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CONFLITTO 14 Settembre Set 2015 1635 14 settembre 2015

Siria, «I russi stanno costruendo una pista militare»

L'esercito di Mosca a Latakia. Gli attivisti anti Assad confermano le indiscrezioni.

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Il porto di Latakia in Siria.

L'indiscrezione era trapelata a inizio settembre da fonti dell'intelligence Usa. Ora è arrivata la conferma anche dall'Osservatorio siriano per i diritti umani, organizzazione vicina all'opposizione anti Assad. La Russia, in Siria, sta costruendo una pista di atterraggio all'interno dell'aeroporto militare di Humaimam, in provincia di Latakia, il centro di gravità del regime siriano, nonché il primo porto del Paese. Qui secondo l'Osservatorio si troverebbero ormai centinaia di tecnici militari russi. Nelle ultime settimane, Mosca ha utilizzato lo scalo per rifornire il regime siriano di materiale militare. Mentre attualmente nella zona della pista sarebbe vietato l'accesso allo stesso esercito di Damasco. La provincia di Latakia confina con quella di Tartus, secondo porto di Siria e centro logistico della marina militare russa.
UNA BASE AERONAUTICA PER RAID DIRETTI? Già il 5 settembre funzionari americani avevano rivelato che a Humaimam Mosca aveva costruito una torre di controllo e trasportato unità prefabbricate destinate a ospitare oltre mille funzionari. Mosca avrebbe chiesto inoltre la possibilità di sorvolare lo spazio aereo dei Paesi vicini. E il più popolare quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, citando fonti diplomatiche occidentali, aveva già annunciato che i russi erano pronti a usare la base aeronautica per raid diretti contro l'Isis. Mentre la televisione siriana ha mostrato la presenza sul campo di mezzi corazzati russi per il trasporto delle truppe (in particolare il BTR-82a). Dal Cremlino tuttavia smorzano i clamori. «Gli specialisti militari russi si trovano in Siria per addestrare i soldati di Damasco nell'uso delle attrezzature belliche arrivate dalla Russia e non partecipano al conflitto», ha detto il 10 settembre il portavoce Dmitri Peskov, aggiungendo che la Russia sta fornendo assistenza alle truppe siriane perché sono «l'unica forza che può opporre resistenza» all'Isis.
LA SOLUZIONE POLITICA SI ALLONTANA. Al Nord in realtà ci sono i curdi a cui gli Stati Uniti hanno però negato gli aiuti diretti a inizio luglio. In attesa delle mosse russe, la lotta all'Isis resta per ora nelle mani dei Paesi del Golfo e della Turchia. E mentre a Berlino Angela Merkel chiede una soluzione politica e la cooperazione con la Russia, tra Washington e Mosca la tensione su Damasco è tornata alle stelle.

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