Homs Bombe 150930161445
GUERRA 30 Settembre Set 2015 1439 30 settembre 2015

Siria, primi raid dei caccia russi a Homs

Primi raid russi in Siria, ma l'aviazione non ha condiviso gli obiettivi colpiti con le forze americane: ribelli o Isis? Mosca intanto consiglia «flessibilità» ad Assad.

  • ...

La Russia ha condotto il suo primo attacco aereo in Siria, nei pressi della città di Homs (la situazione sul terreno). La notizia, diffusa dalla Cnn, è stata confermata da un alto funzionario dell'esercito americano. «La Russia ha risposto a una richiesta di sostegno armato, che prevede esclusivamente attacchi aerei contro le postazioni dell'Isis», ha detto il ministro degli esteri russo, Serghiei Lavrov, in Consiglio di Sicurezza all'Onu.
UN'ORA DI PREAVVISO. Sugli obiettivi effettivamente colpiti, però, le informazioni disponibili sono discordanti. Le forze armate russe hanno comunicato ai colleghi statunitensi di non effettuare voli nello spazio aereo siriano, ma non hanno fornito informazioni precise sui luoghi che hanno inteso colpire. Secondo l'agenzia di stampa Reuters, Mosca avrebbe dato a Washington soltanto un'ora di preavviso rispetto all'inizio dei bombardamenti. Tanto che il responsabile del Pentagono, il segretario alla Difesa Usa Ash Carter, ha chiesto di avviare contatti con la Russia sulle operazioni aeree in Siria, per evitare che i raid lanciati da Mosca e quelli americani collidano oppure finiscano per ostruirsi lo spazio aereo a vicenda.
KERRY: «LOTTA CONTRO ISIS NON È SUPPORTO AD ASSAD». In Consiglio di Sicurezza all'Onu il segretario di Stato Usa John Kerry ha poi ribattuto a Lavrov: «Se le recenti azioni della Russia rappresentano un autentico impegno per sconfiggere l'Isis, allora sono benvenute e troveremo il modo di moltiplicarle. Ma non dobbiamo confondere la lotta contro l'Isis con il supporto per Assad». Tutto dipende da dove sono stati condotti gli attacchi, dunque da chi è stato colpito. Se si trattasse dei ribelli anti-Assad, ha aggiunto Kerry, sarebbe un brutto segno: «Bombardamenti di questo tipo getterebbero un dubbio sulle reali intenzioni della Russia. combattere l'Isis o sostenere il regime di Assad».
I RIBELLI: «COLPITI DAI CACCIA RUSSI». Un gruppo di ribelli siriani sostenuto dagli Stati Uniti ha accusato la Russia di aver compiuto raid aerei sulle sue posizioni nella città di Latamna, nella provincia di Hama. Il gruppo, noto come Tajamu Alezzah, non ha precisato quali obiettivi siano stati colpiti.
Mentre l'Osservatorio siriano per i diritti umani ha scritto che i raid aerei avrebbero danneggiato proprietà civili.

LA ZONA DI HOMS NON È CONTROLLATA DALL'ISIS. La zona di Homs non è sotto il controllo dello Stato islamico. Eppure, il ministero della Difesa di Mosca ha confermato l'inizio dei raid «contro postazioni dell'Isis in territorio siriano». La dichiarazione è stata riportata dall'agenzia di stampa russa Tass: «Nel corso dell'operazione aerea in Siria, i velivoli delle forze russe hanno colpito attrezzature militari, centri di comunicazione, mezzi di trasporto, magazzini di armi, munizioni, carburanti e lubrificanti appartenenti ai terroristi dell'Isis».

I CONSIGLI DI PUTIN AD ASSAD. A stretto giro è intervenuto anche il presidente Vladimir Putin, che ha 'consigliato' ad Assad di assumere una «posizione attiva e flessibile». Il presidente siriano deve essere pronto a fare «compromessi, nel nome del suo Paese e del suo popolo». In Siria, ha aggiunto Putin, sono necessarie «riforme politiche e dialogo tra tutte le forze sane del Paese». La Russia nel frattempo «sosterrà l'esercito siriano soltanto nella sua lotta legittima contro i gruppi terroristici» e «questo sostegno sarà effettuato dall'aria, senza partecipare a operazioni terrestri».
COALIZIONE ANTI-ISIS CHE COMPRENDA IL PRESIDENTE SIRIANO. L'offensiva diplomatica di Mosca si appresta a coinvolgere anche il Consiglio di Sicurezza dell'Onu, con una bozza di risoluzione per costruire una coalizione anti-Isis che includa anche il presidente siriano Assad e l'Iran. La bozza infatti esorterebbe a lottare contro i gruppi estremisti «in coordinamento con i governi degli stati colpiti».

OK DEL PARLAMENTO RUSSO ALL'USO DELLA FORZA. Le attività dell'esercito americano in Siria, secondo quanto riportato dalla Cnn, starebbero tuttavia proseguendo normalmente. Intanto la Camera alta del parlamento russo ha dato mandato al presidente Vladimir Putin per l'uso della forza aerea in Siria, con 162 voti favorevoli. Il voto è arrivato dopo la richiesta del presidente siriano Bashar al-Assad per avere assistenza militare nella lotta contro l'Isis.

GENTILONI: «SPIRAGLIO DI VIA D'USCITA». Il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni, fuori dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu, si è mostrato cautamente ottimista: «In Siria in queste ore si sta creando uno spiraglio di via di uscita. Una transizione politica graduale che però non dia vita a un vuoto di potere come successo in Libia, e prima della Libia, in Iraq».

Correlati

Potresti esserti perso