».
I 300 METRI CONTESI. Secondo i francesi il confine passa sotto il rifugio Torino, che dunque sarebbe in territorio Transalpino, per gli italiani invece è in mezzo al ghiacciaio, circa 300 metri più in alto, e dunque sarebbe in Italia. Delfino Viglione, maresciallo della Guardia di Finanza di Entreves, da anni si occupa della questione: «I confini sono sullo spartiacque, dal Dome du Gouter alla vetta del Monte Bianco, dal Mont Maudit alla Tour Ronde, dal col Flambeau fino a punta Hellbronner. In alta quota non ci sono i cippi, è la cresta che fa da confine».
Così recitava anche il trattato del 1860 tra i due Paesi, dopo la cessione di Nizza e della Savoia alla Francia.
LA RISPOSTA DI COURMAYEUR. In questi giorni l'Istituto geografico militare sta effettuando nuove rilevazioni in quota, proprio nella zona del Monte Bianco. «Il rifugio Torino è in Italia», tuona il sindaco Derriard, «e lì i francesi non hanno alcuna competenza. La decisione di chiudere il passaggio avrà delle conseguenze giudiziarie». Poi aggiunge: «È vero, il nostro catasto non coincide con quello di Chamonix. Noi comunque ci basiamo sulle cartografie della Nato che recepiscono la convenzione del 1860 e mettono il confine sullo spartiacque».
Nessun problema per la stazione di arrivo a punta Hellbronner della nuova funivia Skyway: «Ci siamo tenuti lontano dal confine», sottolinea Derriard, «proprio per evitare problemi. Anzi, risulta che sia la stazione di arrivo della telecabina francese dell'Aiguille du Midi a essere in parte sul territorio italiano».
La guardia di finanza ha fatto una relazione alle autorità competenti. «Non possiamo fare finta di niente, quel blocco all'ingresso del ghiacciaio deve essere tolto. Poi sarà la diplomazia a discutere del caso», conclude Viglione.
RENZI: «NON ABBIAMO INVASO LA FRANCIA». A giugno il caso si era riaperto. a causa di un soprallugo per un reality tivù e i francesi avevano rivendicato quel fazzoletto di territorio.
Tanto che il premier Matteo Renzi lo aveva detto chiaro e tondo: «Non abbiamo invaso la Francia».

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