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CASO 9 Ottobre Ott 2015 1918 09 ottobre 2015

Santa Teresa d'Avila, prostituzione gay: i fedeli protestano

I parrocchiani contro la decisione della Curia di trasferire in blocco tutti i sacerdoti. Scrivono una lettera al papa e fanno un appello: «Le gerarchie ecclesiastiche non insabbino tutto».

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La parrocchia di Santa Teresa d'Avila a Roma.

Hanno scritto al papa, al cardinale vicario di Roma Agostino Vallini, al preposto generale dei Carmelitani Saverio Cannistrà. Hanno chiesto ascolto, ma non hanno ricevuto risposte. Per questo, domenica 11 ottobre, hanno deciso di riunirsi in assemblea, per tornare a denunciare «la mancanza di trasparenza», dopo la messa con cui i sacerdoti costretti a partire li saluteranno. Sono i fedeli della parrocchia romana di Santa Teresa d'Avila, retta dai Carmelitani, toccata da un provvedimento di trasferimento in blocco dei preti dopo le denunce di un presunto giro di prostituzione gay.
«IL PAPA NON È STATO INFORMATO». Il caso è stato reso noto dal Corriere della Sera. Venerdì 9 ottobre, nonostante la 'normalità' delle funzioni, nel quartiere non si parlava d'altro. «Abbiamo scritto al papa per presentargli la vicenda», ha raccontato all'agenzia di stampa Ansa Giuseppe del Ninno, portavoce dei parrocchiani che hanno firmato la petizione, «ma pensiamo che non sia stato neanche informato della nostra lettera».
«GERARCHIE INSENSIBILI». I fedeli vogliono denunciare «l'insensibilità delle gerarchie, le risposte burocratiche, la mancanza di coraggio nella verità». I fatti coinvolgerebbero un alto esponente della Curia generalizia dei Carmelitani, che sarebbe stato negli ultimi anni al centro di un giro di prostituzione gay. «Ci sono dichiarazioni scritte delle vittime», racconta Del Ninno, «adulti 'vulnerabili', senza tetto che ruotano intorno alla parrocchia dei Carmelitani per avere un aiuto». Anche alcuni sacerdoti carmelitani, in particolare il viceparroco padre Alessandro, avrebbero fatto presente il comportamento scorretto di questo confratello.
ANNI FA TRASFERITO UN SACERDOTE. «Anni fa c'era stato anche il trasferimento di un sacerdote, che probabilmente era stato molestato dalla stessa persona», riferisce ancora il portavoce dei fedeli. La comunità si oppone al trasferimento in blocco, non solo del sacerdote sospettato, ma anche di tutti gli altri che operano in parrocchia. Si tratta di tre preti destinati a partire per Trento, Bolzano, Bruxelles: «I trasferimenti sono stati motivati come un normale avvicendamento, invece risuonano come una punizione e in ogni caso sembra che così si possa mettere a tacere tutto. Ma noi domenica torneremo a chiedere ai superiori dell'ordine di motivare pubblicamente questi trasferimenti», annuncia Del Ninno.
SACERDOTI INCOLPEVOLI COSTRETTI AL SILENZIO. I sacerdoti incolpevoli sono stati richiamati al silenzio dai superiori attraverso il voto d'obbedienza. Ecco perché i parrocchiani hanno deciso di intervenire. «Il cardinal Vallini non ha neanche voluto incontrare il principale testimone, una delle vittime, di questa vicenda», prosegue Del Ninno. La parrocchia intanto ha cominciato a risentire degli scandali: «C'è un forte calo delle iscrizioni dei bambini al catechismo. Non possiamo dire con certezza che è in relazione con questi fatti, ma non mi sentirei di escluderlo», conclude Del Ninno.

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