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VIOLENZA 28 Settembre Set 2015 1854 28 settembre 2015

Bangladesh, cooperante italiano ucciso a Dacca

Cesare Tavella aggredito da uomini armati mentre faceva jogging. La Farnesina ha confermato la notizia. Secondo Site l'omicidio è stato rivendicato dall'Isis. Sarebbe la prima vittima italiana dei jihadisti.

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Dacca, capitale del Bangladesh.

Un cooperante italiano di 50 anni, Cesare Tavella, è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco nel quartiere diplomatico di Dacca, capitale del Bangladesh. La Farnesina ha confermato la notizia, mentre l'ambasciata ha informato la famiglia e sta seguendo il caso, in stretto contatto con le autorità locali.
«L'uomo è morto dopo essere stato trasportato in ospedale», ha precisato un portavoce della polizia di Dacca, Muntashirul Islam. La dinamica dell'uccisione non è ancora chiara, ma sembra che il nostro connazionale stesse facendo jogging quando è stato raggiunto da due o tre uomini armati, che hanno aperto il fuoco e poi sono fuggiti a bordo di una moto.
SITE: OMICIDIO «RIVENDICATO DALL'ISIS». IL TESTO. Tavella lavorava per la Icco Cooperation, ong olandese che si occupa di cooperazione allo sviluppo e ha alcuni uffici in Bangladesh.
Site, il sito che monitora il terrorismo islamico a livello globale, ha affermato che l'omicidio è stato rivedicato dall'Isis. «In un'operazione speciale dei soldati del Califfato in Bangladesh, una pattuglia di sicurezza ha preso di mira lo spregevole crociato Cesare Tavella dopo averlo seguito in una strada di Dacca, dove gli è stato sparato a morte con armi silenziate, sia lode a Dio». Questa sarebbe la presunta rivendicazione, che si chiude con minacce di futuri, nuovi attentati: «Ai membri della coalizione crociata diciamo: non sarete sicuri nelle terre dei musulmani. È solo la prima goccia di pioggia».

VERIFICHE IN CORSO SULLA RIVENDICAZIONE. Le autorità italiane stanno verificando l'attendibilità della rivendicazione. L'intelligence è prudente. Nel Paese, riflettono fonti dei servizi, c'è una considerevole presenza islamista e le modalità dell'uccisione sembrano indicare che l'obiettivo fosse proprio Tavella. Difficile, tuttavia, in queste prime ore riuscire a capire se l'italiano fosse nel mirino in quanto cooperante di una ong occidentale o per altri motivi.
Se la rivendicazione fosse autentica, si tratterebbe della prima vittima italiana rivendicata ufficialmente dai jihadisti dello Stato islamico.
Alcuni testimoni hanno raccontato ai media locali di aver sentito almeno tre spari, che hanno ferito l'uomo all'addome, alla mano destra e al gomito sinistro. Alcuni passanti hanno quindi portato Tavella in ospedale, agli United Hospitals, dove il cooperante secondo una fonte interna è arrivato già morto, «con numerose ferite da arma da fuoco».
ESCLUSA LA PISTA DELLA RAPINA. La polizia ha subito escluso l'ipotesi della rapina finita male, visto che la vittima aveva ancora con sé tutti i suoi effetti personali. A Dacca, Tavella si occupava di un progetto di cooperazione chiamato Proofs (Profitable Opportunities for Food Security), nel settore dell'agricoltura locale e dell'alimentazione. Aveva cominciato a lavorare nell'ambito dello sviluppo nel 1993, sempre nel settore della sicurezza alimentare e dello sviluppo rurale, soprattutto in Asia.

GENTILONI: «CONDOGLIANZE ALLA FAMIGLIA». A nome del governo italiano il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha espresso il suo cordoglio per l'uccisione del cooperante Cesare Tavella, e la sua vicinanza ai familiari. «Stiamo lavorando per verificare la rivendicazione di Daesh», ha aggiunto Gentiloni.

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