STATI UNITI 17 Settembre Set 2015 1500 17 settembre 2015

Ahmed Mohamed, ragazzino arrestato per un orologio: 5 cose da sapere

Il caso del 14enne musulmano finito in manette in Texas fa discutere l'America. Obama lo invita alla Casa Bianca, ma la polizia ha violato i suoi diritti. Tra islamofobia e solidarietà virtuale, intanto, lo Stato consente l'ingresso delle armi in università. Foto.

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Islamofobia, ignoranza, violazione dei diritti civili garantiti dalla legge. Ma anche una campagna di solidarietà virtuale, con un hashtag che ha raccolto più di 700 mila tweet, e due inviti prestigiosi a fare visita al presidente degli Stati Uniti Barack Obama e al Ceo di Facebook Mark Zuckerberg. La vicenda del 14enne Ahmed Mohamed (foto), ingegnoso studente del Texas arrestato dopo che un insegnante ha scambiato per una bomba un orologio digitale da lui realizzato, offre molteplici spunti di riflessione.

L'orologio scambiato per una bomba

L'orologio digitale fai da te costruito da Ahmed Mohamed.

I fatti, innanzitutto. Mercoledì 16 settembre Ahmed Mohamed si è presentato alla MacArthur High School, la sua scuola di Irving, Texas, felice di poter mostrare agli insegnanti la sua ultima creazione: un orologio digitale fai da te. Il ragazzo, di religione musulmana e appassionato di elettronica, lo teneva dentro lo zainetto. Durante la lezione, però, è partita la sveglia. L'insegnante, infastidita per l'interruzione, quando Ahmed ha tirato fuori l'orologio è passata dal nervosismo al terrore immotivato. Ha esclamato: «Sembra una bomba!», ha fatto uscire Ahmed dall'aula e ha chiamato la polizia.

Diritti civili violati

Larry Boyd, capo della polizia della città di Irving, Texas.

Gli agenti hanno interrogato Ahmed all'interno della scuola, lo hanno ammanettato e lo hanno portato in centro di detenzione per minori. Lì gli sono state prese le impronte digitali ed è stato nuovamente interrogato. Da solo, senza la presenza dei suoi genitori. La cosa, in Texas, costituisce una palese violazione dei diritti civili, come molti media americani non hanno mancato di sottolineare. Il codice parla chiaro: «Un minorenne non può essere trattenuto da solo in un centro di detenzione per minori. Ha diritto ad essere accompagnato da un genitore, da un tutore o altro custode o dal suo avvocato». Ahmed, però, nonostante le sue espresse richieste di poter contattare i suoi genitori, non ha potuto parlare con loro né vederli se non al momento del rilascio, come confermato sia dalla famiglia, sia dagli stessi agenti di polizia. Il capo della polizia di Irving, Larry Boyd, ha dichiarato che nei confronti del giovane non verraà mossa alcuna accusa, perché non voleva spaventare nessuno e perché il dispositivo, decritto come «un esperimento fatto in casa», era del tutto innocuo.

L'invito di Obama e Zuckerberg

Barack Obama e Mark Zuckerberg

«Un ragazzino di 14 anni», ha detto il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest, «non dovrebbe essere arrestato solo per aver portato un orologio a scuola. Alcuni dei suoi professori hanno fallito con lui». Sarà. Anche se qui, a fallire, non sembra siano stati solo i suoi professori, ma anche le forze dell'ordine, come detto sopra.
Il caso di Ahmed ha scatenato il dibattito all'interno degli Stati Uniti e in sua difesa si è schierato anche Barack Obama: «Mitico questo orologio, Ahmed. Vuoi portarlo alla Casa Bianca?», ha scritto il presidente su Twitter.

E mentre su Twitter diventava virale l'hashtag #IStandWithAhmed, il ragazzino ha ricevuto un altro invito, partito questa volta da Mark Zuckerberg, Ceo di Facebook. «Il futuro appartiene a persone come Ahmed», ha scritto Zuckerberg sul social network, «se vuoi venire a Facebook, mi piacerebbe conoscerti. Continua a costruire». Manifestazioni di solidarietà sono arrivate anche dalla candidata alle primarie democratiche per Usa 2016, Hillary Clinton: «I sospetti e la paura non ci tengono al sicuro, ma ci portano indietro», ha scritto anche lei su Twitter. «Ahmed, rimani curioso e continua a costruire».

Stati Uniti affetti da islamofobia?

La pubblicità dell'American Freedom Defense Initiative, organizzazione di estrema destra accusata di islamofobia.

Sono molti, però, gli osservatori che sostengono che Ahmed sia stato vittima di islamofobia. Se non fosse stato musulmano, tutto questo non sarebbe accaduto. Ne è convinto innanzitutto il padre dell'adolescente, che ha affidato ad un giornale locale le sue rimostranze: «Mio figlio vuole solo inventare cose buone per il genere umano», ha detto Mohamed Elhassan Mohamed, immigrato negli Stati Uniti con la famiglia dal Sudan. «Ma siccome si chiama Mohamed ed è appena trascorso un altro 11 settembre, è stato maltrattato».
Alle percezioni soggettive si accompagnano un po' di numeri, diffusi dal Fbi. I dati riguardanti i crimini legati all'odio religioso verso i musulmani negli ultimi 14 anni confermano come il Paese non si sia mai liberato dello spettro delle Torri Gemelle. Prima degli attacchi dell'11 settembre, ogni anno si registravano dai 20 ai 30 attacchi contro i cittadini di religione musulmana. Nel 2001 il numero è cresciuto a quasi 500, per poi scendere negli anni successivi e attestarsi a circa 150 casi l'anno. Un tasso comunque cinque volte più alto rispetto al periodo precedente agli attentati di Ground Zero.

In Texas armi anche nelle università

Il Texas consentirà, a partire da settembre 2016, l'ingresso di armi nei campus universitari pubblici.

Tanta, immotivata paura per un orologio digitale. Eppure, quando si tratta di armi vere, il Texas ha il grilletto facile. Anche nelle università.
Una nuova legge, infatti, è stata approvata a giugno 2015 ed è destinata a entrare in vigore a partire da settembre 2016. È la cosiddetta Campus Carry Law, che consentirà di entrare in università con la pistola. Chiunque abbia più di 21 anni, e possieda una licenza per il porto d'armi, potrà farlo. Purché - e la cosa sembra addirittura un'aggravante - l'arma non sia visibile. Niente cinturoni e cartuccere, insomma. Ma se la pistola è in tasca, nessun problema.
Il Texas, con questa legge, si è unito ad altri sette Stati che avevano già legalizzato l'ingresso 'nascosto' di armi nei campus: Colorado, Idaho, Mississippi, Oregon, Utah e Wisconsin. La legge è stata approvata nonostante l'opposizione delle principali università pubbliche dello Stato americano.

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