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ESTERI 1 Ottobre Ott 2015 1709 01 ottobre 2015

Usa, la tribù indiana che apre il primo marijuana resort

In America i Santee Sioux puntano a guadagnare 2 milioni di dollari al mese.

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Una coltivazione di marijuana.

Coltivare e vendere marijuana all'interno di un resort. È la singolare iniziativa intrapresa dalla comunità di nativi americani Santee Sioux di Flandreau, in South Dakota.
L'idea ha preso a circolare lo scorso giugno, quando è stata approvata la legalizzazione della coltivazione e del consumo della sostanza a fini medici e ricreativi nel territorio della riserva. Pochi mesi prima il Dipartimento di Giustizia statunitense aveva ufficialmente autorizzato le comunità di nativi americani a coltivare e vendere marijuana alle stesse condizioni di alcuni Stati.
TRIBÙ DI 400 MEMBRI. I Santee Sioux, tribù di soli 400 membri, hanno quindi cominciato la coltivazione all’interno di alcune strutture per la germinazione e hanno annunciato l’intenzione di aprire un resort a tema.
CON NIGHT E BAR. I loro capi hanno intenzione di coltivare la marijuana e venderla in uno smoking lounge che includa anche un night club, bar, ristoranti, slot machine e uno spazio esterno per i concerti. «Vogliamo che sia come un parco giochi per adulti», ha detto il presidente della tribù, Anthony Reider. «Non c'è nessun altro posto in America come questo».
GUADAGNO DI 2 MILIONI. La coltivazione e vendita della marijuana può diventare una risorsa economica notevole per gli abitanti delle riserve indiane, considerato che il primo anno di legalizzazione della marijuana a scopo ricreativo è stato molto redditizio per il Colorado. Il progetto potrebbe portare a un guadagno mensile di 2 milioni di dollari e i lavori sono già in corso per un'apertura evento durante la notte di Capodanno. Un esperimento che potrebbe diventare un modello per le altre tribù indiane, alla ricerca di nuove opportunità economiche.
UNA NOVITÀ ASSOLUTA. Il marjiuana resort sarebbe un'assoluta novità in tutto il territorio americano. Anche in Stati come Colorado e Washington infatti, dove la cannabis è pienamente legale, il consumo nei luoghi pubblici è proibito. L'intenzione della tribù è quella di utilizzare i proventi per servizi alla comunità, fornire assistenza economica agli indiani e attivare una serie di programmi a supporto delle famiglie, degli anziani e del doposcuola.

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