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SCHEDA 22 Settembre Set 2015 1712 22 settembre 2015

Eta, breve storia dei terroristi baschi

In manette gli ultimi due capi del movimento. Madrid: «Gli abbiamo tagliato la testa». Dalla fondazione alla rinuncia alla lotta armata: gli etarres in 4 punti.

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Membri dell'Eta.

C'era una volta l'Eta e ora non c'è più.
L'organizzazione terroristica più temuta di Spagna, secondo quanto ha dichiarato il governo di Madrid, è stata «definitivamente decapitata», con gli arresti di David Pla e Iratxe Sorzabal, due presunti capi trovati nel Sud Ovest della Francia il 22 settembre 2015.
L'annuncio del ministro dell'Interno spagnolo, Jorge Fernandez Diaz, sancisce la fine di un'epoca cominciata nel 1959 e durata oltre mezzo secolo, fatta di sangue, vittime innocenti sacrificate sull'altare dell'indipendenza dei Paesi Baschi e foto segnaletiche diffuse negli aeroporti di tutta la Spagna.

Un movimento nato nel 1959 da un gruppo di studenti

Euskadi ta azkatasuna, questo il significato dell'acronimo Eta, tradotto in italiano 'paese basco e libertà'. L'associazione è nata nel 1959, fondata da un gruppo di studenti universitari di Bilbao in rotta con il Partito nazionalista basco.
MARXISTI-LENINISTI. Di ispirazione politica marxista-leninista, si poneva come obiettivo la creazione di uno Stato socialista indipendente chiamato Euskal Herria, che rinuisse nel suo territorio la comunità autonoma di Euskadi (Bizkaia, Gipuzkoa e Araba), la Navarra e le province francesi di Lapurdi, Zuberoa e Baxenbarre. Tutte accomunate dall'uso della lingua basca, un idioma di origini antichissime e ignote.

Il terrore come strumento: assassinate 822 persone

Nel corso della sua attività terroristica, l'Eta ha causato la morte di 822 vittime: 481 tra agenti di polizia o militari e 341 civili. Il primo attentato risale al 7 giugno del 1968, quando venne uccisa la guardia civile José Pardines.
L'ULTIMO DELITTO NEL 2008. L'ultimo al 5 dicembre 2008, con l'assassinio di Ignacio Uría Mendizábal, imprenditore di 71 anni che con la sua impresa Altuna y Uría stava realizzando la rete ferroviaria ad alta velocità dell'Euskadi.
Il numero delle vittime, certamente alto, potrebbe essere addirittura superiore se l'Eta non avesse usato le telefonate di avvertimento con cui di solito annunciava gli attentati un paio d'ore prima delle esplosioni.

L'uccisione di Carrero Blanco, erede di Franco

Il più celebre di tutti gli omicidi dell'Eta è senza dubbio quello dell'amiraglio Luis Carrero Blanco, avvenuto a Madrid il 20 dicembre del 1973. Il militare era capo del governo e successore designato del generale Francisco Franco, e la sua morte ebbe forti ripercussioni simboliche e politiche perché avvenuto negli ultimi anni di vita del caudillo.
UCCISO DAVANTI AL PALAZZO DEL GOVERNO. Mentre si recava al palazzo del governo dopo la messa, l'auto su cui viaggiava Carrero Blanco saltò in aria alzandosi a più di 30 metri d'altezza nel centro, provocando la morte dell'autista e dell'agente di scorta, e la distruzione delle facciate di due edifici e della chiesa. La vettura scavalcò la facciata del palazzo e ricadde nel cortile interno. Carrero Blanco fu trovato agonizzante e morì poco dopo in ospedale.

L'addio alla lotta armata nel 2011

Otto anni dopo la messa al bando di Batasuna, il braccio politico dell'Eta, l'associazione annunciò la definitiva rinuncia alla lotta armata.
RIMANGONO LE ISTANZE INDIPENDENTISTE. La decisione definitiva fu presa il 20 ottobre 2011, ma già il 10 gennaio dello stesso anno gli etarres, inattivi da 17 mesi, avevano dichiarato un cessate il fuoco «permanente», «generale» e «verificabile dalla comunità internazionale».
L'associazione non ha però rinunciato alle sue istanze indipendentiste.

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