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GIRO DI VITE 24 Settembre Set 2015 2235 24 settembre 2015

Parentopoli paga il conto: licenziati in 60 a Roma

Impiegati e autisti assunti nel 2008: l'Ama caccia i 'raccomandati'. E chiede i danni.

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Un addetto ai lavori di pulizia dell'Ama di Roma

Ama licenzia i 'raccomandati'. E fa loro causa per risarcimento danni. Via dunque i 41 assunti durante la cosiddetta 'Parentopoli'.
Non si tratta di una «vendetta politica», ma di ristabilire «legalità e giustizia» assicurano i vertici. Soddisfatti in Campidoglio. Proprio poco tempo fa Ignazio Marino si era espresso sul tema, insistendo per mandare via i dipendenti entrati in azienda «non per merito ma per chiamata diretta».
APPLICATA LA SENTENZA. «Abbiamo convocato d'urgenza un consigio d'amministrazione in cui chiederò di procedere al licenziamento di 41 amministrativi che, secondo una sentenza penale, hanno ottenuto un ingiusto vantaggio patrimoniale da una assunzione illegittima in Ama» - ha annunciato il presidente di Ama Daniele Fortini - «non si tratta quindi di un licenziamento discriminatorio, ma della presa d'atto di una sentenza rigorosa, inappuntabile e che dice esplicitamente che quelle persone stanno godendo di un vantaggio procurato da un'ingiustizia».
VIA ANCHE 23 AUTISTI. A dire addio al posto in ufficio nella municipalizzata che si occupa di rifiuti a Roma anche 23 autisti, sempre assunti durante 'Parentopoli'. «Erano stati giudicati inizialmente inidonei»- ha spiegato Fortini - «per il tribunale invece dolosamente hanno avuto, attraverso una correzione dei punteggi, l'idoneità che ha permesso loro di essere assunti». E i sindacati hanno avvertito, «non esistono licenziamenti collettivi, ci saranno ricorsi».
IL MESSAGGIO DI MARINO. Il sindaco di Roma Ignazio Marino pochi giorni fa era stato chiaro sul destino degli assunti «amici degli amici» nell'era Alemanno: licenziamento. Anche se si andrà incontro a cause e rischio risarcimenti a più cifre. Perché, per il sindaco-chirurgo, «è il segnale giusto da dare alla città». «Non si tratta di un licenziamento discriminatorio ma del ristabilimento della verità, legalità e della giustizia come chiesto dal sindaco: non viene consumata nessuna vendetta politica», ha tenuto a precisare Fortini. Nessuna paura quindi di andare in tribunale per cause risarcitorie con importi a più zeri. «È un atto sicuro e legittimo e il giudice del lavoro non potrà che prendere atto della corretta condotta dell'azienda» - ha precisato il presidente di Ama - «siamo certi di essere dentro il solco della legalità. Noi non possiamo lasciare che venga ulteriormente proseguito un ingiusto vantaggio patrimoniale a persone che non ne hanno diritto».
PARENTI DI ESPONENTI POLITICI. Secondo i magistrati, nel caso delle 41 assunzioni, avvenute tra il 2008 e il 2009, 'come appurato dalla pg» - si legge nelle motivazioni della sentenza - «molti degli assunti erano legati a rapporti di parentela o affinità con esponenti politici o persone a costoro vicine ed erano espressione del volere, per nulla trasparente, dell'amministratore delegato». Tra gli assunti oltre a quello che sarebbe poi diventato il genero dell' ex amminsitratore delegato Franco Panzironi, il figlio del responsabile della segreteria di Alemanno, la figlia del caposcorta di quest'ultimo e almeno altre sei persone vicine ad ambienti della politica locale romana.

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