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IL BUSINESS DEGLI OSTAGGI 5 Ottobre Ott 2015 1748 05 ottobre 2015

Non solo Greta e Vanessa: i riscatti pagati dall'Italia

Sei milioni di dollari per Mokta. Due per Torsello. Ma il record è della Francia.

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Greta Ramelli e Vanessa Marzullo.

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni aveva categoricamente smentito: «Siamo contrari al pagamento di riscatti. Sono solo illazioni».
Era il gennaio 2015, Gentiloni riferiva alla Camera dei deputati sulla liberazione delle due cooperanti Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, rapite in Siria e rimaste cinque mesi nelle mani dei miliziani jihadisti. Allora la tivù di Dubai al Aan aveva parlato di 12 milioni di dollari pagati dall'Italia per il rilascio delle due ragazze. Oggi, a nove mesi di distanza, fonti locali hanno confermato il pagamento della cifra all'Ansa.
LA 'PROVA' IN UN DOCUMENTO. La prova sarebbe la condanna emessa nei giorni scorsi dal 'tribunale islamico' del Movimento Nureddin Zenki, una delle milizie già indicata come coinvolta nel sequestro, secondo cui una delle persone protagoniste nel negoziato si è intascata circa metà del riscatto.
Stando alla copia digitale del documento giudiziario in mano all'Ansa, Hussam Atrash, descritto come uno dei signori della guerra locali e capo del gruppo Ansar al Islam, si è appropriato di 5 dei 12 milioni e mezzo di dollari, equivalenti a poco più di 11 milioni di euro, pagati per le due cooperanti.
I restanti 7 milioni e mezzo, affermano fonti di Atareb interpellate dall'Ansa, sono stati divisi tra i restanti signori della guerra locali.
«6 MILIONI DI DOLLARI PER MOKTA». Il riscatto pagato per le due ragazze corrisponde più o meno ai 6 milioni di dollari che l'Italia, secondo un'inchiesta del New York Times del luglio 2014, pagò per liberare Federico Mokta, il solo italiano finito nelle mani dell'Isis.
Il quotidiano americano cita anche il rapimento di un cittadino italiano e di due spagnoli per il cui rilascio sarebbero stati pagati 10,8 milioni di dollari.
Potrebbe trattarsi della cooperante Rossella Urru, sequestrata in un campo profughi Saharawi nel deserto algerino assieme a due colleghi, appunto spagnoli. Allora la France Presse spiegò che erano stati pagati 15 milioni di dollari, mentre il sito di informazioni della Mauritania, Ani, riferì di un pagamento di 2-3 milioni di dollari.
Il Nyt dice di non essere in grado di precisare se il presunto riscatto sia stato pagato da Roma o Madrid.
FRANCIA PRIMA PER RISCATTI PAGATI. Di sicuro nel 2006 Roma pagò 2 milioni di dollari ai talebani per la liberazione del fotoreporter Gabriele Torsello, sequestrato in Afghanistan.
Allora la notizia venne data dal fondatore di Emergency Gino Strada: un mediatore dell'organizzazione infatti fu coinvolto nelle trattative.
Il nostro Paese è considerato tra le nazioni europee colpevoli di finanziare i gruppi terroristici tramite i riscatti. Ma la compagnia è nutrita: secondo la stampa americana anche Germania, Spagna, Austria, Svizzera e Belgio hanno pagato per il rilascio dei connazionali.
Il record di esborsi, però, è francese. Dal 2008 Parigi avrebbe fatto arrivare ai miliziani di al Qaeda 43 milioni di euro, circa 54 milioni di dollari, sotto forma di pagamenti per la liberazione degli ostaggi.

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