CRONACA 2 Ottobre Ott 2015 0900 02 ottobre 2015

Strage in Oregon: il profilo di Chris Harper Mercer

Si diceva repubblicano. Era affascinato dall'Ira e odiava la religione organizzata. Per questo ha ucciso gli studenti cristiani. Ritratto del killer del Umpqua college.

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Si autodefiniva un «conservatore repubblicano» avverso alle «religioni organizzate» e di certo, come lo ha etichettato la polizia, era «una persona piena d'odio».
Chris Harper Mercer, il 26 enne killer del college Umpqua a Roseburg, in Oregon - ucciso dalle forze dell'ordine dopo aver ammazzato 9 persone - era un uomo affascinato dai terroristi nord irlandesi dell’Ira (in un profilo MYSpace comparirebbe una sua foto con un'arma e immagini propagandistiche a favore dell'organizzazione terroristica irlandese) e animato dall’avversione nei confronti delle istituzioni di culto.
Per questo che avrebbe fatto allineare gli studenti del college per poi chiedere quale fosse la loro fede: chi ha risposto «cristiana» è stato ucciso, gli altri sono stati colpiti alle gambe.
Una folle «guerra santa» personale che Chris ha portato a termine utilizzando tre pistole e la copia di un’arma d’assalto - un Ar 15 – come quello utilizzato da altri lupi solitari responsabili di omicidi di massa.
ISPIRATO DA ALTRE STRAGI. E proprio da autori di stragi simili Mercer avrebbe tratto ispirazione.
Di recente sul web avrebbe commentato il delitto compiuto dall’ex giornalista Vester Flanagan contro due colleghi in Virginia. Un agguato in diretta tivù. «Il mondo scopre alcune persone quando versano un po’ di sangue. Uno sconosciuto è ora noto a tutti. Il suo volto stampato su tutti gli schermi, il suo nome sulle labbra di ogni persona del pianeta, tutto in un giorno. Sembra che più persone uccidi e più sei sotto i riflettori».
Proprio per «non concedergli la notorietà che cercava», il comandante della polizia di Roseburg ha rifiutato di pronunciare il nome dell'assassino.

Sulla mappa la posizione del Umpqua Community a Roseburg, teatro della strage di Chris Harper Mercer.

LA MADRA MANIACALMENTE PROTETTIVA. Chris viveva in un appartamento vicino al college teatro della strage insieme con la con madre , Laurel Harper, afroamericana (mentre il padre è bianco).
Una donna desctitta dai vicini come maniacalmente protettiva verso il figlio che, come ammetteva, aveva dei «problemi mentali». Spesso, ad esempio, si lamentava con l'amministratore della palazzina perché c'erano scarafaggi e i bambini facevano rumore: «Creano fastidio a Chris».
CHRIS ERA INTROVERSO E CON UNA INTENSA VITA DIGITALE. Il giovane era un assiduo utilizzatore di programmi di file sharing come Bittorrent.
Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico Guardian, l'indirizzo di posta eletronica ironcross45@gmail.com (riconducibile a Chris) era associato al sito di upload di file torrent kat-ph.proxy-x.com.
L'ultimo filmano uploadato da Lithium_Love (lo pseudonimo scelto dal killer), appena tre giorni prima dela strage, era stato il documentario della Bbc Surviving Sandy Hook sulla strage della scuola di Newtown in Connecticut nel 2012 compiuta da Adam Lanza.
E altri file recenti sono pdf del magazine del magazine dell'occulto Phenomena, speciali su temi filo cospiratori come Lost Secrets of the Illuminati (I segreti perduti degli Illuminati).
C'è anche un blog collegato all'account. Il primo post, datato 6 luglio 2015, è titolato The material world is a lie (Il mondo materiale è una menzogna). E recita: «La maggior parte delle persone passa ore in coda davanti ai negozi solo per comprarsi l'ultimo modello di iPhone... Anche io ero così, sempre concentrato su che vestiti indossare, piuttosto che preoccuparmi se fossi felice o no. Ma ora non più.... Da quando ho imparato la verità, che questi feticci sono falsità e portano solo miseria. Questo è il mio primo post, ne seguiranno altri».
Il suo mantra lo portava a vestirsi sempre allo stesso modo. Anfibi, pantaloni in stile militare, maglietta bianca. Molti lo descrivono come «ansioso, introverso, fragile», una persona che faticava a interagire con gli altri e raramente scambiava parole con le altre persone.

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