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SUPERSTIZIONE 7 Ottobre Ott 2015 1919 07 ottobre 2015

'Processo d'Appello' per una strega del '700

Un Comune del Trentino riapre il procedimento contro una strega del '700. Per riabilitarne la memoria e ''rendere giustizia'' alla condannata.

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Il rogo di una strega in un'incisione medievale.

In un piccolo Comune in provincia di Trento c'è chi non dimentica le ingiustizie della Chiesa, compiute nei suoi anni più bui, e vuole rendere giustizia a chi ne ha subito i torti. Anche se morto 299 anni fa.
Il suo soprannome era Toldina, una delle ultime “streghe” uccise in Trentino. Decapitata e bruciata nel parco di Brentonico.
Oggi però il suo processo verrà rifatto.
O almeno così chiede il Comune di Brentonico, con una delibera che sarà presentata mercoledì 7 ottobre in Consiglio comunale per riaprire il caso dinnanzi alla Corte d'Appello di Trento. Una delibera di maggioranza, delle liste civiche locali, per cui l'approvazione sembra scontata.
«RIDARE DIGNITÀ ALLA CONDANNATA». A chiedere il processo simbolico, a quasi 300 anni di distanza, sono il sindaco di Brentonico, Christian Perenzoni, lista Civica “Brentonico Viva” e l'assessore alla cultura Quinto Canali.
I due hanno parlato di «un eccesso folcloristico attorno ai processi e all'uccisione delle cosiddette streghe» e del «desiderio di rendere giustizia e verità storica, dignità etica morale e civile alla condannata».
Cioè di stabilire cosa accadde veramente il 14 marzo 1716, quando Toldina fu portata a Palù di Brentonico, dinnanzi al boia pagato 75 fiorini alemanni e decapitata, con intorno la gente del posto.
PROCESSO CON IL DIRITTO CAROLINGIO. La delibera chiede la nomina del magistrato titolare dell'accusa e, nelle intenzioni dei richiedenti, il processo dovrebbe avvenire secondo il diritto dell'epoca, quello carolingio, con avvocati esperti in materia: un'azione provocatoria, per cui sindaco e assessore hanno incaricato uno storico, Carlo Andrea Postinger, di ricostruire i fatti.
Era il 1700 e Toldina, all'anagrafe Maria Bertoletti Toldini, di Pilcante, rimase vedova.
Risposatasi con Andrea Toldini, sagrestano della chiesa di San Martino, non ebbe figli e fu arrestata per stregoneria.
ACCUSATA DI BOLLIRE BAMBINI. Le imputarono eresia, sacrilegio, adulterio e sodomia. Ma furono determinanti soprattutto le accuse di infanticidi: un bimbo di 5 anni gettato in una pentola di formaggio fuso bollente e altri due di 2 e 3 anni.
Crimini compiuti da quando aveva appena 13 anni.
Il suo processo fu laico e non ecclesiastico, visto che da poche settimane a Brentonico era giunto il Capitanato di giustizia, ma l'archivio cittadino andò perduto durante la guerra.
Si sono salvati solo due documenti originali: manca l'accusa, ma ci sono la sentenza e la memoria difensiva dell'avvocato della Toldina, il notaio Giovanni Battista del Pozzo, che evidenziava l'insufficienza di prove.

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