Si capovolge barcone carico di migranti
NAUFRAGIO 18 Settembre Set 2015 1208 18 settembre 2015

Migranti, bimba di 4 anni morta sulla spiaggia di Izmir

Il mare ha restituito il suo corpo. Secondo la Rete siriana per i diritti umani, si tratta della piccola Hanan Al Jarwan. L'Unicef: nel 2015 oltre 106 mila bambini hanno chiesto asilo in Europa.

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Dopo Aylan Kurdi, il piccolo profugo siriano morto insieme alla madre e al fratellino in un naufragio al largo della Turchia, le autorità turche hanno ritrovato sulla spiaggia della città di Izmir il corpo senza vita di una bambina di circa quattro anni.

Secondo l'agenzia locale Anadolu la bimba non è stata ancora identificata, ma gli attivisti della Rete siriana per i diritti umani dicono su Twitter che sia la piccola Hanan Al Jarwan, quattro anni, ritrovata sulla spiaggia ad Altinkoy, nel distretto di Çeşme, provincia di Izmir. Sembra che la bambina fosse salita a bordo di un barcone diretto verso la Grecia. Quattordici naufraghi, tra i quali otto minori, sono stati messi in salvo dalla Guardia costiera turca.
BAMBINI, BOOM DELLE RICHIESTE D'ASILO IN EUROPA. Hanan potrebbe essere l'unica vittima di un mare senza diritti, che continua a uccidere profughi e richiedenti asilo di ogni età.
Secondo gli ultimi dati diffusi dall'Unicef, circa un quarto delle persone che nel 2015 hanno cercato asilo in Europa sono minori. Oltre 106 mila bambini hanno richiesto asilo nei paesi europei nella prima metà del 2015, ben il 75% in più rispetto al 2014. Soltanto in Italia sono arrivati più di 7 mila minori non accompagnati.
APPELLO ALL'UE PER UN'EQUA RIPARTIZIONE. Molti dei bambini migranti e rifugiati in Europa vivono in condizioni inadeguate e di sovraffollamento, con il rischio di subire violenze, sfruttamento e abusi. Molti sono costretti a dormire all'aperto e con l’arrivo dell’inverno la salute dei più piccoli è particolarmente a rischio di malattie da raffreddamento come la polmonite.
L'Unicef ha fatto quindi un appello agli Sati membri dell'Unione europea, affinché mettano in campo un’azione congiunta e un'equa ripartizione delle responsabilità di fronte all'esodo di profughi più consistente dalla fine della Seconda guerra mondiale.

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