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AUTO 2 Ottobre Ott 2015 1500 02 ottobre 2015

Dieselgate, altri marchi nel mirino dell'Epa

Le autorità americane stanno controllando le emissioni di almeno 28 modelli prodotti da Bmw, Chrysler, General Motors, Land Rover e Mercedes.

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La sede dell'Epa, l'agenzia federale americana che ha fatto esplodere lo scandalo Volkswagen.

L'Epa colpisce ancora. Nel mirino dell'agenzia federale americana, dopo Volkswagen, sono finiti altri marchi, altre case automobilistiche che producono vetture con motori diesel. Complessivamente, i modelli sotto esame sono almeno 28 e hanno il logo di Bmw, Chrysler, General Motors, Land Rover e Mercedes-Benz.
Il Financial Times ha scritto che l'Epa sta cercando le prove di eventuali manomissioni delle emissioni inquinanti, con metodi simili a quelli utilizzati dal gruppo di Wolfsburg. Le indagini prevedono un primo test effettuato su un veicolo usato per ciascun modello 'sospetto', suscettibile di approfondimenti qualora le sonde dovessero rilevare valori non conformi ai risultati omologati. Le auto usate saranno di proprietà di società di autonoleggio, oppure saranno prese in prestito da proprietari identificati in base ai dati sulle immatricolazioni.
INDAGINE DELL'ANTITRUST ITALIANA. La notizia si è dffusa mentre l'Antitrust italiana ha annunciato di aver aperto un'inchiesta per stabilire se gli acquisti di auto Volkswagen siano da ritenersi falsati dalla presenza del software scoperto dall'Epa. L'Antitrust, in una nota, ha comunicato che il procedimento per presunte pratiche commerciali scorrette riguarda auto prodotte tra il 2009 e il 2015 con i marchi Volkswagen, Audi, Seat e Skoda.
NORDIO IN SENATO PER FARE CHIAREZZA. L'amministratore delegato di Volkswagen Italia, Massimo Nordio, ha intanto annunciato che martedì 6 ottobre si presenterà in Senato, per un'audizione informale davanti alle commissioni Ambiente e Industria. «Il Parlamento deve essere informato sulle ricadute della vicenda Volkswagen, sull'ambiente e sul mercato. In Italia vogliamo chiarezza e l'amministratore delegato dell'azienda è invitato a spiegare la situazione reale», ha dichiarato il presidente della commissione Ambiente, Giuseppe Marinello.

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