Bambine Kamikaze Nigeria 151002171932
ESTERI 2 Ottobre Ott 2015 1656 02 ottobre 2015

Baby kamikaze, quando il terrorismo sfrutta i bambini

In Nigeria un'altra strage. Da Boko Haram all'Isis, i bagni di sangue provocati dai ragazzini.

  • ...

I passanti osservano il cadavere di una delle cinque bambine-kamikaze che si sono fatte esplodere nella città di Maiduguri, nel Nord Est della Nigeria, uccidendo almeno 10 persone e ferendone 39.

Hanno otto, nove, massimo 15 anni quando le loro vite vengono spezzate per farne lo strumento di una strage. Sono i baby kamikaze, un tragico fenomeno di fronte al quale la comunità internazionale resta inerme, considerato il perpetuarsi di esplosioni, dall'Africa al Medio Oriente, quasi a cadenza regolare.
CINQUE BIMBE KAMIKAZE. L'ultimo, tragico, episodio ha avuto luogo in Nigeria, dove cinque ragazzine che indossavano cinture e giubbotti esplosivi sono saltate in aria nel Nord-est della città di Maiduguri: la più giovane aveva appena nove anni. Quattordici le vittime dell'attentato, andato in scena vicino a una moschea e alla sede della vigilanza. Una quarantina i feriti. Quello di Maiduguri, tuttavia, non è un episodio isolato: nella stessa città, un centinaio di persone era rimasto ucciso in circostanze analoghe attorno alla metà di settembre.
SOSPETTI SU BOKO HARAM. L'esplosione non è stata rivendicata, ma sono in molti ad attribuirla a Boko Haram, il nucleo fondamentalista islamico che proprio in quell'area ha dato il via a una guerra sanguinosa per l'instaurazione della Sharia, con un bilancio di oltre 17 mila morti. Gli attacchi sono aumentati da quando, lo scorso maggio, è diventato presidente della Nigeria il musulmano Muhammadu Buhari, che ha ottenuto importanti successi contro il gruppo integralista. Per questo, sempre più spesso i Boko Haram si servono di giovani donne e bambine che - secondo molti osservatori - senza capire cosa sta loro accadendo, o anche contro la loro volontà, vengono trasformate in bombe umane e fatte saltare in aria in mezzo alla folla.
CAMPI DI ADDESTRAMENTO IN AFRICA. Non di rado, poi, missionari operanti nel Paese africano hanno segnalato campi di addestramento per bambini e individuato alcune ragazze che si stavano infiltrando in scuole o altri luoghi con addosso esplosivi. Un giovane musulmano portatore di handicap è stato arrestato dopo essersi recato in moschea portando sotto la tunica due kalashnikov: era stato denunciato da un ragazzino nigeriano, che lo aveva riconosciuto come colui che «uccide sgozzando i prigionieri».
BAMBINI ALLO SBANDO. Spesso è la chiusura delle scuole dovuta alla guerra nei villaggi del Paese africano a incentivare questo sanguinoso fenomeno. Ragazzi senza prospettiva finiscono nelle grinfie degli estremisti di Boko Haram, pronti ad arruolarli per farne carne da macello. Lo scorso luglio, tre attentati a Damaturu, nella Nigeria nord-orientale, avevano visto protagoniste altrettante bambine kamikaze nel giorno della fine del Ramadan. Anche lì i morti furono una dozzina. Pochi giorni dopo, in un bar nel quartiere di Pont Vert della città di Maroua, in Camerun, vicino al confine con la Nigeria, un'adolescente imbottita di esplosivo si era fatta esplodere uccidendo 19 persone.
L'ISIS LI ADDESTRA IN SIRIA. Nemmeno l'Isis si è fatto mancare l'utilizzo di adolescenti per alimentare la propria macchina di morte, ricorrendo ai drammatici video che immortalavano baby boia alle prese con le loro prime esecuzioni.
Senza dimenticare i campi di addestramento in Siria, dove i ragazzini sono sottoposti al lavaggio del cervello prima di essere spediti al fronte o trasformati in kamikaze. Le 'reclute' hanno tutte meno di 18 anni: solitamente le famiglie sono istigate a consegnare i loro figli, talvolta con il denaro, spesso dietro minacce.

Sempre più bambini e sempre più piccoli

Un bambino soldato dell'Isis.

L’utilizzo dei bambini kamikaze è in aumento tanto quanto è in diminuzione la loro età.
Le ultime stime delle associazioni umanitarie parlano di 300 mila di età inferiore ai 14 anni nei vari continenti.
CENTANIA DI UCCISI IN IRAQ. Secondo quanto dichiarato al Consiglio di Sicurezza dell’Onu da Leila Zerrougui, rappresentante speciale delle Nazioni Unite per i minori nei conflitti armati, «da gennaio 2014 in Iraq almeno 700 bambini sono stati uccisi o mutilati, vittime anche di esecuzioni sommarie». I militanti sunniti, ha spiegato la giurista algerina nei mesi scorsi, «hanno incaricato ragazzini di appena 13 anni di usare armi, controllare luoghi strategici o arrestare civili. Altri sono usati come attentatori suicidi».
ARRUOLATI IN BIRMANIA. Sui social network, nei mesi scorsi, sono apparse le foto dell’attentatore suicida più giovane dello Stato islamico, Abu al-Hassan al-Shami, combattente siriano che, a nemmeno anni, si è fatto esplodere nella provincia irachena di Salahuddin. «L'intensità del conflitto armato in diversi Paesi ha raggiunto livelli estremi, con un impatto sproporzionato e intollerabile sui bambini. In Siria, Sud Sudan, Repubblica Centrafricana, ma anche in Somalia, Iraq, Afghanistan e altri Paesi, migliaia di bambini sono reclutati, uccisi, mutilati, stuprati, indottrinati e obbligati a commettere atrocità», ha spiegato Zerrougui.
NON SOLTANTO JIHADISTI. Ma non sono soltanto i gruppi jihadisti a usare bambini e adolescenti per azioni di guerra e terrorismo. Alcuni combattono nell’esercito regolare in Birmania, nella lotta armata contro le minoranze etniche, ma anche in Ciad, Repubblica democratica del Congo, Somalia, Sudan, Uganda e Yemen.
In un rapporto Unicef del 2014, si stima che in Repubblica Centrafricana 10 mila bambini siano stati reclutati dai gruppi armati, in Sud Sudan sarebbero 12 mila i bambini utilizzati da forze e gruppi armati. Quasi 6 mila sono quelli sfruttati in Congo, di cui una trentina bambine.
BAMBINI SOLDATI IN SUD AMERICA. In Sud America, a partire dagli Anni 90, i bambini soldato sono stati impiegati in Colombia, Equador, El Slavador, Guatemala, Messico (Chapas), Nicaragua, Paraguay e Perù.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso