Papa Francesco 150901131410
CHIESA 8 Settembre Set 2015 1622 08 settembre 2015

Chiesa, nullità del matrimonio semplificata dal papa

Processi gratis e una sola sentenza. Così Francesco accorcia le procedure col motu proprio 'Mitis Iudex Dominus Iesus'.

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Papa Francesco.

Un'altra piccola rivoluzione di Francesco. Il papa ha introdotto una forma di processo più breve sulla nullità delle nozze, nei casi in cui questa sia «sostenuta da argomenti particolarmente evidenti». Tra questi: mancanza di fede, brevità della convivenza, aborto procurato per impedire la procreazione, il permanere di una relazione extraconiugale.
Mostrando di saper stare al passo coi tempi e con una legge che accorcia i tempi per il divorzio, Bergoglio rende un po' meno insolubile il vincolo del matrimonio e più semplice il suo annullamento.
DISPENSA SE NON È CONSUMATO. Una «sola sentenza» in «favore della nullità esecutiva» delle nozze, ritenendo «sufficiente la certezza morale raggiunta dal primo giudice a norma del diritto», e se nell'istruttoria è sorto «un dubbio assai probabile che il matrimonio non sia stato consumato», si può addirittura evitare il processo: il tribunale può sospendere la causa e completare l'istruttoria in vista della dispensa dalla Sede apostolica.
Il ruolo di giudice è affidato al vescovo, e le conferenze episcopali devono garantire procedure gratuite «per quanto possibile», «salva la giusta e dignitosa retribuzione degli operai dei tribunali». La gratuità sia curata dalle Conferenze episcopali.
INFEDELTÀ E COSTRIZIONE TRA LE CAUSE. Il processo breve nei casi di nullità matrimoniale è una delle principali novità introdotte dal Papa con il motu proprio 'Mitis Iudex Dominus Iesus', pubblicato la mattina dell'8 settembre. Tra le «circostanze» in cui è consentito il processo breve «si annoverano per esempio: quella mancanza di fede che può generare la simulazione del consenso o l'errore che determina la volontà, la brevità della convivenza coniugale, l'aborto procurato per impedire la procreazione, l'ostinata permanenza di una relazione extraconiugale al tempo delle nozze o in un tempo immediatamente successivo, l'occultamento doloroso della sterilità o di una grave malattia contagiosa o di figli nati da una precedente relazione o di una carcerazione, la causa del matrimonio del tutto estranea alla vita coniugale o consistente nella gravidanza imprevista della donna, la violenza fisica inferta per estorcere il consenso, la mancanza di uso di ragione comprovata da documenti medici, ecc».
«NON OPPRIMERE I FEDELI CON LE TENEBRE DEL DUBBIO». Le nuove «disposizioni» contenute nel motu proprio, non solo circa il processo breve, ma nella sua interezza, intendono favorire «non la nullità dei matrimoni, ma la celerità dei processi, non meno che una giusta semplicità, affinché a motivo della ritardata definizione del giudizio, il cuore dei fedeli che attendono un chiarimento del proprio stato non sia lungamente oppresso dalle tenebre del dubbio».
Proprio avendo presente il pericolo che un «rito abbreviato possa mettere a rischio il principio della indissolubilità del matrimonio» il papa ha disposto che «in tale processo sia costituito giudice lo stesso vescovo, che in forza del suo ufficio pastorale è con Pietro il maggiore garante dell'unità cattolica nella fede e nella disciplina».

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