PROTESTA 14 Settembre Set 2015 1744 14 settembre 2015

Parigi, Femen nude al convegno sulla donna islamica

Due attiviste irrompono al Salone musulmano mentre è in corso una conferenza e scacciano gli imam. Sul petto la scritta: «Nessuna sottomissione». Il pubblico le prende a calci. Foto.

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«Nessuno mi può sottomettere». È questo il primo precetto dell'Islam in versione Femen. Due attiviste di 25 e 31 anni, d'origine tunisina e algerina, hanno fatto irruzione sabato 12 settembre sul palco del Salone musulmano di Pontoise, alla periferia di Parigi, mentre era in corso una conferenza sul ruolo sociale della donna islamica (foto). Inna Shevchenko, portavoce del gruppo, ha dichiarato che in quel momento i predicatori stavano discutendo «se le mogli debbano essere picchiate oppure no». Le due attiviste, come di consueto in topless, sono allora intervenute esibendo sul petto la scritta: «Nessuno mi può sottomettere» e «Io sono la profeta di me stessa». Evidentemente turbati, i due imam si sono allontanati.

ARRESTATE E RILASCIATE. Ma la reazione è stata violenta. Molti dei presenti hanno iniziato a urlare offese e minacce. Poi una decina di spettatori è salita sul palco e ha cominciato a prendere a calci le due giovani. Aggredita, la ragazza tunisina è caduta a terra e ha rischiato di essere linciata. Inna Shevchenko ha ringraziato la polizia francese per aver protetto le attiviste, arrestandole e dunque sottraendole all'ira della folla. Entrambe sono state rilasciate dopo l'interrogatorio, ma gli organizzatori della conferenza intendono denunciarle.
MASCHILISMO E DOGMI RELIGIOSI NEL MIRINO. Non è la prima volta che le Femen sfidano l'autorità della religione. Celebre la protesta di Iana Azhdanova, l'attivista che a Natale 2014 tentò di sottrarre il bambinello dal presepe in piazza San Pietro. Sul suo corpo, all'epoca, campeggiava la scritta: «God is human», Dio è umano. Una chiara sfida ai dogmi religiosi, anche nell'ambito del cattolicesimo.

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