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CONTRADDIZIONI 15 Settembre Set 2015 2028 15 settembre 2015

Migranti: Milano accoglie, la Lombardia punisce

Maroni vieta agli hotel l'accoglienza. Palazzo Marino lancia le "Case solidali".

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Il duomo di Milano, monumento simbolo del capoluogo lombardo.

La Regione Lombardia vuole penalizzare gli hotel che ospitano i profughi, il comune di Milano apre una casella mail dedicata ai cittadini che danno la disponibilità ad accoglierli. All'ombra della Madonnina, di fronte all'emergenza migrazione e in assenza di direttive comuni, le amministrazioni locali vanno alla guerra. Il Pirellone decide di punire chi è solidale, Palazzo Marino lo sostiene e lo incentiva.
La Lega ha presentato in Regione un emendamento alla nuova normativa sul turismo per penalizzare gli albergatori che accolgono i migranti. L'opposizione del Pd ha protestato e l'ostruzionismo ha fatto slittare il voto al 16 settembre. Se l'emendamento sarà approvato, le strutture ricettive che accolgono gli stranieri saranno escluse dai benefici dei bandi regionali. L'escamotage utilizzato da leghisti e dal centrodestra che sostiene il provvedimento è escludere gli alberghi il cui fatturato non sia «integralmente derivante dall'attività turistica» negli ultimi 3 anni.
LA LEGA VOLEVA MULTARE E SOSPENDERE LE LICENZE. La prima versione del gruppo leghista era più esplicita, chiedeva di stabilire nella legge «premialità per le strutture ricettive lombarde che dichiarano di non ospitare soggetti privi di regolare permesso di soggiorno o soggetti di cui non è stato ancora acclarato lo status di rifugiato», praticamente dati i tempi della burocrazia delle richieste asilo significa chiudere a tutti i migranti arrivati di recente. Un secondo emendamento sempre della Lega prevedeva addirittura di sanzionare le strutture ricettive lombarde che danno accoglienza a «soggetti entrati illegalmente in territorio italiano»: il Carroccio voleva multe dai 5mila ai 10 mila euro, con la possibile sospensione dell'attività dai 6 ai 12 mesi.
IL COMUNE RACCOGLIE I NOMINATIVI DEI PRIVATI DISPONIBILI. A pochi chilometri dal palazzo della Regione Lombardia, e nelle stesse ore, il Comune di Milano lanciava l'iniziativa Case solidali, cioè l'apertura di una casella mail per raccogliere le disponibilità dei cittadini milanesi disposti ad ospitare i profughi. «Si chiamano Angela, Roberta, Mauro ... e tanti altri. Sono i milanesi (che ringraziamo con calore) che ci stanno scrivendo a casesolidali@comune.milano.it», ha scritto su Facebook l'assessore alle politiche sociali e candidato alle primarie del centrosinistra, Pierfrancesco Majorino, «Stiamo affrontando passo dopo passo la cosa - non semplice dal punto di vista delle coperture assicurative, del diritto, delle risorse - ma il progetto sta prendendo corpo».


L'iniziativa, aveva spiegato sempre Majorino sul social network il 12 settembre, è nata dai tanti messaggi ricevuti da cittadini che si rendevano disponibili per ospitare i profughi. Il Comune si è attivato e ha anche organizzato per il 19 e 20 settembre le «giornate di mobilitazione per i profughi e i senzatetto», «una raccolta di indumenti e beni per l'igiene personale per fronteggiare le esigenze del nuovo flusso di profughi e delle persone senza fissa dimora». Sul tema dei profughi, le amministrazioni locali dunque si muovono in ordine sparso e secondo colore politico. Come scrive lo stesso Majorino «se il Viminale desse una mano... beh sarebbe meglio».


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