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ESTERI 6 Ottobre Ott 2015 1907 06 ottobre 2015

Erdogan, il figlio Bilal si trasferisce a Bologna

Ufficialmente deve completare il dottorato. Ma avrebbe con sè molto denaro. E se le elezioni di novembre andassero male...

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Recep Tayyip Erdogan col figlio Bilal

Di nuovo in Italia: ufficialmente per concludere gli studi alla Johns Hopkins university di Bologna. Secondo gli oppositori, pronto invece a crearsi una via di fuga in vista del voto anticipato del prossimo primo novembre.
Bilal Erdogan, 35enne terzogenito del premier Recep Tayyip, avrebbe lasciato la Turchia per soggiornare nel capoluogo emiliano.
TWEET ANTI-GOVERNATIVO. Il condizionale è d'obbligo, dato che la notizia, riportata dal quotidiano Cumhuriyet non ha trovato conferme ufficiali. E la soffiata sulla 'fuga' in Italia è stata fatta trapelare dalla 'gola profonda' Fuat Avni, l'account Twitter anti-governativo che in passato ha spesso anticipato le mosse del potere di Ankara.
DENARO PER LA FUGA? Secondo Avni, Bilal sarebbe volato in Italia il 27 settembre con una grossa somma di denaro, nell'ambito di un presunto «progetto di fuga»: «Pensano di tenere Bilal in Italia fino alle elezioni. Decideranno se tornerà in base alla situazione» successiva, sostiene il profilo.
VIA DOPO LE ELEZIONI. Cumhuriyet ha aggiunto che il figlio di Erdogan avrebbe deciso di lasciare la Turchia dopo i deludenti risultati delle elezioni del 7 giugno scorso, quando l'Akp del padre ha perso per la prima volta dal 2002 la maggioranza assoluta in parlamento.
SOGGIORNO DI DUE ANNI. Avrebbe quindi ripreso il dottorato che aveva iniziato nel 2007, al quale manca soltanto la tesi finale: un impegno che gli garantirebbe comunque un permesso di soggiorno in Italia per due anni. Il quotidiano turco sostiene anche che il giovane avrebbe chiesto una scorta alle autorità italiane. A Bologna avrebbe affittato un appartamento in pieno centro, a poca distanza da piazza Maggiore. E suoi due figli starebbero già frequentando una scuola locale.
AL CENTRO DELLO SCANDALO TANGENTOPOLI. Bilal era uno degli indagati-chiave della Tangentopoli del Bosforo esplosa nel dicembre 2013, che coinvolse anche anche quatto ministri del governo allora guidato da suo padre.
L'inchiesta è stata archiviata un anno fa, ma secondo le opposizioni e diversi osservatori le indagini sono state insabbiate su pressione dello stesso Erdogan.

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