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LE INDAGINI 14 Ottobre Ott 2015 1959 14 ottobre 2015

Tangenti Roma, come funzionava il cartello dei due imprenditori

Bustarelle per avere informazioni sulle gare per riparare le strade. Tre arresti.

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Un cantiere a Roma.

Cercavano di ottenere informazioni circa gli appalti per la manutenzione della sorveglianza delle strade della Grande Viabilità della città.
In altre parole, i lavori per eliminare uno dei problemi principali dei romani: le buche nelle strade.
E per aggiudicarsi le gare avevano creato una sorta di network di imprese - almeno 12 - in modo da moltiplicare le possibilità di vittoria.
Con il cartello avevano anche partecipato alla prima gara per il Giubileo, bloccata poi dall'Anac, l'Autorità nazionale anti corruzione.
A CACCIA DI INFORMAZIONI. Il loro modus operandi era abbastanza semplice: cercavano di carpire particolari delle gare, o dai concorrenti (nelle intercettazioni gli invitati alla festa) facendo ben attenzione a non rivelare le proprie intenzioni, come in una mano di poker, o da funzionari comunali in grado - dietro bustarelle - di passare informazioni sensibili circa i partecipanti alle gare.
Ma il gioco è finito male.
LA BUSTARELLA DA 2 MILA EURO. I militari li hanno bloccati mentre, il 27 settembre scorso, stavano consegnando la mazzetta. Soldi, circa 2 mila euro, destinati a un funzionario corrotto preso con il malloppo in mano.
Così due imprenditori, Luigi Martella e Alessio Ferrari, e un funzionario del dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana di Roma Capitale, Ercole Lalli, sono finiti agli arresti domiciliari con l'accusa di corruzione e turbata libertà degli incanti.
Al momento dell'intervento delle forze dell'ordine, Lalli aveva ancora in mano il denaro incassato e ha tentato inutilmente di disfarsi della busta contenente 10 banconote da 100 euro e 20 da 50 euro, immediatamente sequestrate.
IL NETWORK DI 12 IMPRESE. In base a quanto accertato dai pm, gli imprenditori al fine di incrementare la probabilità di aggiudicazione delle gare, ognuna del valore di circa 1 milione di euro, cooperavano per ottenere informazioni ulteriori su quante e quali imprese venissero invitate ai vari lotti.
Martella, direttamente e indirettamente, avrebbe infatti controllato almeno 12 imprese.
Un modo per assicurarsi più possibilità di aggiudicazione.
QUEL MENAJE CONTRO I CONCORRENTI. A essere temuti erano soprattutto gli 'ateniesi' della famiglia Bucci, ma anche le imprese di Mirko Pellegrini e di Marcello Luciani. Per questo Martelli e Ferrari cercavano di conoscere in anticipo le gare a cui erano interessati in modo da presentare offerte più «aggressive», in gergo menaje, sui lotti.
I due si erano poi rivolti anche a Lalli, detto il Geometra o Lalletto, per ottenere maggiori indicazioni sulle gare e i concorrenti. E il pressing era costante. In un colloquio intercettato, Martella dice al suo socio: «Dovemo giocassela bene e chi ci deve aiutà è quello. Devi sta appresso a quello Alessio, ricorda! Non me dì che dopo ah,c'hai da fà altre cose eh! Quello, devi cercà quello, io quello me sguscia ieri, hai capito, me doveva portà, e m'ha rimandato in bianco».
«SENZA INFORMAZIONI SEMO MORTI». Questo perché, dicevano i due, «se noi non c'avemo quelli (informazioni riservate, ndr) semo morti», si legge nell'ordinanza di 66 pagine. «Perché allora dovemo fààà...gli scemi del villaggio. Se noi c'avemo quelli stavolta sò morti tutti 'Ndo stanno loro dovemo menà Alessio! Punto. Non esiste al mondo».
Anche il solo dato numerico dei partecipanti, infatti, permetteva loro di avere una posizione di vantaggio rispetto agli altri imprenditori sia nel caso il bando di gara prevedesse l'aggiudicazione per «massimo ribasso» sia con la metodologia della «media mediata», espressione riferita al cosiddetto 'taglio d'ali', con cui vengono esclusi coloro che presentano offerte con ribassi troppo contenuti o viceversa troppo elevati.
Ora per effetto dell'inchiesta e degli arresti le gare per assegnare gli otto lotti della manutenzione stradale capitolina sono bloccate. Ed è già sos buche.
UN CARTELLO PER IL GIUBILEO. Intanto mercoledì si è saputo che l'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha bloccato la prima gara assegnata dal comune per il Giubileo, cioè i lavori di via delle Mura Latine e via di Porta Ardeatina: aveva infatti sottoposto a verifica tutti i soggetti che avevano partecipato alla gara, perché estratti a sorte fra le ditte presenti nel sistema Sipronec del Comune, e aveva scoperto che entrambe le ditte che fanno capo agli imprenditori arrestati a Roma, avevano presentato l'offerta tacendo i rapporti intercorrenti fra le stesse e quindi ponendo in essere una sorta di 'cartello'.
Il sindaco dimissionario Marino si dichiara soddisfatto perché, si sottolinea in Campidoglio, «vuol dire che il meccanismo di controllo funziona».
L'alert sulla gara per il Giubileo bloccata dall'Anac, infatti, pare fosse partito proprio dal Comune ad aprile. Circa gli appalti per la manutenzione stradale, che hanno portato agli arresti, gli assessori Maurizo Pucci e Alfonso Sabella hanno sottolineato che avevano «subito riscontrato anomalie e bloccato tutto».

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