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SCANDALO 26 Settembre Set 2015 1204 26 settembre 2015

Dieselgate, il macchinario che ha svelato la truffa costa 130 mila euro

Una tecnologia da 130 mila euro. Sul mercato da anni. E una squadra di ricercatori indipendenti. Come sono caduti gli dei dell'auto Volkswagen.

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Chris Rowe e Jason England, configurano l'acquisizione dei dati dentro il laboratorio mobile sulle emissioni.

Per provocare la caduta degli 'dei' della Volkswagen, colosso mondiale dell'auto con una reputazione di affidabilità finora mai scalfita, e smascherare la truffa delle manipolazioni dei test sulle emissioni nocive è bastato lo spirito di iniziativa dei ricercatori dell'Icct (International center for clean trasportation), un centro studi non profit finanziato da diverse fondazioni filantropiche americane. Non serviva una tecnologia particolarmente all'avanguardia, né colossali investimenti.
IL TEAM INDIPENDENTE RICHIAMAVA L'UE. L'Icct aveva già effettuato analisi sui gas di scarico degli autoveicoli europei nel 2013 e nel 2014 (basandosi su dati di 11 differenti fonti, relativi a sei Paesi, 14 anni e circa 600mila veicoli). E ogni volta i loro studi mostravano il gap tra i risultati dei test di controllo e le emissioni reali prodotte dai veicoli made in Ue. Tra il 2001 e il 2014, scrivevano i ricercatori, la discrepanza tra dati ufficiali e emissioni reali era passata dall'8 al 38%. C'è bisogno, ripetevano nello studio realizzato nel 2014, che la Commissione Ue introduca una qualche forma di test on the road.
Nel 2015 il responsabile della ricerca Icct per l'Europa, Peter Mock, ha deciso di contattare il suo collega americano John German e di realizzare i test su strada anche sulle auto Ue vendute negli Usa. La sua intenzione era dimostrare che se le istituzioni europee avessero imposto limiti più stringenti, come quelli vigenti negli Stati Uniti, probabilmente il gap tra dati dei test e prove on the road si sarebbe ridotto. A questo punto l'Icct si è appoggiato al Centro studi sulle emissioni dell'Università del West Virginia, attrezzato per le analisi su strada.
Disponevano forse di una tecnologia talmente avanzata o costosa che l'Unione europea non avrebbe potuto utilizzare? Nient'affatto, ha spiegato a Lettera43.it Jason England dello staff del Center for alternative fuels, engines and emissions della West Virginia University.

Il laboratorio di analisi delle emissioni del Center for alternative fuels, engines and emissions  (West Virginia University)


TECNOLOGIA SUL MERCATO DA ANNI. Il dispositivo utilizzato per svelare la truffa tedesca è un macchinario in possesso di «diversi centri americani ed europei», ha confermato England. Tanto che la divisione americana dell'Icct ha scelto di rivolgersi al centro della West Viriginia, un ente indipendente specializzato nell'analisi delle emissioni dei truck, camion e autocarri, solo dopo aver lanciato un bando pubblico e aver valutato le diverse offerte.
La tecnologia per i test è sul mercato da anni, nel caso specifico il centro americano usa un modello Horiba Obs 2200, kit di processori per le rilevazioni delle performance dei veicoli su strada prodotto dal gruppo nipponico Horiba. E capace, secondo quanto dichiara la società sul suo sito, di misurare le emissioni inquinanti dei motori (CO, CO2, THC e NOx, cioè anidridi e ossidi di azoto cancerogeni) e metterle in relazione con il tipo di veicolo, il carburante utilizzato, il traffico, le condizioni di strada e anche le condizioni atmosferiche.
IL COSTO PER I TEST ON THE ROAD? 130MILA EURO. «Noi lo usiamo almeno dal 2011», spiega England, «ci è costato all'incirca 150 mila dollari».
Nella risposta che il governo tedesco ha dato all'interrogazione dei verdi sui rischi di manipolazione dei test sui gas di scarico delle auto, il ministero dei trasporti di Berlino diceva semplicemente: «Condividiamo l'opinione della Commissione Europea che, nella pratica, non è possibile evitare il meccanismo di spegnimento dei motori». Eppure bastavano appena 130 mila euro e la volontà di effettuare i controlli su strada per svelare le truffe dell'Olimpo dell'auto. E tutelare la salute dei cittadini europei.

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