Ignazio Mangione 151006173745
CONTI PRIVATI 6 Ottobre Ott 2015 1653 06 ottobre 2015

Ignazio Marino, la procura di Roma indaga sulle spese

Accusato dalle opposizioni: «Cene private con soldi pubblici». Aperto un fascicolo, senza ipotesi di reato. Il sindaco intanto annuncia querele.

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Il sindaco di Roma Ignazio Marino in Campidoglio.

Ignazio Marino è stufo e minaccia querele. Ma le opposizioni non si fermano e denunciano le cene del sindaco, presentando esposti in Procura e alla Corte dei Conti. Movimento 5 stelle, Lista Marchini, Fratelli d'Italia e Forza Italia ipotizzano più di un illecito: peculato, falso, abuso d’ufficio. La procura di Roma risponde aprendo un fascicolo, al momento senza ipotesi di reato né nomi iscritti sul registro degli indagati, affidato al pm Roberto Felici del pool reati contro la pubblica amministrazione.
CAMPIDOGLIO: «IN 25 MESI HA SPESO IN MEDIA 773 EURO». No comment da parte di Marino: «Quello che dovevamo dire l'ha già detto il Campidoglio», ha dichiarato il sindaco, per poi ribadire che nel 2023, nel caso venisse rieletto, lascerà la politica, aggiungendo che si trasferirà a Sidney. «Non nasco politico e non morirò politico». Gli esposti presentati dalle opposizioni si concentrano su pranzi e cene con medici, chirurghi stranieri e parlamentari, che si sarebbero consumati in diversi locali vicini all'abitazione del sindaco o dei suoi familiari in giorni festivi. La loro rilevanza istituzionale sarebbe poco chiara. «Tutte spese istituzionali, incontri e cene fatte per affrontare i problemi della città», ha ribattuto Marino al settimanale Chi. Secondo il Campidoglio, il primo cittadino «in 25 mesi ha speso in media 773 euro mensili per rappresentanza e 1.016,43 per missione».
LE PRIME ACCUSE DAL FATTO QUOTIDIANO. A provocare i primi interrogativi sulle presunte 'spese pazze' di Ignazio Marino, scatenando le polemiche, è stato Il Fatto Quotidiano. Il quotidiano ha scritto il 23 settembre che i grillini erano pronti a chiedere conto delle spese del primo cittadino, fra cui quelle per «una lussuosa location nel centro di Roma, un hotel con annesso ristorante con vista Colosseo, che tornerebbe di frequente nelle uscite di Marino. E in quell'albergo sarebbero stati spesi sino a 1500 euro al mese». Il Corriere della Sera, in edicola martedì 6 ottobre, aggiunge: «Qualcosa, sulle sue [di Marino, ndr] cene 'di rappresentanza' - quasi sempre di sabato, domenica o nelle feste comandante: Santo Stefano, l’Immacolata, la Festa della donna, Ognissanti - continua a non tornare».
I RENDICONTI PUBBLICATI ONLINE. Di cosa si tratta? Dopo le accuse veicolate dal Fatto, è stato lo stesso sindaco di Roma ad annunciare la pubblicazione dei rendiconti relativi alle spese della sua attività. Tra uno scontrino e l'altro, sia il Corriere che il Fatto Quotidiano hanno dato notizia di una «ricevuta da 260 euro, per una cena che Marino ha consumato la sera del 26 dicembre 2013, pagata con una carta di credito a lui intestata ma 'appoggiata' sui conti del Campidoglio, presso il ristorante Antico Girarrosto Toscano di via Campania, a Roma». Ristorante che, guarda caso, si troverebbe però «a pochi metri dalla casa della madre di Marino».
LA VERSIONE DEI RISTORATORI. Il sindaco ha prontamente replicato, affermando di trovarsi là non per motivi di famiglia, ma per «una cena con alcuni rappresentanti della stampa, per illustrare iniziative dell’amministrazione a carattere sociale per il periodo natalizio». Una versione che non coinciderebbe con quella dei titolari del ristorante, contattati dal Corriere della Sera: «Era una cena familiare, ed erano in cinque o sei». Conto da 283 euro, scontato a 260: due bottiglie di vino, sei secondi di carne, acqua, contorni, dessert, caffé. «Era Santo Stefano. E Marino era con la famiglia».
LA CARTA DI CREDITO CON I FONDI DI RAPPRESENTANZA. Di sicuro c'è che Ignazio Marino ha a disposizione dei fondi per rappresentanza e spese personali che rientrano nell’ambito delle sue funzioni: dal taxi all’aereo, dalla cena di lavoro alla scheda telefonica. «Una carta di credito con un plafond stabilito, oltre il quale non si può andare. Quello che evidentemente i 5 Stelle vogliono verificare è che questi soldi non siano stati utilizzati in maniera incongrua, spavalda se non addirittura a scopo personale», ha spiegato il quotidiano romano Il Tempo.
I DUBBI SUL VIAGGIO NEGLI USA. Un'altra tegola per il sindaco è arrivata da Davide Bordoni, capogruppo di Forza Italia in Campidolgio, che ha sollevato dubbi sulla sua ormai celebre visita negli Stati Uniti. «Se il viaggio è pagato dalle istituzioni della città di Philadelphia», si è chiesto Bordoni, «chi paga il suo soggiorno a New York? Sarà ospite di De Blasio? Sarebbe grave se Marino mentisse ai cittadini romani».
PRESUNTE LACUNE NELL'OPERAZIONE TRASPARENZA. Nel corso del weekend, il sindaco di Roma avrebbe rivelato qualcosa di più ai suoi fedelissimi. Forse anche i nomi dei partecipanti alle cene 'incriminate'.
Per adesso, però, la versione è sempre la stessa: «Abbiamo messo tutto online. Ogni singola spesa è motivata con atti pubblici, ogni altra ricostruzione è offensiva e orientata da interessi politici», riporta il Corriere della Sera, che precisa: «Secondo il Comune 'nel 2014 sono stati spesi 128 mila euro, comprensivi delle spese fatte con la carta di credito. È sbagliato sommare le cifre'. Ma perché, allora, molte delle 'cene istituzionali', fatte a Roma, non figurano in quel conto?».

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